Marina Ottazzi

Marina Ottazzi Lo studio Legale dell’ Avv. Marina Ottazzi si prefigge di offrire uno spazio accessibile al pubbli
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DIRITTO DELL’IMMIGRAZIONE:

Cittadinanza

Ricongiungimenti

Permesso di soggiorno e rinnovo permesso

Assistenza in lingua Italiana, Inglese, Francese, e Wolof. Domanda di asilo politico/protezione internazionale

Impugnazione diniego asilo e protezione internazionale

Cerco urgentemente praticante, stagista o segretaria per studio legale.Contattatemi in privato.Grazie
01/11/2023

Cerco urgentemente praticante, stagista o segretaria per studio legale.
Contattatemi in privato.
Grazie

30/05/2023

Il cammino nel dolore è lungo
e dannatamente difficile.
Dopo un certo tempo nel percorso del lutto, che varierà moltissimo di persona in persona, si arriva ad un punto dove ci si pone davanti un bivio molto importante, da lì in poi per noi ci sarà da fare una scelta che determinerà per sempre la qualità della nostra esistenza.

Quale cammino desidero imboccare?

Cammino A:
Immolarsi nel perpetuo dolore, scegliendo la sofferenza come unico mezzo per sentirsi vicini a Chi non c'è più. Scegliere deliberatamente di non opporsi in alcun modo al dolore e di non combatterlo, ma di accoglierlo in se quasi come fosse un nuovo organo, che deve continuare a pulsare in noi per il resto dei nostri giorni.
Scegliere di non accantonare mai i terribili ricordi degli ultimi eventi ma continuare a riviverli nella mente per sempre.
E tutto ciò sarà fatto in onore a Chi non c’è più perché si pensa che andare avanti, andare oltre al dolore sia una forma di tradimento.

Cammino B:
Decidere di reagire al dolore, cercando e creando i mezzi in noi, per affrontarlo ed in fine superarlo.
Dopo questo primo importante passo, continuare di giorno in giorno, a compierne degli altri…
Piccoli passi, uno per volta, un giorno alla volta per raggiungere la serenità nel cuore, ed una volta raggiunta, scegliere il ricordo come mezzo per abbracciare serenamente Chi non c'è più, sentendolo sempre accanto a noi.

Tutte e due le scelte per quanto diverse fra di loro, andranno sempre ed assolutamente rispettate.
Ogni persona è un infinito universo a sé, di emozioni e sensazioni, qualunque cosa si sceglierà la cosa fondamentale sarà quella di seguire il proprio cuore e sopratutto il proprio istinto.
Ogni uno di noi farà e sceglierà ciò che gli sará più consono.

Seguendo il primo cammino ,vivrai per il resto dei tuoi giorni abbracciato con infinito amore al ricordo di Chi non c'è più, porterai il suoi ricordi gelosamente in te, non smetterai mai di amarlo, ma lo farai in un sentiero oscurato dalla tristezza dove la luce della serenità non potrà mai filtrare, rimarrai perennemente immerso ed aggrappato al tuo dolore.
E se questa è la tua scelta, nonostante sia difficile e molto dura, va bene così… fai quello che ti nasce…

Oppure…

La seconda scelta, ti offre l’occasione di vivere una vita diversa, dove non sarai mai più la persona che eri un tempo, e la tua esistenza sarà per sempre incorniciata dalla malinconia, ma ti concederai la possibilità di vivere una vita ancora degna di essere vissuta.
Se sarai così forte da aprire il tuo cuore verso l’accettazione di ciò che ahimè non possiamo cambiare o combattere, dopo un lungo cammino e grande volontà, riuscirai a portare il ricordo di Chi non c'è più nel cuore per sempre, ma non più con dolore… Ricordare non ti lacererà ogni volta, ma potrai ricordare con infinito amore, quel amore che finalmente ti donerà solo serenità…
Certo ci mancheranno per sempre, la Loro assenza sarà per sempre un vuoto incolmabile, ci saranno giorni e periodi dove cadremmo ancora nella tristezza, ma poi ogni volta ci rialzeremo e continueremo a vivere per noi stessi, per chi ci ama ed in onore a
Chi non c'è più e che avrebbe tanto voluto esserci...

Vivere tramandando l’amore ed il ricordo di Chi Non C’è Più é il modo più grande e bello per onorare quella vita che a loro é stata crudelmente negata…

Sara Bianchini.

