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CONTO CORRENTE COINTESTATO: IN CASO DI SEPARAZIONE I SOLDI SI DIVIDONO SEMPRE A METร€?Durante il matrimonio รจ frequente c...
19/10/2026

CONTO CORRENTE COINTESTATO: IN CASO DI SEPARAZIONE I SOLDI SI DIVIDONO SEMPRE A METร€?

Durante il matrimonio รจ frequente che i coniugi utilizzino un conto corrente cointestato sul quale confluiscono stipendi, risparmi e altre entrate. Ma cosa accade quando decidono di separarsi?

Il fatto che il conto sia intestato a entrambi non significa necessariamente che tutto il denaro appartenga a ciascuno per metร .

La legge presume che le somme siano di proprietร  dei cointestatari in parti uguali, ma questa presunzione puรฒ essere superata dimostrando una diversa titolaritร .

La prova conta soprattutto quando il conto รจ stato alimentato prevalentemente o esclusivamente da uno dei coniugi.

Attenzione, perรฒ, al regime patrimoniale: nella comunione legale, anche i risparmi derivanti dal reddito di uno solo dei coniugi, se ancora esistenti al momento dello scioglimento della comunione, rientrano di regola nella comunione da dividere (art. 177 c.c.). Diversa puรฒ essere la situazione in regime di separazione dei beni o quando si tratta di somme di natura personale, come quelle provenienti da donazioni o ereditร .

E se uno dei coniugi preleva tutto prima della separazione?

Se il conto รจ a firme disgiunte, ciascun intestatario puรฒ normalmente effettuare operazioni anche senza il consenso dell'altro. Questo, perรฒ, non significa che possa trattenere legittimamente qualsiasi somma prelevata.

Nei rapporti tra i coniugi, infatti, occorre accertare a chi appartenga effettivamente il denaro e a quale titolo sia stato utilizzato. Prelevare le somme prima della separazione non basta, di per sรฉ, a sottrarle alla successiva divisione.

La Cassazione (sez. III, ord. n. 1643 del 23 gennaio 2025) ha ribadito che la presunzione di contitolaritร  puรฒ essere superata con la prova contraria, anche attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti.

Va considerato, tuttavia, anche un altro principio: le somme versate durante la vita coniugale per contribuire alle esigenze della famiglia non diventano automaticamente ripetibili quando il rapporto finisce.

La separazione, quindi, non comporta necessariamente una divisione a metร  del conto, ma neppure dร  diritto a recuperare tutto ciรฒ che ciascuno ha versato durante il matrimonio.

Ogni situazione richiede una verifica della provenienza delle somme, del regime patrimoniale dei coniugi, delle operazioni effettuate e della loro effettiva destinazione.

Perchรฉ essere cointestatari di un conto corrente e avere diritto al denaro che vi รจ depositato non sono sempre la stessa cosa.

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IMMAGINI E TESTI CREATI CON L'IA: QUANDO รˆ OBBLIGATORIO DICHIARARLODal 2 agosto 2026 si applicano le regole di trasparen...
01/10/2026

IMMAGINI E TESTI CREATI CON L'IA: QUANDO รˆ OBBLIGATORIO DICHIARARLO

Dal 2 agosto 2026 si applicano le regole di trasparenza previste dall'art. 50 del Regolamento (UE) 2024/1689, l'AI Act. Il Digital Omnibus โ€“ Regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026 โ€“ ha rinviato, invece, gli obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio al 2 dicembre 2027 (Allegato III, che comprende ad esempio la selezione del personale) e al 2 agosto 2028 (prodotti soggetti a normativa di settore).

Attenzione, perรฒ: le regole sulla trasparenza sono rimaste applicabili dal 2 agosto 2026, salvo il breve differimento previsto per la marcatura di cui si dirร  piรน avanti. L'obbligo non รจ generalizzato. Non tutti i testi e le immagini prodotti con l'intelligenza artificiale devono recare una dicitura visibile.

I fornitori dei sistemi che generano contenuti sintetici devono marcare gli output in un formato leggibile da una macchina, che ne renda rilevabile l'origine artificiale. Per i sistemi immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026, questo specifico obbligo si applica dal 2 dicembre 2026; per quelli successivi vale da subito.

