17/03/2026
Oggi ho partecipato all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Avellinese.
In questo contesto reso ancora più significativo dalla presenza di Sua Eminenza il Card. Giuseppe Versaldi, Prefetto Emerito della Congregazione per l’Educazione Cattolica ho avuto l’occasione di riflettere ancora più profondamente sul ruolo dell’avvocato nelle cause di nullità matrimoniale.
Quella dell’avvocato ecclesiastico non è una funzione meramente tecnica: è, prima di tutto, un servizio. Un servizio alla verità, alla giustizia e, soprattutto, alla persona.
Chi si rivolge al Tribunale non è un “cliente”, ma un fedele che porta con sé una storia complessa, spesso segnata da sofferenza, dubbi e attese.
In questo contesto, il compito dell’avvocato è delicato e fondamentale: accompagnare, ascoltare, orientare.
Le parole del Vicario giudiziale, don Pietro Codori, hanno richiamato con forza proprio questa responsabilità: operare con competenza, ma anche con umanità e solerzia, consapevoli che dietro ogni fascicolo c’è una persona che attende una risposta importante per la propria vita.
Essere avvocato in questo ambito significa, quindi, coniugare professionalità e sensibilità, diritto e ascolto. Una responsabilità grande, ma anche un impegno profondamente significativo.