Avvocato Valentina Fossati

Avvocato Valentina Fossati Diritto penale della famiglia e dei minori
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13/09/2023

[a cura di Filippo Lombardi] Cassazione Penale, Sez. V, 21 agosto 2023 (ud. 31 maggio 2023), n. 35276 Presidente Pistorelli,

📌 Terza sez. Penale Cass. n. 35847/2023 Reato per il padrone che dota il cane di un collare antiabbaio che determina in ...
04/09/2023

📌 Terza sez. Penale Cass. n. 35847/2023

Reato per il padrone che dota il cane di un collare antiabbaio che determina in automatico scosse elettriche.
La fattispecie è quella di cui all’articolo 727 del Cp punita con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a 10mila euro.

La terza sezione penale della Cassazione ha decretato il divieto dei collari antiabbaio per i cani perché "non in linea con le caratteristiche etologiche" dell'animale. Pena? Anche tremila euro di multa

23/08/2023

L'aggravante richiede una condotta caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avvedutezza e idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla ''res''.

06/06/2023
06/06/2023
24/05/2023

Milano, le nozze celebrate lo scorso dicembre con una vecchia fiamma. Parere favorevole all'istanza dei legali per affidare l'ex re delle startup, ora in carcere, a una struttura di recupero per tossicodipendenti: 4 anni la pena residua

16/05/2023

[a cura di Guido Stampanoni Bassi] Tribunale di Torino, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, Ordinanza, 10 maggio 2023

10/05/2023

Per la Corte costituzionale, sentenza n. 88 depositata oggi, spetta al questore valutare la pericolosità sociale dello straniero in concreto

03/05/2023

Il genitore esercita il proprio diritto di critica se riporta alle istituzioni preposte fatti ritenuti come discriminatori verso il figlio

26/04/2023

(✏️ Silvia M.C. Senette) Una donna che esercita la professione giuridica ispira più fiducia se si fa chiamare «avvocato» piuttosto che «avvocata». Un dato di fatto che emerge dallo studio realizzato dal centro di ricerca Irvapp (Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche) della Fondazione Bruno Kessler e commissionato dal comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Rovereto. Chiaro il quesito di partenza: declinare al femminile influenza la valutazione delle professioniste? Altrettanto chiara la conclusione dei quattro studiosi Fbk, i ricercatori Alessandro Tondini e Sergio Burlacu e le colleghe — il cui profilo, sul sito, riporta «ricercatore» al maschile — Sonia Marzadro e Dominique Cappelletti.

Se tale scelta sia successiva o meno all’indagine non è dato saperlo, ma i dati raccolti sono piuttosto sconfortanti. Dal punto di vista grammaticale la questione non si pone e il mondo accademico, mediatico e politico insiste sul linguaggio di genere con i nomi delle professioni declinati anche al femminile. Ma lo studio Fbk dimostra che nel 2023, in Trentino, persistono ritrosie e pregiudizi al riguardo; una forma di discriminazione misurata empiricamente. Di fronte al bivio «avvocata o avvocato», solo il solo 15% delle toghe del foro utilizza per definirsi la declinazione femminile e alla domanda — proposta con tutti i crismi imposti dalla ricerca statistica — «se avessi bisogno di una consulenza professionale per una questione legale ti rivolgeresti con maggiore probabilità all’avvocata Maria Rossi o all’avvocato Maria Rossi?», il campione coinvolto — circa 250 professionisti e professioniste trentine — non ha avuto dubbi. «Avvocato» è più rassicurante, ispira maggiore fiducia e competenza. Di contro, l’appellativo femminile induce a valutazioni più basse da parte di colleghi e potenziali clienti. Continua a leggere l'articolo sul Corriere 👉

28/03/2023
E' on line il mio nuovo sito ⬇️
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“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.” Platone Diritto PenaleAree legaliDiritto Penale MinorileAree legaliAssistenza GiudizialeAree legaliBio Dopo aver conseguito la maturità classica e la laurea in Giurisprudenza presso l’Universi...

