Studio Legale avv. Tiziana Marengo

Studio Legale avv. Tiziana Marengo lo studio si occupa principalmente di diritto del condominio, diritto di famiglia (separazioni, divo

04/03/2026
03/02/2026

Dentro la magistratura qualcosa si muove.più di 50 magistrati rompono il silenzio e si dissociano dall’ANM: basta corren...
03/02/2026

Dentro la magistratura qualcosa si muove.
più di 50 magistrati rompono il silenzio e si dissociano dall’ANM: basta correnti, basta ipocrisie.

La vera indipendenza non si difende con i veti ideologici, ma con regole chiare:
separazione delle carriere

Il Ministero ha illustrato le nuove linee sull’aggiornamento delle GPS e sul sistema di attribuzione delle supplenze. Ec...
20/11/2025

Il Ministero ha illustrato le nuove linee sull’aggiornamento delle GPS e sul sistema di attribuzione delle supplenze.
Ecco i punti principali:

- *1. L’algoritmo tornerà indietro
Grande novità:
👉 Se, dopo un turno di nomina, sopraggiungono nuove disponibilità *l’algoritmo potrà tornare indietro e nominare chi,* pur avendone diritto, *non aveva ricevuto proposta perché superato temporaneamente per mancanza di posti* .

Questo intervento risolve una delle criticità più contestate negli ultimi anni.

- *2. Le cattedre intere potranno essere frazionate*
Per garantire il *diritto al completamento orario* , il MIM aprirà alla possibilità di frazionare le cattedre intere quando necessario.

- *3. Aggiornamento GPS previsto a febbraio*
L’Amministrazione ha indicato come periodo probabile il mese di febbraio per l’uscita dell’Ordinanza Ministeriale sulle GPS 2026/27 e 2027/28.

- *4. L’anno scolastico in corso potrà essere inserito (con riserva)*
Il servizio svolto nell’a.s. 2025/26 sarà valutabile, ma inserito con riserva, in attesa della successiva verifica.

- *5. Percorso INDIRE = TFA sostegno*
👉 Il punteggio del percorso di specializzazione *INDIRE sarà identico a quello del TFA* sostegno ordinario.
Un riconoscimento fondamentale per garantire equità tra i percorsi.

- *6. NOVITÀ importanti per gli ITP abilitati (Tabella 7 sostegno)*
Gli ITP abilitati inseriti in Tabella 7 sul sostegno avranno finalmente *gli stessi punteggi degli altri docenti abilitati,* ponendo fine alla disparità che finora li aveva penalizzati.
Un risultato rilevante per l’equiparazione dei percorsi.

IL DECALOGO DEL SÌ Dieci buone ragioni per dire SÌ alla separazione delle carriere e per una giustizia più giusta, terza...
12/11/2025

IL DECALOGO DEL SÌ

Dieci buone ragioni per dire SÌ alla separazione delle carriere e per una giustizia più giusta, terza e credibile

1. Un giudice terzo è la prima garanzia di libertà

Perché senza un giudice terzo non ci può essere il necessario riequilibrio del potere del Pubblico Ministero.

Il giudice deve essere libero da ogni vincolo e da ogni influenza, distinto da chi esercita l’accusa. È un principio costituzionale e una condizione essenziale di libertà per tutti. La separazione delle carriere rafforza la figura del giudice e restituisce fiducia, equilibrio e credibilità alla giustizia.

2. Ruoli diversi, stesse garanzie

Due carriere diverse, una sola giustizia al servizio delle persone.

Oggi giudici e pubblici ministeri appartengono alla stessa organizzazione, si valutano tra loro, condividono carriera e organo di governo. La riforma li distingue, rendendoli autonomi e complementari, e riportando chiarezza nel sistema. È così che la giustizia si declina in uno Stato di diritto democratico e liberale.

3. Per un processo davvero equo, ad armi pari

Solo la parità delle parti garantisce i diritti di tutti.