Per chi pubblica questi contenuti nell'ambito di un'attivitร  professionale, la dicitura visibile serve soprattutto in due casi. Il primo riguarda i deepfake, cioรจ immagini, audio o video generati o manipolati artificialmente che raffigurano persone, oggetti, luoghi, entitร  o eventi esistenti e possono apparire autentici.

Il secondo riguarda i testi pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse generale, che vanno dichiarati, salvo che siano stati sottoposti a revisione umana o a un effettivo controllo editoriale e che una persona fisica o giuridica ne assuma la responsabilitร  editoriale. Servono entrambe le condizioni, e una correzione solo formale non basta.

Una normale illustrazione generata con l'IA, di per sรฉ, non va dichiarata. La valutazione cambia se riproduce persone reali, altera fatti o eventi oppure puรฒ indurre il pubblico a ritenerla autentica.

Diverso รจ il caso dell'assistente virtuale, per il quale il fornitore deve fare in modo che l'utente sappia di interagire con un sistema di IA, salvo che ciรฒ risulti evidente dalle circostanze.

A imprese e professionisti conviene distinguere l'uso interno dell'IA dalla comunicazione al pubblico, affidare a una persona il controllo dei contenuti prima della pubblicazione e formare il personale. Su quest'ultimo punto, l'art. 4 dell'AI Act, modificato dal Digital Omnibus, richiede a fornitori e utilizzatori professionali (deployer) di adottare misure per sviluppare le competenze di chi usa questi sistemi.

Restano autonomamente applicabili le norme in materia di privacy, diritto d'autore, pratiche commerciali scorrette e segreto professionale.

Il confine tra semplice supporto tecnologico, effettiva revisione editoriale e contenuto da dichiarare lascia ancora margini di interpretazione. Queste indicazioni sono quindi generali; per valutare una campagna, un'immagine o uno specifico utilizzo dell'IA occorre esaminarne in concreto contenuto, finalitร  e modalitร  di pubblicazione.

Illustrazione generata con l'intelligenza artificiale; testo a cura dello Studio, che ne assume la responsabilitร .

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FONTI

โ€ข Regolamento (UE) 2024/1689 โ€“ testo consolidato al 27 luglio 2026
https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/2026-07-27/ita

โ€ข Regolamento (UE) 2026/1744 โ€“ Digital Omnibus sull'intelligenza artificiale
https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2026/1744/oj/ita

โ€ข Commissione europea โ€“ Obblighi di trasparenza previsti dall'art. 50
https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/faqs/transparency-obligations-under-article-50-ai-act

CONTI CONDOMINIALI E MOROSITร€: LA PRIVACY NON PUร’ IMPEDIRE LA TRASPARENZAOgni condomino ha diritto di controllare come v...
17/09/2026

CONTI CONDOMINIALI E MOROSITร€: LA PRIVACY NON PUร’ IMPEDIRE LA TRASPARENZA

Ogni condomino ha diritto di controllare come vengono gestite le somme versate e di conoscere le posizioni debitorie degli altri partecipanti. Lโ€™amministratore non puรฒ respingere la richiesta limitandosi a richiamare genericamente la tutela della privacy.

Lo ha ribadito la Corte di cassazione con lโ€™ordinanza n. 7823 del 31 marzo 2026. Gli artt. 1129, 1130 e 1130-bis del codice civile consentono di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, dei documenti giustificativi, dei registri obbligatori e della rendicontazione periodica del conto corrente intestato al condominio. La richiesta non deve utilizzare formule particolari: รจ sufficiente che risulti chiara la volontร  di consultare la documentazione.

La trasparenza comprende anche le spese e gli inadempimenti degli altri condomini. Questi dati possono essere necessari per ricostruire entrate e uscite, verificare il rendiconto e controllare lโ€™attivitร  dellโ€™amministratore. Per la comunicazione al singolo condomino delle informazioni pertinenti e necessarie alla gestione, il consenso degli interessati non รจ richiesto.

Esistono, perรฒ, limiti precisi. Il diritto di accesso non trasforma le informazioni in dati pubblici: i nomi dei morosi non possono essere affissi nellโ€™androne, comunicati indiscriminatamente a estranei o diffusi nelle chat senza una legittima finalitร  condominiale. Lโ€™amministratore deve adottare cautele che impediscano lโ€™accesso da parte di soggetti estranei e fornire soltanto dati pertinenti e necessari alla gestione comune.

