Avvocato Giovanna Sica

Avvocato Giovanna Sica Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Avvocato Giovanna Sica, Avvocato e studio legale, Via M. Conforti, 13 Salerno, Salerno.

Avvocato Cassazionista e patrocinante dinanzi alle Corti Europee.Specializzato in diritto penale e penale societario, diritto di famiglia, diritto civile legato a problematiche Enti locali

GENITORI SEPARATI E AFFIDAMENTO : QUANDO SI PUO’ DEROGARE ALL’AFFIDO CONDIVISO? Nel nostro sistema, l’affido condiviso r...
27/05/2026

GENITORI SEPARATI E AFFIDAMENTO : QUANDO SI PUO’ DEROGARE ALL’AFFIDO CONDIVISO?
Nel nostro sistema, l’affido condiviso resta la regola. Tuttavia, ai sensi dell’art. 337 quater comma 1 c.c. “ il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario agli interessi del minore.

L’affidamento esclusivo o super esclusivo è una deroga che richiede da parte del Giudice una motivazione rigorosa ed una valutazione basata su elementi concreti nell’’interesse del minore.
Ciò, soprattutto quando vi sia uno sradicamento repentino dal contesto familiare e dalla figura genitoriale.

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28244 del 2019, ha chiarito che l’individuazione del genitore affidatario o collocatario deve avvenire in base ad elementi concreti, quali “la capacità di relazione affettiva, di attenzione, comprensione… sull’apprezzamento della personalità del genitore, delle sue consuetudini di vita e dell’ambiente che è in grado di offrire al minore”.

Tale orientamento viene confermato con varie pronunce della Corte di Cassazione.

Invero, l’affido super esclusivo è l’extrema ratio e viene disposto nei casi più gravi, qualora uno dei genitori sia totalmente inidoneo a svolgere il proprio ruolo genitoriale. In ogni caso, occorre tutelare in maniera preminente l’interesse del minore.
Avv. Giovanna Sica

COMODATO, AIRBNB E AFFITTI BREVI: L’ERRORE FISCALE CHE PUÒ CREARE PROBLEMI A PROPRIETARIO E COMODATARIOSecondo l’attuale...
23/05/2026

COMODATO, AIRBNB E AFFITTI BREVI: L’ERRORE FISCALE CHE PUÒ CREARE PROBLEMI A PROPRIETARIO E COMODATARIO
Secondo l’attuale impostazione fiscale, quando il comodatario concede l’immobile in locazione breve e percepisce direttamente i canoni, quei compensi possono essere tassati in capo al comodatario come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. h), TUIR.
Ma attenzione:
il proprietario continua comunque a dichiarare il reddito fondiario derivante dal possesso dell’immobile.
Ed è proprio qui che nascono gli errori più pericolosi.
-Contratti scritti male
-Clausole generiche sulla sublocazione
-Comodati non registrati
-Utilizzo “informale” della casa da parte di figli o parenti
-Incassi gestiti senza coerenza fiscale
-Confusione tra locazione ordinaria e locazione breve
Il risultato?
-Contestazioni fiscali
-Dubbi sulla corretta imputazione del reddito
-Problemi in caso di controlli su Airbnb o piattaforme online
Rischi su cedolare secca, imposte e dichiarazioni
La differenza tra:
• comodato,
• sublocazione,
• locazione breve,
• gestione occasionale,
• attività imprenditoriale,
non è solo civilistica.
Ha effetti fiscali concreti.
Prima di concedere un immobile in comodato con facoltà di affitto breve, è fondamentale:
✔ disciplinare correttamente il contratto
✔ valutare chi percepisce realmente il reddito
✔ capire chi deve dichiarare cosa
✔ verificare obblighi di registrazione e regime fiscale applicabile
Nel diritto tributario immobiliare, spesso il problema non nasce dall’immobile.
Nasce da come è stato costruito il rapporto tra le parti.
Avv. Giovanna Sica

LE CHAT AZIENDALI : QUANDO POSSONO ESSERE UTILIZZATE COME STRUMENTO DI PROVA PER FINI DISCIPLINARI? La Cassazione ha aff...
20/05/2026

LE CHAT AZIENDALI : QUANDO POSSONO ESSERE UTILIZZATE COME STRUMENTO DI PROVA PER FINI DISCIPLINARI?
La Cassazione ha affrontato più volte il tema dell’utilizzabilità delle comunicazioni aziendali nei procedimenti disciplinari. Le conversazioni su strumenti di lavoro possono essere valutate dal datore, soprattutto se riguardano violazioni di riservatezza, correttezza o obblighi contrattuali.
Secondo l’attuale orientamento giurisprudenziale, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 32283/2025 ha confermato la rilevanza disciplinare dei messaggi scambiati in chat aziendale qualora emergano condotte contrarie agli obblighi del lavoratore.
L’intento non è vietare o comprimere la libertà di espressione. Occorre, però, capire quando una comunicazione incorra nella violazione della fiducia, della riservatezza e del corretto adempimento della prestazione.
Avv. Giovanna Sica

