12/12/2025
Il Consiglio Nazionale Forense esprime nuovamente forte contrarietà all’art. 129, comma 10, del ddl Bilancio, che condiziona il pagamento dei compensi dei liberi professionisti alla verifica della loro regolarità fiscale e contributiva.
Si tratta di una misura vessatoria e discriminatoria, che lede il diritto al lavoro in una fase economica già critica per i ceti professionali, viola il principio costituzionale di eguaglianza e la direttiva europea 2011/7/UE sui ritardi di pagamento, e crea una disparità ingiustificata tra chi opera con clienti privati e chi lavora con la PA, prevedendo il blocco dei compensi anche in presenza di irregolarità solo contestate o non definitive.
Ancora più grave è l’emendamento del Governo, presentato nonostante la recentissima condanna della Cedu all’Italia per i ritardi nei pagamenti agli avvocati nei casi di patrocinio a spese dello Stato, che estende la norma addirittura ai compensi “a carico dello Stato”: un intervento che rischia di paralizzare l’istituto, con danno diretto per i cittadini più fragili.
Il CNF sta valutando tutti i profili di incostituzionalità della norma e rinnova l’invito al Governo a ritirarla.