Va inoltre tenuta distinta la consultazione, con possibilitร  di estrarre copia, dalla pretesa di ricevere subito lโ€™intera contabilitร  con qualsiasi mezzo scelto dal richiedente. Tempi e modalitร  devono essere ragionevoli e compatibili con lโ€™organizzazione dellโ€™amministratore, ma non possono tradursi in ostacoli ingiustificati.

Il rifiuto di accesso e i suoi effetti su unโ€™eventuale delibera devono essere valutati caso per caso: non comportano automaticamente la nullitร  di ogni decisione assembleare.

Per verificare la legittimitร  del diniego o le possibili iniziative รจ opportuno richiedere una valutazione della documentazione e delle circostanze concrete.

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03/09/2026

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In Sicilia resta in vigore fino al 30 settembre 2026 il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole tra le 12:30 e le 16:00. La proroga, disposta dal Presidente della Regione e resa nota il 1ยฐ settembre, sposta in avanti la scadenza dellโ€™ordinanza contingibile e urgente n. 1 del 12 giugno 2026, adottata in materia di igiene e sanitร  pubblica ai sensi dellโ€™art. 32 della legge n. 833/1978 e originariamente fissata al 31 agosto, lasciando invariate le altre disposizioni.

Il divieto riguarda i settori agricolo e florovivaistico, edile e affini, le cave e le relative pertinenze esterne e la logistica, comprese le consegne di beni in ambito urbano effettuate con velocipedi o veicoli a motore a due ruote, quindi anche i rider.

Non si tratta, perรฒ, di una sospensione generalizzata valida ogni giorno e in ogni luogo. Il divieto opera nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio pubblicata su worklimate.it, riferita ai lavoratori esposti al sole con attivitร  fisica intensa, alle ore 12.00 segnala un livello โ€œALTOโ€. รˆ quindi necessaria una verifica quotidiana e territoriale.

Le previsioni Worklimate sono basate su modelli meteorologici e presentano margini di incertezza: costituiscono uno strumento di supporto e devono essere considerate insieme alle condizioni effettivamente riscontrate nel luogo di lavoro.

Il divieto non si applica alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori in caso di interventi di pubblica utilitร , di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumitร . Anche in questi casi resta fermo lโ€™obbligo del datore di lavoro di adottare misure idonee a ricondurre a un livello accettabile il rischio derivante dallโ€™esposizione alle alte temperature.

Restano inoltre salvi i provvedimenti dei Sindaci non contrastanti con lโ€™ordinanza e gli eventuali accordi aziendali che prevedano tutele migliorative.

Il rispetto dellโ€™ordinanza, comunque, non esaurisce gli obblighi del datore di lavoro. Il d.lgs. n. 81/2008 impone infatti la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compreso quello derivante dal caldo e dal microclima. In relazione alle condizioni concrete possono quindi rendersi necessarie misure organizzative e preventive riguardanti, tra lโ€™altro, orari di lavoro, idratazione, pause in luoghi ombreggiati o climatizzati, informazione dei lavoratori e particolare attenzione ai soggetti maggiormente esposti al rischio.

Non conta, dunque, soltanto la temperatura indicata dal termometro: assumono rilievo anche lโ€™esposizione diretta alla radiazione solare, lโ€™umiditร , lโ€™intensitร  dello sforzo fisico, lโ€™abbigliamento e le condizioni individuali del lavoratore.

Trattandosi di ordinanza adottata ai sensi dellโ€™art. 32 della legge n. 833/1978, lโ€™inosservanza รจ punita ai sensi dellโ€™art. 650 c.p., se il fatto non costituisce piรน grave reato. Distinti sono gli eventuali ulteriori profili di responsabilitร  che possono emergere, in concreto, in caso di infortunio o malore del lavoratore.

Queste indicazioni hanno carattere generale. Per verificare gli obblighi applicabili a una specifica attivitร  occorre esaminare lโ€™organizzazione aziendale, la valutazione dei rischi e le effettive condizioni di lavoro.