ASSOLTO IN TRIBUNALE, CONDANNATO ON LINE La Riforma Cartabia ha introdotto l’art. 64-ter disp. att. c.p.p., che discipli...
16/05/2026

ASSOLTO IN TRIBUNALE, CONDANNATO ON LINE
La Riforma Cartabia ha introdotto l’art. 64-ter disp. att. c.p.p., che disciplina il diritto all’oblio per indagati ed imputati e consente, in caso di sentenze di archiviazione, di sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione, di ottenere un provvedimento per la deindicizzazione dei contenuti dai motori di ricerca, nel rispetto della normativa dell’Unione europea in materia di dati personali.
Dunque, tale fattispecie può essere applicata qualora il procedimento penale abbia un esito favorevole. La Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza n. 6433/2026, è tornata sul tema del diritto all’oblio e del risarcimento del danno in caso di ritardo nella deindicizzazione da parte del motore di ricerca.
L’intervento normativo è volto a garantire in modo concreto il diritto all’oblio degli indagati ed imputati il cui procedimento si sia concluso con esito favorevole.
Invero, in tal modo si rafforza il principio sulla presunzione d’innocenza Costituzionalmente garantito e mutuato dall’Ordinamento Sovranazionale.
Nel mondo del web tutti siamo esposti e visibili e le molteplici informazioni restano facilmente accessibili e reperibili, dunque, la deindicizzazione appare oggi uno strumento fondamentale.
Avv. Giovanna Sica

FEMMINICIDIO: QUANDO IL "CONTROLLO" DIVENTA REATO DA ERGASTOLOLa Legge n. 181/2025, ha introdotto nel nostro codice pena...
15/05/2026

FEMMINICIDIO: QUANDO IL "CONTROLLO" DIVENTA REATO DA ERGASTOLO
La Legge n. 181/2025, ha introdotto nel nostro codice penale una nuova fattispecie delittuosa, ovvero, l’art. 577-bis c.p., che punisce il reato di femminicidio introducendo misure per contrastare la violenza di genere e per tutelare le vittime.
Tale condotta rappresenta una fattispecie autonoma rispetto all’omicidio e la pena edittale prevista è l’ergastolo per chi cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso o dominio per il genere femminile.
La ratio del regime sanzionatorio si fonda sulla “connotazione psicologica” della condotta posta in essere come atto di discriminazione o di odio verso la vittima in quanto donna.
Per chi subisce minacce, controllo ossessivo, isolamento o violenza psicologica, occorre non “aspettare che accada qualcosa di irreparabile”, con il reato di femminicidio. Il diritto penale offre strumenti di tutela prima che il rischio diventi tragedia.
Tuttavia, seppure vi sia stato un allineamento con la normativa sovranazionale, il testo come proposto può presentare alcune criticità a discapito dei principi di eguaglianza sostanziale, nonché di proporzionalità sanzionatoria.
Avv. Giovanna Sica

GUIDARE DOPO AVER BEVUTO, O SOTTO L'EFFETTO DI SOSTANZE, NON E' MAI UNA LEGGEREZZA : E' UNA SCELTA CHE PUO' CAMBIARE LA ...
31/03/2026

GUIDARE DOPO AVER BEVUTO, O SOTTO L'EFFETTO DI SOSTANZE, NON E' MAI UNA LEGGEREZZA : E' UNA SCELTA CHE PUO' CAMBIARE LA VITA TUA E DEGLI ALTRI.
Il nostro ordinamento lo disciplina in modo chiaro:
• l’art. 186 del Codice della Strada punisce la guida in stato di ebbrezza
• l’art. 187 del Codice della Strada riguarda la guida sotto l’effetto di stupefacenti.

Le conseguenze non sono solo economiche. Superata la soglia di 0,8 g/l si entra nel penale:
✔ arresto fino a 6 mesi
✔ ammenda fino a 6.000 euro
✔ sospensione della patente fino a 2 anni

E se c’è un incidente, le pene possono raddoppiare.

Ma c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato: ogni accertamento deve essere eseguito nel rispetto rigoroso delle regole.
L’etilometro deve essere omologato e correttamente tarato, le procedure devono essere precise, i tuoi diritti devono essere garantiti.

Consigli pratici:
• se hai bevuto, non guidare: organizzati prima (taxi, passaggi, mezzi pubblici)
• non sottovalutare farmaci o sostanze che possono alterare la guida
• in caso di controllo, mantieni la calma e presta attenzione a come viene eseguito l’accertamento
• se sei coinvolto in un procedimento, rivolgiti subito a un avvocato: intervenire tempestivamente può fare una differenza enorme

La guida non è solo un gesto quotidiano: è una responsabilità.
Proteggere te stesso significa anche conoscere i tuoi diritti.
Avv. Giovanna Sica
www.avvocatogiovannasica.it

DEEPFAKE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: QUANDO UN VIDEO FALSO DIVENTA REATO?La Legge 23 settembre 2025 n. 132, in vigore da...
28/03/2026

DEEPFAKE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: QUANDO UN VIDEO FALSO DIVENTA REATO?
La Legge 23 settembre 2025 n. 132, in vigore dall’ottobre 2025, regola la disciplina dell’intelligenza artificiale, uniformando il nostro ordinamento a quello Sovranazionale.