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Questa pagina è correlata al libro:
A Chi Non C’è Più di Sara Bianchini. ⬇️
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Sei in cerca di un professionista che si occupi di diritto di immigrazione ad Alessandria? La soluzione perfetta per te ...
01/02/2023

Sei in cerca di un professionista che si occupi di diritto di immigrazione ad Alessandria? La soluzione perfetta per te è affidarti allo Studio Legale Ottazzi, una realtà che da sempre si impegna ad andare incontro alle esigenze di ogni cliente, garantendo competenza e professionalità in ogni lavoro svolto. Il diritto di immigrazione è composto da alcune forme giuridiche che condizionano ogni straniero: l’ingresso, il soggiorno e successivamente anche l’acquisizione della cittadinanza. In particolare, il permesso di soggiorno, consiste nel circolare liberamente sul territorio e avere la possibilità di svolgere attività come: il lavoro, lo studio e molto altro ancora. Se sei un cittadino non comunitario e sei in cerca di professionisti che si occupano del diritto di immigrazione ad Alessandria, lo Studio Legale Ottazzi ha l’obiettivo di fare un’attenta analisi, svolgendo la pratica attraverso il deposito degli atti necessari.Grazie alla particolare attenzione verso ogni cliente, lo staff altamente qualificato ti seguirà passo dopo passo in questo percorso, garantendo dei prezzi più bassi rispetto alla concorrenza. Approfittane subito!

30/01/2023

iI datore che voglia assumere un lavoratore all'estero, dovra' passare attraverso i centri per l'impiego e verificare se c'e un lavoratore che puo' essere già assunto in italia , senza dover ricorrere a manodopera proveniente dall'estero.

DECRETO FLUSSI 2023

19/01/2023

Lo Studio offre servizio di interprete in lingua araba, francese ed inglese.

19/01/2023

Utile è quell’avvocato che parla lo stretto necessario, che scrive chiaro e conciso, che non ingombra l’udienza con la sua invadente personalità, che non annoia i giudici con la sua prolissità e non li mette in sospetto con la sua sottigliezza: proprio il contrario, dunque, di quello che certo pubblico intende per «grande avvocato»."
Calamandrei

16/11/2022

Pensiamo sempre di avere il diritto di essere nati nella parte più fortunata del mondo.
Basterebbe invece mettersi per un attimo solo dal punto di vista di chi ci chiede aiuto e tutto sarebbe diverso.

In Italia c’è chi costruisce intere carriere politiche sul narrare come sia importante la famiglia tradizionale e avere obbligatoriamente una mamma e un papà, sono gli stessi che quando delle “famiglie tradizionali” sono nere e povere e chiedono aiuto- per non morire in mare- le dividerebbero senza problemi, facendo sbarcare solo i bambini (e se proprio si è di buon umore le donne) lasciando in balia delle onde gli uomini (alla faccia della tutela delle famiglie con una mamma e un papà).

C’è chi in Italia arriva al potere strizzando l’occhio ai movimenti anti-abortisti, limitando l’aborto nella regione Marche perché: “la vita è sacra”, sono gli stessi che davanti a degli esseri umani ( e sottolineo esseri umani e non feti) che rischiano la vita in mare si girano dall’altra parte perché: “prima gli italiani”, “prima la nostra razza”.

C’è chi in Italia riesce a far pensare che sia un peccato e disonesto salvare vite, c’è chi riesce a far credere che il principale problema dell’Italia siano dei disperati che chiedono aiuto e non la sanità al collasso, la corruzione, la mafia, il tasso di analfabetismo, la dispersione scolastica, le discriminazioni ecc…

Nascere con dei privilegi non è una colpa, nascere nella parte fortunata del mondo non è una colpa, diventa una colpa quando si usa la propria posizione privilegiata per alimentare odio verso chi questa fortuna non l’ha avuta. E in Italia di gente che continua a costruire carriere politiche così è pieno.

21/10/2022

CERCASI TIROCINANTE E/O STAGISTA PER STUDIO LEGALE.

21/10/2022

CERCASI AVVOCATO PER COLLABORAZIONE IN STUDIO

Mediazione interculturale in lingua araba, presente in studio.
26/06/2022

Mediazione interculturale in lingua araba, presente in studio.