Fonti: Regione Siciliana, comunicato del 1ยฐ settembre 2026; ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 1 del 12 giugno 2026; Worklimate; d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.

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MANTENIMENTO NON VERSATO: RITIRARE LA DENUNCIA QUERELA NON FERMA IL PROCESSOIl mancato pagamento dellโ€™assegno stabilito ...
19/08/2026

MANTENIMENTO NON VERSATO: RITIRARE LA DENUNCIA QUERELA NON FERMA IL PROCESSO

Il mancato pagamento dellโ€™assegno stabilito in favore del coniuge o dei figli, in sede di separazione o divorzio, puรฒ avere conseguenze non soltanto civili, ma anche penali.

Con la sentenza n. 96, depositata il 5 giugno 2026, la Corte costituzionale ha confermato che il reato previsto dallโ€™art. 570-bis del codice penale รจ procedibile dโ€™ufficio. Ciรฒ significa che, una volta avviato il procedimento, lโ€™eventuale remissione della querela da parte del beneficiario non determina la chiusura del processo.

La Corte ha ritenuto questa disciplina non irragionevole, evidenziando che, nei rapporti familiari, la persona economicamente piรน debole potrebbe essere esposta a pressioni affinchรฉ rinunci alla tutela penale. Lโ€™interesse protetto, pertanto, non รจ considerato esclusivamente patrimoniale.

Sul piano generale, poi, va ricordato che nรฉ il pagamento tardivo nรฉ un successivo accordo tra le parti determinano di per sรฉ lโ€™estinzione del reato, pur potendo essere valutati nel procedimento. Inoltre, un accordo privato non modifica automaticamente gli obblighi stabiliti dal giudice. Allo stesso tempo, ogni ritardo o pagamento parziale non conduce necessariamente a una condanna: devono essere esaminate la concreta condotta dellโ€™obbligato, la sua effettiva capacitร  economica e tutte le circostanze del caso.

Chi subisce una significativa e documentabile diminuzione del reddito non puรฒ limitarsi a ridurre unilateralmente lโ€™assegno, ma deve chiedere tempestivamente al giudice la modifica delle condizioni. Per il beneficiario, invece, la tutela penale non sostituisce gli strumenti civili necessari a recuperare quanto dovuto.

La stessa Corte, in chiusura, ribadisce la natura โ€œframmentaria e disarmonicaโ€ del sistema delle incriminazioni relative ai rapporti familiari, il cui superamento resta rimesso al legislatore.

Ogni situazione richiede una valutazione specifica della documentazione, dei provvedimenti giudiziari e delle condizioni economiche delle parti.

FONTI

โ€ข Corte costituzionale, sentenza 5 giugno 2026, n. 96 (Pres. Amoroso, Red. Patroni Griffi)

โ€ข Gazzetta Ufficiale, 1ยช serie speciale, n. 23 del 10 giugno 2026

โ€ข Art. 570-bis del codice penale



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Intimazione di pagamento: ignorarla puรฒ compromettere le successive possibilitร  di difesaQuando si riceve un'intimazione...
22/07/2026

Intimazione di pagamento: ignorarla puรฒ compromettere le successive possibilitร  di difesa

Quando si riceve un'intimazione di pagamento relativa a cartelle esattoriali, occorre verificare subito non solo la regolaritร  della notifica, ma anche l'eventuale prescrizione dei crediti richiesti. L'intimazione, del resto, non รจ un semplice sollecito e trascurarla puรฒ avere conseguenze concrete.

Secondo l'orientamento oggi prevalente, se la prescrizione era giร  maturata prima della notifica dell'intimazione, il contribuente deve farla valere impugnando l'atto nei termini. Se l'intimazione, validamente notificata, non viene contestata, quella stessa prescrizione rischia di non essere piรน opponibile contro il successivo pignoramento, fermo amministrativo o iscrizione ipotecaria. รˆ quanto affermato, da ultimo, da Cass. n. 6436/2025, seguita, tra le altre, da Cass. nn. 20476, 26311 e 35019 del 2025.

Diverso รจ il caso della prescrizione che matura dopo la notifica. L'intimazione, infatti, interrompe la prescrizione e fa decorrere un nuovo termine. Se dalla sua notificazione l'agente della riscossione resta inattivo per un periodo superiore a quello previsto per il credito, la prescrizione successivamente maturata puรฒ essere opposta al nuovo atto.

