Avv. Michela Lupi Jr.

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Avv. Michela Lupi Jr. Studio Legale

15/10/2026
15/10/2026

🎯 Alla Statale un’aula di tribunale, così gli studenti imparano simulando processi. La realizzazione è stata finanziata dal Ministero dell'Università nell'ambito del Progetto di eccellenza del Dipartimento 'Cesare Beccaria', diretto dalla prof.ssa Daniela MIlani dell’ Università degli Studi di Milano
Il professore di diritto penale, Luigi Gatta responsabile del progetto e Preside della Facoltà di Giurisprudenza, sottolinea come nella nuova struttura, interamente multimediale, gli studenti si potranno preparare facendo lavori di gruppo con avvocati e magistrati veri. 🎯 Per approfondimenti: https://beccaria.unimi.it/it/news/alla-statale-unaula-di-tribunale || Studenti Unimi Agenzia delle Entrate Ordine degli Avvocati di Milano Ministero dell'Università e della Ricerca Ministero della Cultura Sistema Penale

13/10/2026
03/10/2026

Non si può tacere. Senza paura, denunciamo.

20/09/2026

Trento. Era entrato in azienda nel 1997 e dal 2004 era capomacchina. Poi, dal 2016, comincia la discesa: lo demansionano da capo a "secondo", poi a "terzo", fino a fargli pulire la stampatrice di cui era stato il responsabile. Mansioni da neoassunto. E i colleghi, imbarazzati, gli dicevano "ti hanno messo in castigo".
Nel 2017 nasce suo figlio. Lui chiede i permessi di paternità, alternandosi con la madre. Il caporeparto non la prende bene e lo deride davanti agli altri: "Fatti crescere le t***e così lo puoi anche allattare". A processo un testimone racconta di aver sentito il direttore e il capo parlare di lui: "Occorreva punirne uno per educare gli altri".
Tutto questo, scrive il giudice Giorgio Flaim, ha portato "all'insorgenza e lo sviluppo di un disturbo dell'adattamento con ansia e umore depresso". I due psichiatri nominati dal Tribunale parlano di un quadro di depressione cronica, con 194 giorni di assenza dal lavoro. Poi, il 28 luglio 2022, il licenziamento.
Il suo avvocato, Maurizio Roat, fa ricorso. E quasi tre anni dopo arriva la sentenza: il giudice dà ragione al lavoratore. La Lego spa dovrà reintegrarlo, pagargli tutti gli stipendi arretrati e i contributi, e versargli 11.351 euro di danni. Gli viene riconosciuto anche un danno permanente all'integrità psicofisica del 6 per cento.
Per la legge, è la violazione dell'articolo 2087 del codice civile: l'azienda deve tutelare la salute di chi lavora. Anche quella di un padre che chiede solo di stare col figlio appena nato.
Fonte: Corriere del Trentino

E adesso via libera ai leoni da tastiera con il loro "Basta chiudere la bocca" o "Basta mangiare meno e muoversi di più"...
17/09/2026

E adesso via libera ai leoni da tastiera con il loro "Basta chiudere la bocca" o "Basta mangiare meno e muoversi di più", ignorando il fatto che l'obesità sia una malattia multifattoriale cronica e recidivante ed essendo una malattia ha un farmaco per aiutare la cura... aiutare, perché il farmaco senza alimentazione sana e controllata e movimento adeguato non fa proprio nulla.

La società fatica ad accettare che dimagrire con un aiuto farmacologico rappresenti un successo legittimo, alla stessa stregua di tanti altri.

15/09/2026

Il primo giorno di scuola di Alba è andato bene. ❤️

Stasera, nel letto prima di addormentarsi, ha voluto raccontarmelo. Mi ha parlato di Salvatore, il suo compagno di banco, e della sua maestra Assia. Piccole cose, dette con quella semplicità che hanno i bambini, ma che per un genitore significano tantissimo.

E mentre la ascoltavo pensavo alla scuola che vorrei per lei e per tutti i bambini.

Una scuola capace prima di tutto di vederli. Perché forse il bambino “normodotato” non esiste: c'è chi ha una disabilità, chi soffre d'ansia, chi vive un disagio, chi prende dieci ma porta dentro fragilità che nessuno vede.

Per questo mi fa paura sentire ancora parlare di classi differenziate. Le differenze non si separano: si accolgono. Servono insegnanti sostenuti e valorizzati, maggiore formazione per chi si occupa di disabilità, più strumenti e più ascolto per le famiglie.

Personalizzare non significa dividere. Significa dare a ogni bambino ciò di cui ha bisogno per crescere insieme agli altri.

E anche noi genitori dobbiamo fare la nostra parte: fidarci di più, collaborare, ascoltare chi ogni giorno accompagna i nostri figli.

Stasera Alba si è addormentata raccontandomi la sua scuola.
Io spero che possa continuare a sentirla sempre come un posto in cui essere accolta, rispettata e felice di essere semplicemente Alba. ❤️

Buon anno scolastico a tutti.

Ciao, Emma.
11/09/2026

Ciao, Emma.

🔴È morta Emma Bonino, la fondatrice di +Europa e storica leader radicale aveva 78 anni.

10/09/2026

Qom, Iran, ottobre 1979. Oriana Fallaci è seduta di fronte all'Ayatollah Khomeini, guida suprema della neonata Rivoluzione Islamica. Per ottenere quell'intervista esclusiva, la giornalista italiana è stata obbligata a indossare il chador, il lungo mantello nero che lascia scoperto solo il viso.

Il clima nella stanza è teso. Fallaci, fedele al suo stile implacabile, incalza l'Ayatollah con domande scomode sulle esecuzioni sommarie, sulla chiusura dei giornali e, soprattutto, sulla condizione delle donne, appena costrette dal nuovo regime a nascondersi sotto la veste islamica.

Quando gli chiede conto di quell'imposizione, Khomeini risponde con sufficienza, sostenendo che il chador sia una protezione per le donne "giovani e perbene", e aggiunge: "Se la veste islamica non le piace, non è obbligata a portarla".

È l'innesco. Senza esitare un istante, Fallaci lo prende in parola. "Grazie, signor Imam. Visto che me lo dice lei, mi tolgo subito questo stupido cencio da Medioevo", ribatte. Con un gesto fulmineo e irriverente, si strappa il chador dalla testa, restando a capo scoperto.

L'affronto è inaudito. Davanti a una simile insubordinazione nel cuore del potere teocratico, Khomeini ammutolisce. Si alza di scatto, con il volto paonazzo per l'indignazione, e abbandona la stanza senza dire una parola.

Quell'intervista, e quel gesto in particolare, restano uno dei momenti più iconici della storia del giornalismo: il ritratto di una professionista che non esitò a sfidare a viso aperto, e con assoluta irriverenza, uno degli uomini più temuti al mondo.

Indirizzo

Via Santuario, 39
Abano Terme
35031

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