24/05/2026
INFORMAZIONE DI LAVVIT - DELL’AVVOCATO ITALO-TEDESCO A MONACO DI BAVIERA
Attentato di Solingen: la Corte suprema tedesca conferma l’ergastolo per il terrorista dell’“IS”
La condanna per l’attacco con coltello del 23 agosto 2024 è passata in giudicato. Tre morti, otto feriti gravi. Disposta anche la custodia di sicurezza.
La Corte federale di giustizia tedesca (Bundesgerichtshof, BGH) ha posto la parola fine al procedimento penale relativo all’attentato terroristico di Solingen. Con ordinanza del 12 maggio 2026, il 3° Senato penale ha rigettato il ricorso dell’imputato contro la sentenza del Tribunale regionale superiore di Düsseldorf del 10 settembre 2025. La condanna è ora passata in giudicato.
I fatti: un attacco nel cuore di una festa cittadina
La sera del 23 agosto 2024, durante il “Festival della Diversità” nella piazza del Fronhof a Solingen, città della Renania Settentrionale-Vestfalia, l’imputato colpì con un coltello al collo numerose persone. Tre di esse morirono. Altre dieci furono oggetto di tentato omicidio. Otto rimasero ferite, alcune in modo grave.
L’uomo aveva scelto deliberatamente il festival come obiettivo. Le vittime rappresentavano, nella sua visione, la società occidentale che intendeva colpire.
Il movente: ideologia jihadista radicale
Secondo i giudici di merito, l’imputato aveva interiorizzato l’ideologia dello “Stato Islamico” e rifiutava il modello di vita libero delle società occidentali. Egli riteneva che il jihad contro i cosiddetti “infedeli” dovesse essere condotto con la violenza su scala mondiale. Questa convinzione persiste tuttora.
Persone di contatto dell’organizzazione terroristica lo sostennero nella pianificazione dell’attentato.
La condanna: ergastolo, particolare gravità della colpa e custodia di sicurezza
Il Tribunale regionale superiore di Düsseldorf ha pronunciato una condanna all’ergastolo. Ha inoltre accertato la “particolare gravità della colpa” (besondere Schwere der Schuld). Si tratta di un istituto del diritto penale tedesco che, in pratica, esclude la possibilità di una sospensione condizionale della pena dopo quindici anni di detenzione, come normalmente previsto dal § 57a del codice penale tedesco (StGB).
In aggiunta, il tribunale ha disposto l’internamento in custodia di sicurezza (Sicherungsverwahrung). Si tratta di una misura di sicurezza del diritto tedesco che consente la detenzione del condannato anche oltre il termine della pena, qualora sussista un elevato rischio di recidiva per reati gravi.
L’imputato è stato condannato per omicidio plurimo con premeditazione insidiosa e per motivi abietti, per tentato omicidio in dieci casi e per partecipazione a un’organizzazione terroristica all’estero in qualità di membro.
La decisione del BGH: nessun errore di diritto
Il 3° Senato penale della Corte federale di giustizia, competente per le cause di protezione dello Stato, ha esaminato la sentenza su istanza dell’imputato. Il riesame non ha evidenziato alcun errore giuridico a svantaggio del condannato.
In particolare, la dichiarazione di colpevolezza, l’accertamento della particolare gravità della colpa e la custodia di sicurezza risultano conformi al diritto. Con questa ordinanza il procedimento è definitivamente concluso.
Cosa significa per il consumatore italiano?
La sentenza riguarda un caso di diritto penale tedesco. Tuttavia offre spunti di riflessione anche per il lettore italiano. In primo luogo, il diritto tedesco prevede strumenti di prevenzione della recidiva – come la custodia di sicurezza – che non trovano equivalente diretto nell’ordinamento italiano. In secondo luogo, la conferma della condanna da parte della Corte suprema tedesca dimostra il funzionamento del sistema giudiziario della Repubblica Federale di Germania nei casi di terrorismo internazionale.
Per i cittadini italiani residenti in Germania o che vi soggiornano, è utile sapere che il sistema giudiziario tedesco persegue i reati di terrorismo con rigore. I procedimenti si svolgono dinanzi a sezioni specializzate dei tribunali regionali superiori (Oberlandesgerichte) e sono soggetti al controllo della Corte federale di giustizia (Bundesgerichtshof).
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