Restano in ogni caso contestabili l'omessa o irregolare notifica dell'intimazione, la prescrizione maturata successivamente e i vizi propri del nuovo atto cautelare o esecutivo.

Va infine ricordato che non tutti i crediti si prescrivono nello stesso termine. La durata dipende dalla natura del tributo, del contributo, della sanzione o degli interessi richiesti. Ogni posizione, per questo, deve essere esaminata singolarmente, ricostruendo con precisione la sequenza delle notifiche e degli eventuali atti interruttivi.

Attendere il successivo atto esecutivo significa, spesso, intervenire troppo tardi.

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27/05/2026

๐—”๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐˜๐˜๐—ถ ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ ๐—ถ๐—ป ๐—ฆ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ฎ: ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฏ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ ๐—ง๐—”๐—ฅ ๐—ฒ ๐—”๐—ฅ๐—ฆ
Nel post precedente avevamo affrontato il tema degli affitti brevi in condominio, distinguendo tra regolamento assembleare, regolamento contrattuale e limiti effettivamente opponibili ai proprietari.
Vale la pena tornare sullโ€™argomento, perchรฉ negli ultimi giorni il quadro siciliano รจ cambiato in modo significativo anche sul piano della disciplina regionale delle locazioni turistiche.
Il punto di partenza รจ la L.R. 6/2025, la legge quadro sul turismo regionale, e il relativo decreto attuativo sui requisiti minimi delle strutture turistico-ricettive.
Nella sua formulazione originaria, quel decreto aveva finito per ricondurre anche le locazioni turistiche a un sistema di requisiti pensato soprattutto per attivitร  ricettive organizzate: materassi ignifughi certificati, dotazioni minime, limiti sui posti letto, produzione del regolamento condominiale con attestazione dellโ€™assenza di divieti e altri adempimenti difficilmente compatibili con la semplice messa a disposizione di un immobile da parte di un piccolo proprietario.
๐—Ÿ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐˜‚๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐—ง๐—”๐—ฅ.
Con la sentenza n. 1268/2026, depositata il 4 maggio scorso, il TAR Sicilia ha annullato una parte rilevante di quelle prescrizioni.
Il principio di fondo รจ chiaro: non si possono imporre a chi concede un immobile in locazione turistica non imprenditoriale requisiti propri del comparto alberghiero o para-alberghiero solo perchรฉ lโ€™immobile viene offerto sul mercato turistico.
รˆ, in sostanza, un richiamo al principio di proporzionalitร : la regola deve essere adeguata allโ€™attivitร  che pretende di disciplinare.
Questo passaggio interessa anche il condominio, perchรฉ tra gli obblighi contestati vi era proprio quello di produrre il regolamento condominiale con attestazione dellโ€™assenza di divieti. Ma una cosa รจ verificare se esistano limiti realmente opponibili al proprietario; altra cosa รจ trasformare quella verifica in un adempimento amministrativo generalizzato.
๐—Ÿโ€™๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—”๐—ฅ๐—ฆ.
A pochi giorni dalla sentenza, anche lโ€™Assemblea Regionale Siciliana รจ intervenuta sulla L.R. 6/2025.
La direzione sembra la stessa: eliminazione dellโ€™obbligo di SCIA per le locazioni non imprenditoriali, possibilitร  per gli affittacamere di operare su piรน unitร  nello stesso edificio secondo le nuove condizioni previste, proroga al 31 dicembre 2027 del termine per la riclassificazione alberghiera e finestra di sanatoria fino alla fine del 2026 per regolarizzare alcune posizioni.
Lโ€™intervento prende atto di una distinzione che nella pratica era finita in secondo piano: la locazione turistica non imprenditoriale non รจ una struttura alberghiera in forma minore.
๐—–๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐—ณ๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ผ.
Attenzione, perรฒ, a non leggere tutto questo come un โ€œliberi tuttiโ€.
Restano pienamente in vigore gli obblighi che non dipendono dalla classificazione regionale.
Tra questi: la comunicazione degli ospiti alla Questura ai sensi dellโ€™art. 109 TULPS, anche per i soggiorni inferiori a trenta giorni; il Codice Identificativo Nazionale e quello regionale; la comunicazione dei flussi turistici; gli estintori e i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa nazionale, con le specifiche eccezioni per gli immobili privi di rischio gas o monossido di carbonio; gli adempimenti fiscali e dichiarativi.
Resta fermo anche il tema dellโ€™identificazione effettiva degli ospiti. Non basta, in linea generale, la mera trasmissione del documento seguita dallโ€™accesso automatico tramite codice o key box, se manca una verifica reale della corrispondenza tra persona e documento.
๐—–๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ณ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ, ๐—ผ๐—ด๐—ด๐—ถ.
Per chi gestisce o intende avviare una locazione turistica, la parola chiave resta la cautela.
La disciplina regionale รจ ancora in fase di assestamento e lโ€™Assessorato, verosimilmente, sarร  chiamato a intervenire nuovamente per coordinare il quadro normativo.
Conviene quindi distinguere con attenzione: ciรฒ che รจ venuto meno dopo la pronuncia del TAR e le modifiche legislative; ciรฒ che resta obbligatorio per effetto della normativa nazionale; ciรฒ che puรฒ derivare da un regolamento condominiale realmente vincolante; ciรฒ che, invece, non puรฒ essere imposto solo perchรฉ lโ€™immobile viene destinato a locazione turistica.
In una materia che cambia cosรฌ rapidamente, il rischio maggiore รจ regolarsi su norme giร  superate o, al contrario, ritenere superati obblighi che restano pienamente vigenti.