Nel giusto processo accusa e difesa devono confrontarsi in condizioni di parità davanti a un giudice terzo e imparziale. Solo così la verità nasce dal confronto e non dall’autorità. Separare le carriere significa dare piena attuazione ai principi costituzionali del processo accusatorio e restituire ai cittadini la certezza di un giudizio fondato solo sulle prove e garantito da un giudice distante allo stesso modo da chi accusa e da chi difende.


4. Come in tutte le democrazie liberali

L’Europa separa i ruoli, l’Italia deve colmare il ritardo.

In tutte le democrazie consolidate in Europa e nel mondo giudici e pubblici ministeri dipendono da organizzazioni distinte. L’Italia, che rappresenta oggi un’anomalia assoluta, deve finalmente allinearsi ai modelli liberali ed evoluti, non per imitazione, ma per coerenza con la propria Costituzione e con il principio di separazione dei poteri.


5. Una giustizia che fa paura non è giusta

Chi crede nello Stato deve poter credere anche nella sua giustizia.

Quando i ruoli si confondono, la fiducia si incrina. Una giustizia che intimorisce o si chiude in se stessa smette di essere credibile. Separare le carriere significa renderla più trasparente, più vicina a chi chiede tutela e protezione. Perché la fiducia è la prima forma di giustizia, e la giustizia credibile è la base della democrazia.

6. Separare per difendere autonomia e indipendenza del giudice

L’autonomia si protegge distinguendo i ruoli, non confondendoli.

Separare assicura l’autonomia del giudice rispetto al pubblico ministero e aiuta a difendere l’indipendenza della magistratura daogni condizionamento politico, ideologico o corporativo, rafforzando la sua funzione di garanzia. Una magistratura libera è una giustizia più forte: al servizio della verità e dei diritti, non del potere.

7. Sorteggio dei componenti del CSM: più trasparenza e meno correntismo

La giustizia deve rispondere ai cittadini, non ai gruppi di potere.

Con il sorteggio dei componenti dei due CSM verranno superate le logiche del correntismo che condizionano nomine e carriere, facendo prevalere l’appartenenza sul merito e sulle competenze. Il CSM tornerà così organo di garanzia, come previsto dalla Costituzione, e non strumento di potere interno, capace di condizionare gli stessi magistrati che dovrebbe tutelare.

8. Il Presidente della Repubblica, garante dell’equilibrio e dell’unità della giustizia

Il Capo dello Stato resta il custode della Costituzione e della libertà dei cittadini.

La riforma valorizza il suo ruolo di garanzia: il Presidente continuerà a presiedere entrambi i Consigli Superiori, assicurando coerenza e indipendenza per la magistratura. È il segno più alto di un equilibrio istituzionale che unisce, non divide: una giustizia ordinata e fedele ai principi della Repubblica e di uno Stato liberale.


9. Un’Alta Corte per una giustizia che risponde a tutti

La giustizia deve essere trasparente nei confronti dei cittadini, non rendere conto solo a se stessa.

Chi amministra la giustizia deve rispettarne le regole come ogni cittadino. L’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, autonoma e indipendente dai Consigli Superiori, i cui componenti saranno selezionati per sorteggio e in parte nominati dal Presidente della Repubblica, garantirà finalmente che le responsabilità dei magistrati siano valutate con terzietà e trasparenza. La credibilità nasce anche dalla responsabilità: nessuno è al di sopra della legge, tantomeno chi la applica.


10. Una battaglia di libertà, non di potere

È la riforma di chi crede nella Costituzione e nella giustizia come servizio ai cittadini.

È la storica battaglia trentennale dell’Unione delle Camere Penali Italiane: non contro qualcuno, ma per tutti. Perché separare le carriere non è uno slogan, ma un atto di civiltà. Dire SÌ significa, restituire credibilità e autorevolezza alla magistratura, avere un processo più giusto e una giustizia più trasparente nell’interesse di tutti i cittadini.

Indirizzo

C. So Cortemilia 3/1
Alba
12051

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393667158112

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