31/03/2022

Cercasi tirocinante o stagista o neolaureato giurisprudenza massima urgenza. Si assicura contributo economico sulla base delle capacità esplicitate.
Chiamare al 3356175994
Avv Ottazzi

27/05/2021

Premessa la confusione che pare esservi sul punto, mi è apparso doveroso pubblicare questo breve articolo su un quesito che spesso mi viene posto: la durata del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, permesso previsto nel nostro ordinamento dall’art. 9 del T.U. immigrazione.
Come è noto, tale tipologia di permesso viene rilasciata a chi è in possesso di determinati requisiti, vale a dire un determinato reddito (per il 2021 pari a 5.983,64 Euro annui, ossia 460,28 Euro mensili), avere avuto continuità di residenza per i 5 anni precedenti alla richiesta ed avere un livello di conoscenza linguistica livello A2.
Lo stesso ha sempre avuto durata illimitata, ma l’ultima Circolare Ministeriale del 23/02/2021 pare aver messo in dubbio questa durata.
In realtà la durata decennale fa riferimento al supporto del titolo di soggiorno ma non al titolo stesso, che mantiene invariata la sua durata illimitata.
Il nuovo modello di permesso di soggiorno elettronico UE viene emesso, conformemente al Regolamento CE n. 1030/2002 così come modificato dal Regolamento Ue 2017/1954, con la finalità di garantire lo stesso permesso dalle falsificazioni, introducendo elementi che ne garantiscano l’autenticità.
Nulla cambia pertanto nella sostanza del titolo di soggiorno, il quale non dovrà essere rinnovato ma semplicemente aggiornato come già avviene per la Carta di soggiorno per familiare di cittadino europeo, ad esempio.
Attualmente le Questure si stanno adeguando alla nuova normativa.

29/10/2020
LO STUDIO RESTERÀ CHIUSO PER FERIE DAL GIORNO 10 AL 23 AGOSTO.
07/08/2020

LO STUDIO RESTERÀ CHIUSO PER FERIE DAL GIORNO 10 AL 23 AGOSTO.

09/06/2020

Emersione di rapporti di lavoro Decreto-Legge 19 maggio 2020 n. 34 – art 103
Emersione di rapporti di lavoro Decreto-Legge 19 maggio 2020 n. 34 – art 103

Il Governo con il Decreto Rilancio ha inserito un articolo molto importante, il 103.

Tale articolo prevede, per alcuni settori economici, la possibilità di effettuare una sanatoria diretta ad assumere o dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro in corso con immigrati irregolari.

Gli immigrati irregolari che lavorano presso aziende italiane, possono ottenere un regolare contratto di lavoro e allo stesso tempo il permesso di soggiorno. Si tratta quindi di una doppia sanatoria: l’immigrato ottiene un contratto di lavoro in regola con pagamenti, tutele e contributi e ottiene anche il permesso di soggiorno.

Le attività che contemplano la regolarizzazione dei rapporti di lavoro rientrano in specifici comparti:

PRIMO COMPARTO: agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività
connesse;
SECONDO COMPARTO: assistenza alla persona per se stessi o per componenti della
propria famiglia, anche se non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino
l’autosufficienza;
TERZO COMPARTO: lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Per usufruire di tale sanatoria occorre che lo straniero sia presente in Italia prima del 08.03.2020

LO STUDIO LEGALE E’ A DISPOSIZIONE PER DOMANDE E CHIARIMENTI , ANCHE TRAMITE WHATSAPP O EMAIL

28/05/2020

Si comunica che per motivi logistici, si riceve solo su appuntamento. Lo Studio osserverà il seguente orario
15/18

20/04/2020

Multe e sanzioni Covid 19

22/03/2020

dpcm 22 marzo 2020.pdf

21/03/2020

*CORONAVIRUS*
*IN PIEMONTE ULTERIORE STRETTA SULLE MISURE DI CONTENIMENTO*
*Il presidente Cirio: “Se non lo facciamo adesso rischiamo che sia inutile”*
*Stretta sui mercati e chiusi uffici pubblici e studi professionali*
*Stop agli spostamenti verso le seconde case*

Una ulteriore stretta sulle misure necessarie a contrastare in modo decisivo il coronavirus è stata decisa oggi dalla Regione Piemonte, che nel pomeriggio per volere del presidente Alberto Cirio ha riunito in videoconferenza tutti i sindaci dei comuni capoluogo, i presidenti delle Province e i rappresentanti di Anci, Anpci, Upi, Uncem e Ali (Lagautonomie) al fine di valutare e condividere i contenuti della nuova ordinanza.
Il documento è stato elaborato lavorando tutta la giornata in sinergia anche con la Regione Lombardia, al fine di prevedere misure il più possibile omogenee vista la contiguità territoriale.
La nuova ordinanza sarà operativa da domani e verrà firmata in serata dal vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso.