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19/05/2026

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"In condominio non si possono fare locazioni turistiche brevi": รจ una frase che si sente ripetere nelle assemblee, ma che richiede qualche distinzione prima di essere data per buona.
Il regime giuridico dipende da tre questioni che vanno tenute separate.
๐Ÿญ. ๐—ค๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฟ๐—ฒ๐—ด๐—ผ๐—น๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ.
Il regolamento approvato a maggioranza dall'assemblea non puรฒ, di regola, limitare l'uso che ciascun condomino fa del proprio appartamento.
Limitazioni di questo tipo possono derivare solo da regolamenti di natura contrattuale, quelli predisposti dall'unico originario proprietario e richiamati nei singoli atti d'acquisto, oppure adottati con il consenso unanime di tutti i condomini.
๐Ÿฎ. ๐—–๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฐ'รจ ๐˜€๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐˜๐—ผ, ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฒ.
Anche in presenza di un regolamento contrattuale, le clausole che limitano il diritto di proprietร  devono essere chiare e non equivoche.
Una clausola che vieta genericamente "alberghi o pensioni" non sempre รจ sufficiente a ricomprendere anche le locazioni brevi. Maggiore efficacia possono avere le formulazioni che richiamano espressamente attivitร  come affittacamere, case di alloggio o bed & breakfast, oppure quelle che fissano una durata minima dei contratti di locazione.
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La giurisprudenza distingue la semplice locazione breve, che conserva la natura abitativa dell'immobile, dall'attivitร  ricettiva organizzata, caratterizzata da servizi ulteriori e da una gestione strutturata.
Il criterio decisivo non รจ la piattaforma online utilizzata, nรฉ soltanto la durata del soggiorno, ma il modo concreto in cui l'immobile viene gestito.
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In Sicilia il quadro รจ stato interessato dalla L.R. 6/2025 e dal D.A. 2104/2025, quest'ultimo oggetto di una recente pronuncia del TAR Sicilia con riferimento ad alcune prescrizioni applicabili alle strutture extralberghiere e alle locazioni turistiche. A ciรฒ si aggiungono le modifiche approvate in questi giorni dall'Assemblea Regionale Siciliana, orientate a semplificare alcuni adempimenti, tra cui โ€” secondo le prime ricostruzioni โ€” la rimozione dell'obbligo di SCIA per le locazioni turistiche non imprenditoriali.
Restano comunque centrali gli adempimenti relativi all'identificazione dell'immobile, alla comunicazione dei flussi turistici, agli obblighi di pubblica sicurezza e all'indicazione dei codici identificativi negli annunci.
Va inoltre considerato che il Ministero dell'Interno ha escluso la possibilitร  di sostituire l'identificazione effettiva degli ospiti con modalitร  di check-in interamente automatizzate, come il semplice invio dei documenti e l'accesso tramite key box o codici da remoto.
Prima di avviare una locazione breve, o prima di contestarla come condomini, il primo passaggio รจ leggere il regolamento e verificarne la natura. Il secondo รจ capire come l'attivitร  viene effettivamente svolta.

