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DPstudiolegale Studio Legale Avv. Domenico Paolella, Avv. Cuono Dell'Aquila, Avv. Giuseppe Di Paola.

03/05/2020
01/05/2020

"I Penalisti in difesa del Processo": sabato 2 maggio 2020, ore 16:00, in diretta sulla pagina facebook della Camera Penale di Napoli

C’è da aspettarselo: anche davanti a numeri tanto allarmanti, i manettari di turno faranno spallucce e magari si abbando...
01/05/2020

C’è da aspettarselo: anche davanti a numeri tanto allarmanti, i manettari di turno faranno spallucce e magari si abbandoneranno a refrain del tipo “buttate la chiave”, “requisite i conventi” o “ripristiniamo la pena di morte”. Eppure, in un Paese civile, la relazione annuale stilata dal garante campano dei detenuti imporrebbe una riflessione seria su quell’inferno in cui, tra celle strapiene e atti di autolesionismo crescenti, si sono trasformate le carceri.
I dati sul sovraffollamento parlano chiaro: nel 2018 la popolazione carceraria campana superava la capienza regolamentare del 14 per cento, mentre nel 2019 si è arrivati al 17. Certo, nelle ultime settimane la pandemia ha ridotto il numero degli ingressi negli istituti di pena, ma la situazione resta angosciante. “Il problema non è stato arginato, ma tende ad aumentare – sottolinea il garante Samuele Ciambriello – e se la situazione appare meno grave nei penitenziari dell’Avellinese e del Beneventano, a Poggioreale e Pozzuoli si registra un sovraffollamento da record”. Non bisogna dimenticare, inoltre, che il 22 per cento delle celle non dispone di docce e al 37 manca il bidet. Diversi penitenziari sono privi di spazi per gli incontri con i minori e per il lavoro artigianale, attività ridotte negli ultimi tempi per evitare assembramenti capaci di agevolare la diffusione del Coronavirus. E il personale? Anche quello è carente: il rapporto tra detenuti e agenti di polizia penitenziaria si attesta al 51 per cento, quello tra detenuti ed educatori supera di poco l’1,25.
E allora non deve meravigliare il fatto che gli atti di autolesionismo siano aumentati del 32 per cento nel 2019, mentre gli scioperi della fame o della sete hanno fatto un balzo in avanti del addirittura del 55 rispetto all’anno precedente. Se si osserva che il 21 per cento delle visite specialistiche non può essere effettuato a causa di difficoltà del nucleo traduzioni, si comprende come la vita in carcere sia ancora lontana da quel senso di umanità sancito dall’articolo 27 della Costituzione.“Il carcere, questo grande rimosso sociale, resta l’unica vera cartina di tornasole della nostra civiltà – conclude Samuele Ciambriello – Ecco la prospettiva che ci deve guidare: non abbandonare le persone che vivono una condizione di emarginazione e di reclusione. E continuare a credere che in quel luogo distanziato dalla società civile che è il carcere ci sia la possibilità di migliorare e di emanciparsi”.

https://www.ilriformista.it/carceri-sovraffollamento-record-e-boom-di-atti-di-autolesionismo-90729/

01/05/2020

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Dal 4 Maggio 2020 riapre al pubblico lo Studio Legale. In queste settimane abbiamo continuato a seguire i procedimenti pendenti nonostante i Decreti del Governo avessero sospeso tutti i termini, per qualunque atto, sino al prossimo 11.5.2020.
Gradualmente, seguendo la disponibilità e le disposizioni dei Giudici e delle loro cancellerie, riprenderemo le attività ordinarie, anche compiendo le attività interdette durante questi due mesi.
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Dal 4 Maggio, pertanto, potrete interfacciarvi con lo studio per richiedere un report della Vostra pratica utilizzando questi canali telematici:
📩[email protected]
🔹m.me/paolella
🟢 whatsapp direttamente dalla pagina FB
🔴 081 18223537

Nonostante la filosofia dello studio si basi sul rapporto diretto con i nostri assistiti, abbiamo voluto creare canali di condivisione e confronto anche a distanza.
Pertanto, dal 11.5.2020, potrete seguire le attività dello studio anche attraverso due nuovi canali telematici
🟡 www.dpstudiolegale.it
🔵DPstudiolegale
Troverete una chat virtuale dedicata alle vostre esigenze, canali dedicati alla videoconferenza, faq per comprendere come affrontare la fase 2 anche in ambito processuale ecc

La nostra filosofia, però, resta e resterà sempre quella del rapporto diretto con gli assistiti.
Riapriremo quindi in sicurezza. Chiedendo anche a voi pazienza e comprensione per tutelare le vostre e le nostre famiglie.
Lo Studio, pertanto, per tutta la fase 2 dell’emergenza Covid19, osserverà queste regole:
▪️i clienti potranno accedere solo con mascherina (🔺all’ingresso troverete il totem igienizzante)
🔸i clienti potranno accedere solo su appuntamento ed esclusivamente uno alla volta.