«Chiudiamo tutto quello che è possibile chiudere in base ai poteri di cui dispongono le Regioni - spiega il presidente della Regione Piemonte *Alberto Cirio* -. Questa è la più grande emergenza affrontata dal dopoguerra ad oggi. Sappiamo che stiamo chiedendo un grande sforzo a ogni cittadino, ma vi prego di comprendere che è la scelta giusta. La nostra libertà è un bene, ma la nostra vita lo è di più. Vi prego, proteggetela restando a casa».

La nuova ordinanza avrà efficacia in Piemonte fino al 3 aprile 2020.
Stretta sui mercati, che saranno possibili solo dove i sindaci potranno garantire il contingentamento degli accessi e il non assembramento, anche grazie all’utilizzo di transenne e sempre con il presidio costante dei vigili urbani. Inoltre l’accesso agli esercizi commerciali sarà limitato ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone. Chiusi anche gli uffici pubblici e gli studi professionali, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali ed indifferibili (oltre alla possibilità di attuare lo smart working).
Stop anche gli spostamenti verso le seconde case.
Vietata, inoltre, la sosta e l’assembramento davanti ai distributori automatici “h24” che distribuiscono bevande e alimenti confezionati. Bloccate anche le slot machine e disattivati monitor e televisori da parte degli esercenti. Restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai (dove dovrà essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro).
Ove possibile, dovrà effettuarsi la rilevazione sistematica della temperatura corporea presso i supermercati, le farmacie e i luoghi di lavoro.
Disposto il fermo dell’attività nei cantieri, ad eccezione di quelli di interesse strategico.
Vietato l’assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici.

21/03/2020

Genitori non collocatari e diritto di visita dopo il DPCM 11 marzo 2020

In relazione al c.d. diritto di visita del genitore non collocatario della prole, ci si è chiesti se gli spostamenti
dei genitori per prendere e riportare i figli fossero o meno necessari e leciti nel rispetto delle misure restrittive degli spostamenti (salute, stato di necessità, spesa e lavoro) assunte dal Governo a più riprese.
Lo stesso Governo ha definitivamente chiarito il 10 marzo 2020 che «gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono
consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio». Conseguentemente i decreti ministeriali 8/9 marzo 2020 non hanno sospeso i provvedimenti che regolamentano i tempi di permanenza dei figli presso ciascuno dei genitori
Tuttavia, qualora vi siano situazioni di particolare gravità o di difficile attuazione organizzativa, mai come in questo momento modalità di comunicazioni virtuali, quali Wattzapp, Skype , web cam o video chiamate possono sostituire la visita genitoriale, ovviamente senza rappresentare un sostituto da utilizzare in maniera abituale per sostituire alle normali modalità di visita genitoriale, quando terminerà l’emergenza COVID 19.
Facciamo 2 esempi:
1) genitore non affidatario, che per motivi contigenti alla situazione odierna, svolge un attività che lo costringe ad essere a contatto con persone positive al Covid 19, e quindi a dover scegliere se vedere il proprio figlio o meno, secondo il proprio buon senso.
Non essendo vietato il diritto di visita, il genitore decide di non vedere la prole, in questa situazione, in nessun modo il suo mancato adempimento al provvedimento del giudice concernente le modalità di affidamento e di visita, configurerebbe l’ipotesi prevista dall’ ex art. 388, 2 c. c.p., poiché in primis verrà sempre tutelata il diritto alla salute del minore, come prioritario rispetto al diritto di visita del genitore non affidatario.
2) genitore affidatario che vive in un Comune dove vive anche l’ex marito. Nel week end si allontana dalla sua residenza e rimane a dormire presso la madre che vive in un altro Comune. Nel frattempo viene varato il decreto del 10 marzo e lei non riesce a rientrare nel suo domicilio perché non munita di autoveicolo. Anche in questo caso non potrebbe applicarsi il 388 c.p, comma 2 poiché nessuna azione è stata compiuta con dolo da parte del genitore affidatario, ne tanto meno l’ex coniuge potrebbe censurare una scelta da parte della madre relativa ad un allontanamento che nelle intenzioni era preventivato e temporaneo. Infatti, il genitore affidatario, pur obbligato a consentire l'esercizio del diritto di visita ha in ogni momento il diritto-dovere di assicurare massima tutela all'interesse preminente del minore, che nel caso in questione è connesso alla legittimità o meno del trasferimento compiuto dalla madre insieme alla figlia minore assegnata alla sua personale cura.
Per cui quello viene in evidenza è che sempre ed in ogni modo il legislatore tutela al di sopra di tutto, il diritto alla salute, rispetto al diritto di visita.