24/03/2023

La ragazza, all'epoca 17enne, voleva sfuggire al controllo paterno per frequentare il fidanzatino. «Quando ho visto che portavano via mio papà ho capito di aver fatto un errore enorme»

12/01/2023

Linda Cerruti, il caso delle foto e dei commenti offensivi. Le avevano scritto delle frasi volgari, avevano preso di mira la sua forma fisica, i successi e i risultati sportivi. L'internet non...

05/01/2023

Il genitore, per quanto inadeguato, non perde praticamente mai il diritto di visita, tranne quando...

05/01/2023

𝐂𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐞𝐦𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨, 𝐚𝐥 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐥𝐞

senza scomodare l'Accademia della Crusca e i massimi esperti della lingua italiana.
Non ho bisogno di una declinazione di genere per sentirmi tutelata/apprezzata/valorizzata/identificata.
Sono un avvocato, proprio come Giorgio, Roberto, Marco, Luca e tanti altri. Non ho bisogno di distinguermi facendo vanto di una 'A' quasi fosse una spilla sul petto.
Io sono una di loro, esattamente come loro.
In ambito professionale a nessuno deve interessare se sono donna o uomo. Se entro in tribunale con i mocassini o con le scarpe a spillo. Se porto la cravatta o metto il rossetto. Quando esercito la professione sono un avvocato, semplicemente, tutto il resto è pura ipocrisia.
Chiamatemi avvocato, per favore, che il termine avvocata suona tanto come una beffa o, ancor peggio, come un premio di consolazione.

di Federica Sanesi ❤️

29/12/2022

La madre che si rende irreperibile per impedire al padre di vedere i figli rischia grosso

20/11/2022

Colpisce soprattutto le donne, è spesso legata alla violenza offline, ma è ancora oggi poco riconosciuta e affrontata in modo poco efficace

03/10/2022

in Giurisprudenza Penale Web, 2022, 9 – ISSN 2499-846X Cassazione Penale, Sez. V, 25 marzo 2022 (ud. 10 dicembre 2021), n. 10762

21/09/2022

Le sentenze di non luogo a procedere degli avvocati

We l❤️ve Calamandrei

31/08/2022

La bambina è stata lasciata su un cofano d’auto, davanti all’ospedale. L’ha trovata un’ostetrica: la bimba era avvolta in una coperta bianca a fiori azzurri

08/08/2022

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26/02/2022

La storia di G., maestra e madre italiana costretta a lasciare il lavoro per occuparsi di sua figlia, perché l’unica scuola elementare a cui potrebbe iscriverla non ha il tempo pieno

17/02/2022

Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la sentenza con cui il giudice aveva confermato la condanna inflitta al gestore di un pub per il reato...

16/02/2022

Per la Cassazione non tutte le ipotesi di offese perpetrate via social network sono sanzionabili penalmente (sentenza n. 44662/2021).

30/05/2021

La catastrofe del Mottarone

https://bit.ly/3c2onJc

Quella di Mottarone è una catastrofe immane. Nessuno può accettare che si possa morire così, non è giusto, non dà pace.

È giusto iniziare immediatamente la ricerca di un nesso causale e del responsabile e quando si muove la macchina della giustizia si ha la pretesa di seguirne i passi e anticiparne i tempi, per l’esigenza di placare angoscia, rabbia, dolore, paure.

Come si fa a mettere in discussione il diritto dei cittadini di essere informati su una tragedia come questa?

Mentre la domanda più diffusa su Google era: “come funzionano le funivie?” gli inquirenti, in sole 48 ore, hanno affermato pubblicamente di aver individuato e fermato i primi (ma non gli unici) responsabili della tragedia. Non solo: diffondono le loro dichiarazioni che portano a proclami di responsabilità in quanto “la cabina era a rischio. E lo sapevano”. Articoli di testate locali online vengono postati su Facebook con tanto di commento: “La svolta”: 8,8 mila visualizzazioni e 4568 condivisioni in poche ore.