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28/04/2026

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Quando si acquista un immobile in condominio, di solito ci si concentra sul prezzo, sul mutuo, sulle condizioni dell'appartamento, magari sui lavori da fare.
C'รจ perรฒ un aspetto che spesso viene sottovalutato: le spese condominiali rimaste non pagate dal precedente proprietario.
La legge prevede, infatti, che chi subentra nei diritti di un condomino possa essere chiamato a rispondere, insieme al venditore, dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.
In concreto, quindi, l'acquirente potrebbe ricevere richieste di pagamento anche per debiti maturati prima del rogito.
Va perรฒ distinta una cosa: il condominio puรฒ rivolgersi all'acquirente per il recupero, ma su chi gravi definitivamente quella spesa รจ questione che si regola tra venditore e acquirente.
La questione si complica ulteriormente in presenza di lavori straordinari giร  deliberati, rate non ancora scadute o situazioni condominiali poco chiare.
Proprio per questo, prima di acquistare un immobile in condominio, รจ sempre opportuno verificare la posizione condominiale aggiornata e disciplinare con attenzione questi aspetti nell'atto di vendita.
Una verifica preventiva costa poco e mette al riparo da contestazioni successive.
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22/04/2026

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Capita di scrivere un commento di getto, magari sotto un post che ci ha irritato, usando parole che non avremmo detto al tavolino di un bar. Sui social, perรฒ, non si parla fra amici: si utilizza uno strumento che in pochi secondi puรฒ raggiungere centinaia, talvolta migliaia di persone.
Proprio per questa ragione la Corte di Cassazione considera ormai pacifica lโ€™applicazione dellโ€™aggravante del mezzo di pubblicitร  (art. 595, comma 3, c.p.) alla diffamazione commessa tramite social network. Non rileva il luogo virtuale in cui il messaggio viene pubblicato, ma lโ€™ampiezza della platea che puรฒ leggerlo.

Quindi, cosa si rischia, concretamente?

Sul piano penale, il reato รจ quello di diffamazione aggravata, punito con la reclusione fino a due anni o con la multa; la pena si aggrava ulteriormente quando lโ€™offesa consiste nellโ€™attribuzione di un fatto determinato.

Sul piano civile, il danneggiato puรฒ ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale alla reputazione, liquidato dal giudice in via equitativa, con importi che possono essere significativi laddove il contenuto abbia avuto ampia diffusione.

Non va poi dimenticato il profilo lavoristico. La giurisprudenza ha ormai consolidato il principio secondo cui post e commenti offensivi nei confronti del datore di lavoro o dei colleghi possono giustificare sanzioni disciplinari, fino al licenziamento per giusta causa.

Un aspetto che spesso viene trascurato.

La responsabilitร  non ricade soltanto su chi pubblica il post originario. Anche la condivisione accompagnata da un commento adesivo, il tag che ne amplifica la visibilitร , o la partecipazione attiva in contesti dove il contenuto diffamatorio circola, possono assumere autonomo rilievo.

Naturalmente ogni vicenda va valutata nella sua specificitร , ma il principio che la giurisprudenza va affermando รจ chiaro: chi contribuisce alla diffusione puรฒ essere chiamato a risponderne.
Un criterio pratico.

Prima di pubblicare, conviene porsi una domanda semplice: direi la stessa cosa davanti a cento persone, con nome e cognome, in un luogo pubblico? Se la risposta รจ no, รจ ragionevole fermarsi.

La libertร  di manifestazione del pensiero, garantita dallโ€™art. 21 della Costituzione, comprende anche il diritto di critica, che tuttavia incontra limiti precisi: la veritร  dei fatti riferiti, la continenza delle espressioni utilizzate, lโ€™interesse pubblico alla notizia. Al di fuori di questi confini, non siamo piรน nellโ€™esercizio di un diritto, ma nel terreno dellโ€™illecito.

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