21/03/2020

NEL RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI GOVERNATIVE, LO STUDIO RIMARRA' CHIUSO PER TUTTA LA DURATA DELL'EMERGENZA COVID 19.
RIMANGO A DISPOSIZIONE DEI MIEI CLIENTI E DI TUTTI COLORO CHE NECESSITANO DI INFORMAZIONI O DI UN SEMPLICE CONSIGLIO DI NATURA LEGALE AL SEGUENTE NUMERO TELEFONICO 3356175994, ANCHE VIA WHATSAPP OPPURE ALL'INDIRIZZO EMAIL: [email protected]

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21/03/2020

LE LOCAZIONI COMMERCIALI AI TEMPI DEL COVID 19
Un chiarimento richiestomi, da parte di coloro che sono stati costretti a chiudere la propria attività commerciale o artigianale, è la sorte delle locazioni commerciali , o per meglio dire se sia possibile chiedere al proprio locatore la riduzione del canone per via delle contingenze dovute allo stato di emergenza Covid 19.


A questo proposito si possono prendere in esame alcune ipotesi:

1 Innanzitutto una temporanea impossibilità non giustifica assolutamente il mancato pagamento del canone di locazione per la durata dell'impossibilità lavorativa, piuttosto potrebbe giustificare uno slittamento della rata mensile, possibilmente in accordo con il locatore e che quest’ultimo voglia proporre di modificare equamente le condizioni del contratto, per tutta la durata dell’emergenza;
2 Né potrebbe utilizzarsi l'art. 1467 c.c. che fa riferimento alla eccessiva onerosità contrattuale, perché si suppone che superata l’emergenza il conduttore voglia continuare la propria attività e non risolvere il contratto, come invece prevede la disposizione codicistica;
3 volendo si potrebbe utilizzare l'art. 1464 c.c. in base al quale ottenere una parziale riduzione della prestazione, tuttavia tenendo in considerazione il fatto che tale impossibilità non ha le caratteristiche della definitività;
4 a parte le ipotesi de quo brevemente delineate, quello che occorre ricordare a tutti gli artigiani e commercianti che in base al Decreto Cura Italia, art. 91 DL18/2020 viene ammessa la disposizione relativa alla c.d. “impossibilità temporanea di adempiere alla propria obbligazione di cui all’art. 1256 c.c.” . Ciò fa si che a causa della mancanza di incassi si verifichi un’impossibilità di adempiere al canone stabilito per il periodo dell’emergenza, senza che le conseguenze derivanti dall’inadempimento causato dal rispetto delle misure di contenimento, siano valutate a posteriori ai sensi e per gli effetti degli artt. 1218 1223 c.c.

In definitiva, non risulta automatico il diritto ad una riduzione del canone di locazione, per ottenere ciò, non rimane che chiedere al locatore di rivedere le somme dovute in via amichevole e transattiva o in ultima istanza convocare il proprietario in mediazione in caso di rifiuto.

Non dimentichiamoci tuttavia, che sempre sulla base del Decreto Cura Italia art. 65 "ai soggetti esercenti attività d'impresa è riconosciuto, per l'anno 2020, un credito d'imposta nella misura del 60 per cento dell'ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1."

20/12/2019

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!!!!

11/12/2019

AZIONE REVOCATORIA : ovvero, cosa potrebbe succedere a chi decide di alienare un bene patrimoniale, al fine di arrecare pregiudizio ai propri creditori.