C’è modo e modo di dare le notizie. Ma soprattutto ci sono circostanze che non devono essere diffuse, pena la commissione di un illecito penale.

Gli inquirenti non possono fare il processo da soli, in mondovisione, per direttissima, con le indagini ancora in corso. Non si possono pubblicare gli esiti degli interrogatori degli indagati.

Non ha senso ed è nocivo per l’accertamento della verità declamare i prossimi programmi investigativi, esprimere giudizi sulle condotte degli indagati, anticipare le ipotesi di reato contestabili e le richieste cautelari addirittura prima di celebrarne gli interrogatori, soprattutto quando la ricerca principale è quella di una prova scientifica, in mano a tecnici veri, chiamati a dare un contributo essenziale in Tribunale e non al bar.

Eppure, accade lo stesso a dispetto di direttive europee, circolari del Consiglio superiore della magistratura, codici deontologici, in un clima di odio diffuso alla velocità della luce che richiede risposte punitive immediate condite da tempestive reazioni.

Ed è così che se il Pubblico Ministero riversa il materiale istruttorio nel fascicolo de Il Corriere della Sera e de “La Stampa” e decide di disporre il fermo dei primi indagati per chiederne la misura cautelare quando i presupposti per l’adozione di tali misure sono insussistenti agli occhi di qualsiasi studente di giurisprudenza, nessuno si adombra ed anzi scatta con ancora più violenza il linciaggio morale collegato alla pretesa “logica del profitto”. Gli inquirenti annunciano infatti alla stampa anche l’odioso movente senza operare alcun raffronto tra le dichiarazioni dei vari soggetti provvisoriamente coinvolti: “è stato subito evidente, chiaro, categorico che vi sia stata colpa dell’uomo a causa della sua avidità”.
“Le tre persone arrestate nella notte per il disastro alla funivia del Mottarone, infatti, hanno ammesso le responsabilità loro contestate, come ha spiegato il comandante provinciale dei Carabinieri di Verbania, tenente colonnello Alberto Cicognani. "Il freno non e' stato attivato volontariamente? Sì, sì, lo hanno ammesso". "C'erano malfunzionamenti nella funivia, - ha spiegato l'ufficiale - è stata chiamata la manutenzione, che non ha risolto il problema, o lo ha risolto solo in parte. Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare la 'forchetta', che impedisce al freno d'emergenza di entrare in funzione”.

Lo show continua: il titolare delle indagini viene presentato dalla stampa come un eroe infallibile che, indomito, si batte per ottenere giustizia e si ripercorrono i passi salienti della sua carriera.
Gli indagati sono tutti consapevoli e quindi colpevoli, criminali, mostri, avidi, con buona pace dei principi che informano il nostro sistema penale, ma anche i codici deontologici di ogni soggetto protagonista delle numerose e continue esternazioni e pubblicazioni.

E finisce che il “clamore mediatico” assurge a presupposto per la privazione della libertà personale.

Strano paese l’Italia.
Un paese in cui il recente recepimento di una direttiva europea – quella in tema di presunzione d’innocenza – viene salutata urbi et orbi come un ulteriore, importante, puntello nell’architettura di fondamentali principi di civiltà giuridica, per essere un attimo dopo messa da parte come un fastidioso orpello.

Alla prima prova sul campo abbiamo assistito nuovamente – e se possibile con forza ancora maggiore – al solito canovaccio: la telecronaca – minuto per minuto – dello sviluppo delle indagini con rivelazione di segreti istruttori, in un clima di progressiva ingravescenza delle ‘contestazioni’, il linciaggio mediatico e la folla plaudente per l’individuazione dei responsabili, da mettere subito in galera.

Invece no!
Oggi due dei tre indagati sono stati scarcerati dal giudice per le indagini preliminari. Ed infatti si apprende che non è vero che tutti e tre gli indagati abbiano ammesso le proprie responsabilità e che, anzi, agli atti vi sono elementi di tutt’altro segno.