Come noto, con l’intelligenza artificiale, è possibile creare video o audio falsi estremamente realistici, i cosiddetti deepfake.

La normativa prevede pene più severe se l’intelligenza artificiale viene utilizzata come strumento per commettere reati “tradizionali”.

Con la legge 23 settembre 2025, n. 132, è stato introdotto l’art. 612 quater, che punisce “chiunque diffonde contenuti generati od alterati con sistemi d’intelligenza artificiale, idonei a indurre in inganno, causando un danno ingiusto. La norma, tutela non solo “la reputazione”, ma anche “l’identità digitale”.

L’uso illecito dei deepfake include notevoli fattispecie di comportamenti penalmente rilevanti:
- Diffamazione e danno alla reputazione
- Cyberbullismo e revenge p**n sintetico
- Estorsione digitale
- Frode e truffe aziendali ed altri reati.

Invero, se il video falso danneggia la reputazione od induce qualcuno in errore, la responsabilità penale può essere molto grave.

Nei procedimenti penali, una delle problematiche più rilevanti è la prova dell’autenticità, all’uopo, possono essere richieste perizie Forensi avanzate, la collaborazione tra Procure e laboratori, la nomina di Consulenti Tecnici informatici per dirimere la problematica.

Nel mondo digitale l’identità è un bene giuridico: chi utilizza immagini o voci altrui senza consenso, dunque, può rispondere penalmente.

Avv. Giovanna Sica
www.avvocatogiovannasica.it

REVENGE P**N E DIFFUSIONE ILLECITA DI IMMAGINI: QUALI SONO LE PENE E COME DIFENDERSI?La diffusione non consensuale di im...
26/03/2026

REVENGE P**N E DIFFUSIONE ILLECITA DI IMMAGINI: QUALI SONO LE PENE E COME DIFENDERSI?
La diffusione non consensuale di immagini intime è un reato introdotto nel 2019, dalla Legge n.69 del 2029, cosiddetto Codice Rosso.

Il reato è previsto dall’art. 612-ter del codice penale e punisce, chi:
• diffonde immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona ritratta
• oppure li inoltra ulteriormente pur sapendo che erano destinati a rimanere privati.
Le pene sono molto severe:
✔ reclusione da 1 a 6 anni
✔ multa da 5.000 a 15.000 euro

La pena aumenta se:
• il reato è commesso da ex partner
• le immagini sono diffuse tramite internet o social network.
In caso di diffusione illecita è fondamentale agire subito, ovvero, è possibile chiedere la rimozione dei contenuti e attivare rapidamente un procedimento penale.

Il progresso incontra sempre dei limiti, in primis, “la libertà digitale non può mai trasformarsi in violazione della dignità della persona.”

Avv. Giovanna Sica
https://www.avvocatogiovannasica.it/

MINORI ALLONTANATI DALLA FAMIGLIA: QUANDO LO STATO PUÒ DAVVERO TOGLIERE UN FIGLIO AI GENITORI?Negli ultimi mesi il caso ...
23/03/2026

MINORI ALLONTANATI DALLA FAMIGLIA: QUANDO LO STATO PUÒ DAVVERO TOGLIERE UN FIGLIO AI GENITORI?

Negli ultimi mesi il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” ha riaperto un dibattito molto delicato: fino a che punto lo Stato può intervenire nella vita familiare?
Nel diritto italiano l’allontanamento di un minore è una misura eccezionale, che può essere adottata solo quando il giudice accerta un grave pregiudizio per il bambino.
Le norme di riferimento sono:
• art. 330 c.c. – decadenza dalla responsabilità genitoriale
• art. 333 c.c. – limitazione della responsabilità genitoriale
• art. 403 c.c. – intervento urgente di protezione del minore
In questi casi il Tribunale per i minorenni può:
✔ disporre l’affidamento ai servizi sociali
✔ collocare il minore in una comunità o casa famiglia
✔ limitare o sospendere la responsabilità genitoriale.

Nei procedimenti davanti al Tribunale per i minorenni è fondamentale intervenire subito con un’assistenza legale qualificata, perché le decisioni prese nelle prime fasi possono incidere profondamente sul rapporto tra genitori e figli.
Avv. Giovanna Sica
www.avvocatogiovannasica.it

Indirizzo

Via M. Conforti, 13 Salerno
Salerno
84124

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Avvocato Giovanna Sica pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Avvocato Giovanna Sica:

Scelte rapide

Condividi