Fermo restante la disponibilità h24 per gli affari urgenti legati alla difesa penale degli assistiti , lo Studio sarà aperto
🔶 lunedì e mercoledì dalle 16:00 alle 20:00 per gli affari penali
🔷martedì e giovedì dalle 16:00 alle 20:00 per gli affari civili
🟥il venerdì dalle 16:00 alle 20:00 per questioni che impongano particolari approfondimenti

Siamo certi che con l’impegno responsabile di tutti, supereremo anche questa fase di emergenza.
Vi aspettiamo allo Studio
🟨⬛️Acerra Via Armando Diaz

05/04/2020

Decreto “cura Italia” (Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18): il parere del CSM
Con delibera del 26 marzo 2020, il Consiglio Superiore della Magistratura ha approvato un parere sul decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. decreto cura Italia) che, in relazione all’emergenza sanitaria da COVID-19, ha dettato disposizioni in ordine all’attività giudiziaria.

Con riferimento alla previsione del rinvio d’ufficio di tutte le udienze salvo determinate eccezioni, il parere rileva come per “udienza” debba intendersi sia quella pubblica sia quella camerale, mentre invece possono essere svolte le camere di consiglio tra magistrati, fatto il problema dell’uso dei sistemi di collegamento da remoto.

Quanto al settore penale, il parere rileva come sarebbe opportuno prevedere che nei procedimenti in cui siano applicate misure cautelari reali o misure di sicurezza patrimoniale e in quelli per l’applicazione di misure di prevenzione patrimoniale la trattazione sia obbligatoria solo ove il giudice ravvisi ragioni di urgenza o un concreto pericolo di pregiudizio per la parte che chiede la trattazione.

Quanto alle udienze con imputati detenuti, si rileva come manchi la previsione di un termine congruo entro il quale imputati e difensori debbano manifestare l’interesse alla trattazione, onde consentire l’adeguata predisposizione degli strumenti per la celebrazione dell’udienza da remoto. Lo stesso onere di comunicazione andrebbe previsto per tutti gli altri casi previsti dall’art. 83 comma 3 lett. b, in cui è possibile chiedere la trattazione del procedimento.

Con riferimento alla sospensione dei termini per i procedimenti penali nella prima fase (fino al 15 aprile) di cui all’art. 83 comma 2, la delibera rileva come, a fronte di una interpretazione che potrebbe essere amplissima della disposizione, andrebbe privilegia una lettura tale per cui non possono ritenersi sospesi i termini per l’adozione di atti funzionali alla tutela di diritti costituzionalmente garantiti, eventualmente individuando in sede di conversione la tipologia degli atti “esclusi”. Inoltre, nella delibera si auspica l’esplicitazione normativa di quanto invalso nei protocolli stipulati da molti uffici e cioè la trasmissione telematica degli atti e dei provvedimenti (come già previsto nel d.l. per il settore civile). Ed ancora, andrebbe chiarito, in sede di conversione, atteso che il richiamo all’art. 392 c.p.p. non copre tutte le ipotesi, il regime da applicare agli accertamenti tecnici irripetibili di cui all’art. 360 c.p.p., che dovrebbero essere consentiti in caso di urgenza.

Per quanto concerne la seconda fase, il parere rileva una scarsa chiarezza, nel settore penale, quanto al dies a quo di decorrenza della sospensione della prescrizione e in materia cautelare. Con riguardo allo svolgimento da remoto delle udienze penali, si auspica la formalizzazione in via normativa della possibilità di utilizzare tale strumento per le convalide e per gli interrogatori da parte del giudice o del p.m.

Con riferimento alla materia penitenziaria, il parere esamina i presupposti applicativi della “nuova” detenzione domiciliare, rilevando come sarebbe opportuno chiarire le condizioni ostative all’applicazione della misura, con riferimento alla clausola di compatibilità prevista con riferimento alle previsioni di cui all’art. 1 l. 199/2010 e ai reati ostativi di cui all’art. 4 bis ord.pen.; il rapporto fra la “nuova” previsione e quella di cui alla l. 199/2010, alle modalità di accertamento dei gravi motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza. Viene poi evidenziato il problema legato alle effettive potenzialità della misura rispetto alla riduzione del contagio nelle carceri, stante la difficoltà a reperire gli strumenti di controllo elettronici.

In conclusione, la delibera auspica soluzioni volte a ridurre il sovraffollamento delle carceri, ivi compresi interventi volti a differire per la durata dell’emergenza l’ingresso in carcere di condannati a pene brevi per reati non gravi.

Indirizzo

Via Armando Diaz 30
Acerra
80011

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

Telefono

08118223537

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