Ecco che la tragedia di Mottarone, da occasione per correggere il tiro, diventa un altro caso emblematico di come le distorsioni del processo mediatico nuocciano all’accertamento della verità, alla giustizia, ai cittadini e alle stesse vittime.

Vediamo per una volta di far si che quel soggetto terzo di cui tutti si sono dimenticati, il giudice, non diventi per l’opinione pubblica un “morbido lassista del cazzo”, come si legge in qualche post su Facebook che meriterebbe anch’esso un’iniziativa onde far comprendere a certe persone che c’è un limite a tutto. Il processo mediatico non è e non deve prevalere sul processo vero.
Qualcuno deve destarsi e prendere provvedimenti perché domani, potrebbe capitare a chiunque di noi di finire nel tritacarne. Noi, naturalmente, speriamo mai.
Perché per lui, come per chiunque altro, sarebbe troppo tardi per invocare garanzie e principi di salvaguardia.
Non gli resterebbe che affidarsi al televoto.

Con questi auspici l’Osservatorio Informazione Giudiziaria, ancora una volta, censura le modalità di diffusione e di comunicazione di notizie espressione di un’ottica inquisitoria ormai superata da anni ed auspica che -in ossequio alle direttive europee- il Parlamento possa finalmente intervenire per fissare una volta per tutte delle regole a tutela delle indagini oltre che di coloro che vi sono sottoposti.

Roma, 30 maggio 2021

L'Osservatorio UCPI sull'informazione giudiziaria

17/05/2021

Rispetto al 2019, boom da fine marzo a maggio e il 25 novembre. Durante i primi 5 mesi del 2020 sono state 20.525 le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza (ANSA)

14/04/2021

Non si applica la riduzione della sospensione a metà a seguito del lavoro di pubblica utilità prevista per i casi più gravi (Corte cost. n. 62/2021).

15/03/2021

Domani si torna in zona rossa. Cosa si può e non si può fare. Dal
14/03/2021

Domani si torna in zona rossa. Cosa si può e non si può fare.
Dal

"La storia della Giornata Internazionale dei diritti della donna ricorre l’8 Marzo per ricordare ogni anno le conquiste ...
08/03/2021

"La storia della Giornata Internazionale dei diritti della donna ricorre l’8 Marzo per ricordare ogni anno le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, ma anche le violenze, i soprusi che subiscono in molte parti del mondo che danneggiano e umiliano la società intera.".

L’8 Marzo è stato adottato in ricordo della seconda Conferenza Internazionale delle donne comuniste del 1921 e dall’istituzione in quel giorno della Giornata Internazionale dell’operaia.

08/03/2021

Il capo dello Stato: «Sono loro che hanno pagato il prezzo più alto della pandemia: meno occupazione e maggiori contagi. Servono politiche per ridurre le disparità»

📍Regione Lombardia ✏️Ordinanza Regionale n.714 del 4 marzo🔍Valida dal 5 marzo al 14 marzo 🔺 Zona arancione rafforzatoQui...
04/03/2021

📍Regione Lombardia
✏️Ordinanza Regionale n.714 del 4 marzo
🔍Valida dal 5 marzo al 14 marzo
🔺 Zona arancione rafforzato

Qui 👇le principali disposizioni:

03/03/2021

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23/02/2021

Il provvedimento è stato emesso nella notte per la sua versione dei fatti «contraddittoria e lacunosa». Dal 2012 sono quasi 1000 le donne uccise

📍 Per la tutela dei minori online
08/02/2021

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08/02/2021

ROMA – Tre casi in 24 ore. L’escalation di violenze che vedono vittime donne attraversa tutta la pen*sola. Il primo è quello di Piera Napoli e accade a Palermo. La donna, 33 anni, madre di tre figli e cantante neomelodica,

📍Nuovi depositi obbligatori tramite portale
06/02/2021

📍Nuovi depositi obbligatori tramite portale

: DM 13/1/2021 OBBLIGATORI NUOVI DEPOSITI MEDIANTE PORTALE 📍Si comunica che da oggi 05 febbraio 2021 entra in vigore il D.M. 13 gennaio 2021...

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