24/03/2026
Abbiamo combattuto una battaglia giusta, cercando di spiegare tecnicamente la necessità di riformare ciò che non funziona.
Troppi hanno votato di pancia, pensando di danneggiare i loro avversari politici, ma hanno fatto inconsapevolmente gli interessi di pochi, per farli rimanere intoccabili.
Anziché progredire restiamo impantanati nel passato, come sempre.
Siamo un paese che guarda al passato anziché al futuro.
Care Socie e cari Soci,
la collettività si è espressa bocciando nitidamente la riforma costituzionale.
Prendiamone atto, ma con la consapevolezza di aver speso, in questi mesi, ogni sforzo per spiegare l’intima giustezza delle nuove norme.
Questo nostro impegno non è bastato; ma non è mancato.
Il verdetto delle urne va rispettato sempre, anche quando, come in questo caso, persiste l’idea che esso sia, almeno in parte, il frutto di una scelta politica estranea al merito della riforma.
Per parte nostra, siamo sempre stati e saremo portatori di idee liberali e di minoranza. Da questa prospettiva abbiamo sempre lottato senza altra finalità che perseguire quello che riteniamo essere l’interesse generale.
Continueremo a farlo.
Lenisce il bruciore della sconfitta quel grande senso di comunità che ci arriva da tempi lontani, ma che si è rinfrancato in questo impegno al quale tutti, senza distinzione, abbiamo dedicato tempo e passione.
Voglio ringraziarvi, uno ad uno; e lo faccio così, con questo breve messaggio, ma pure con la promessa che domattina torneremo insieme ad occuparci dei diritti. Quelli di tutti, come è stato sempre e sempre sarà nostro costume.
Lunga vita alla Camera Penale di Roma.
Giuseppe Belcastro