13/10/2026
**OTTOBRE 2013. UN CORRIDOIO. UNA VITA INTERA.**
Ci sono corridoi che attraversi una volta soltanto. Eppure continuano ad accompagnarti per tutta la vita.
Questo è uno di quelli.
📍 **Corte d'Appello di Catania. 7 ottobre 2013.**
Ricordo il silenzio. I passi. Le pareti. Le persone che aspettavano il proprio turno.
E ricordo me.
Una giovane dottoressa in giurisprudenza, un marito lontano, in navigazione. E una domanda che continuava a tornare: "ce la farò?"
In quel corridoio non aspettavo soltanto un esame.
Portavo con me anni di sacrifici.
La piccola stanza in via Plebiscito, a Catania. La pioggia mentre aspettavo l'autobus. Via Crociferi, 81. Le lezioni, le fotocopie, le attese davanti alla porta del professore, le corse in segreteria.
Avevamo gli appunti, i libri sottolineati, qualche moneta in tasca.
E avevamo i sogni.
Quelli che custodisci in silenzio, perché a volte hai perfino paura di pronunciarli.
Quel 7 ottobre avrei dovuto sostenere l'esame di abilitazione alla professione forense.
Avevo raccolto ogni briciola di coraggio per affrontarlo.
Poi una voce interruppe i miei pensieri.
«Dottoressa, il suo esame è posticipato al 12 ottobre.»
Per un istante il tempo si fermò.
Altri cinque giorni di attesa. Altri cinque giorni di pensieri, dubbi e incertezze.
«Grazie. Ci vediamo il 12.»
Lo dissi con una calma che non sentivo.
Uscii da quel corridoio portandomi a casa le ultime forze che avevo conservato.
Da sola.
"12 ottobre 2013."
Lo stesso corridoio.
Gli stessi passi. Lo stesso silenzio.
Ma questa volta arrivò il mio turno.
E poi quelle parole.
«Dottoressa, complimenti. Ha superato l'esame di abilitazione alla professione di avvocato.»
In un istante tornarono tutti.
I giorni difficili. Le notti sui libri. La distanza. La paura di non farcela. Le volte in cui mi ero chiesta se ne valesse davvero la pena.
Tutto sembrò trovare un senso.
Sono passati tredici anni.
Oggi, quando incontro una persona che attraversa un momento difficile, cerco di ricordare sempre una cosa: dietro ogni storia ci sono paure, attese, sacrifici e speranze che meritano ascolto e rispetto.
Forse è anche questo che quel corridoio mi ha insegnato.
"Prima di ogni titolo professionale, c'è una persona."
A chi oggi studia, affronta il praticantato, attende un esame o teme di non farcela, vorrei lasciare queste parole:
"Tibi ipsi semper crede."
Abbi sempre fiducia in te stesso.
Perché ci sono giorni in cui sembra di non arrivare mai alla fine del corridoio.
E poi, un giorno, ti accorgi di averlo attraversato.
Sono fiera di essere avvocato.
Non soltanto per il traguardo raggiunto. Ma per il significato che questa professione continua ad avere nella mia vita.
Avvocato Alessia Zitelli