La revocatoria è un mezzo legale di conservazione della garanzia patrimoniale disciplinato dall’articolo 2901 del codice civile.
i presupposti necessari per poter esperire un azione di revocatoria sono:
il pregiudizio arrecato al proprio creditore;
la conoscenza del pregiudizio da parte del debitore;
e se l atto dispositivo è a titolo oneroso, la conoscenza del pregiudizio anche da parte del terzo.
Sono oggetto dell’azione gli atti che causano la perdita o la limitazione dei diritti patrimoniali del debitore o che comportano l’assunzione di passività.
L’azione non deriva da un diritto preesistente del creditore sui beni del debitore, ma è frutto del diritto che la legge attribuisce al creditore di tutelare il suo interesse alla conservazione della garanzia patrimoniale.
Al fine di tutelare questo interesse, la legge attribuisce al creditore un potere revocatorio, che ha la natura di un diritto potestativo, capace di rendere inefficace l’altrui atto di disposizione.
Serve che il pregiudizio arrecato dall’atto dispositivo alle ragioni del creditore. L’atto di disposizione cioè deve aver causato o aggravato il pericolo dell’insufficienza patrimoniale del debitore a far fronte al credito del revocante.
A livello soggettivo si richiede la conoscenza del pregiudizio da parte del debitore, che deve essere consapevole di aver provocato, col suo atto di disposizione, una lesione alle ragioni del creditore.
La conoscenza deve avere come oggetto il pericolo attuale e concreto dell’insolvenza (periculum damni).
La revocatoria non ricostituisce il patrimonio del debitore, ma realizza l’inefficacia relativa dell’atto dispositivo, che diventa inopponibile al revocante ma conserva la sua efficacia verso le parti e gli altri creditori.

11/12/2019

RICERCA TELEMATICA DEI BENI DA PIGNORARE.

L'art. 492 bis cpc, prevede che, su istanza del creditore il il presidente del Tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, verificato il diritto della parte istante a procedere a esecuzione forzata, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.
Con l’obiettivo di agevolare l’attività degli avvocati, il Tribunale di Milano, in data 3.06.2019, ha diffuso le “Linee guida per i procedimenti ex artt. 492-bis c.p.c. e 155-quinquies disp. att. c.p.c.” contenenti un vademecum sulle formalità necessarie per la ricerca telematica. E’ fondato ritenere la notifica del precetto quale condizione per l’accesso alla ricerca, tenuto conto della disposizione secondo cui la domanda va proposta dopo il decorso del termine dilatorio ex art. 482 c.p.c. Quanto al precetto, si deve ritenere che debba essere data dimostrazione del perfezionamento della notificazione, che sia decorso il termine dilatorio ex art. 482 c.p.c., che esso sia ancora efficace e dunque non sia maturata la decadenza ex art. 481 c.p.c. e va prodotto con i documenti idonei alla dimostrazione del buon fine della notifica.Se il debitore è una persona fisica, in caso di notifiche tradizionali, andrà altresì prodotto il certificato anagrafico di residenza con la relata del tentativo espletato presso la residenza, ove si sia proceduto alla notifica nelle forme per gli irreperibili ex art. 143 c.p.c.; in caso di notifica telematica, la stampa della pagina tratta dall’Indice nazionale della posta elettronica certificata (INIPEC) recante la menzione dell’indirizzo di posta elettronica del destinatario della notifica; al riguardo, è dubbio che possa essere compresa nei poteri di attestazione che fanno capo all’avvocato, anche la riferibilità al destinatario dell’indirizzo PEC utilizzato.
Se il debitore è una società, andrà prodotta una visura camerale aggiornata per la verifica, in caso di notifica telematica, dell’appartenenza al debitore dell’indirizzo PEC utilizzato, oltre che, come detto, della competenza territoriale; in caso di notifica tradizionale, dell’esecuzione presso l’indirizzo corretto della sede, ovvero presso soggetto che riveste la qualità di legale rappresentante dell’ente; in caso di notifica ai soggetti di cui all’art. 145, c. 2 c.p.c., i documenti da cui desumere l’ubicazione della sede, e, ove occorra, la qualità di rappresentante dell’ente.
Va poi condiviso, si legge nelle Linee guida, l’orientamento secondo cui la domanda va proposta una volta decorso il termine di cui all’art. 482 c.p.c., disposizione secondo cui non si può iniziare l’esecuzione forzata prima che sia decorso il termine indicato nel precetto e in ogni caso non prima che siano decorsi 10 giorni dalla sua notifica, salvo, ovviamente, il caso di autorizzazione all’esecuzione immediata.. Inoltre, va ricordato che il termine di 90 giorni, previsto dall’art. 481 c.p.c., entro cui l’esecuzione deve essere iniziata è un termine di decadenza e non di prescrizione: pertanto, se entro questo termine viene iniziata l’esecuzione, è possibile instaurare altre procedure espropriative anche dopo il decorso dei 90 giorni e in base all’unico precetto, con il solo temperamento del divieto del cumulo eccessivo (Cass., sent. n. 9966/2006).

11/12/2019
10/12/2019
10/12/2019

Indirizzo

Via Trotti 38
Alessandria
15121

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 17:00
Mercoledì 10:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393356175994

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