Gulì & Associati

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SENTENZA DEFINITIVA: IL TRIONFO DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA SOPRA LA CASTRAZIONE GIURIDICALo Studio Legale Gulì & Associati...
12/04/2026

SENTENZA DEFINITIVA: IL TRIONFO DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA SOPRA LA CASTRAZIONE GIURIDICA

Lo Studio Legale Gulì & Associati, nella persona del direttore Marcello Gulì, emette il seguente dispositivo a seguito dei fatti occorsi allo Stadio Sinigaglia.

⚠️ AVVISO ALLA CITTADINANZA: ALLERTA NUOVA FRODE "SISTEMA NAPOLI"
Lo Studio segnala con estrema urgenza l'ennesimo tentativo di truffa ai danni della capolista: "IL RIGORE DI SCROTO". È stata infatti avviata una campagna informativa massiva per contrastare questa nuova forma di frode orchestrata da NAPOLECANI E IMPERIESI, volta a falsare il campionato più brutto del mondo attraverso la somministrazione di calci mirati ai genitali altrui per ottenerne un vantaggio sul campo.

LE NOSTRE CONCLUSIONI LEGALI:
•REATO DI "FALLO DI SCROTO": Per la prima volta nella storia del diritto sportivo, è stato sanzionato il fallo subito. Secondo l'arbitro, lo ripetiamo, IMPERIESE BASTARDO, il nostro tesserato (e anche noto cliente del nostro Studio) avrebbe ostacolato il piede dell'avversario con i propri testicoli. È già in produzione una querela nei confronti dell'IMPERIESE BASTARDO che verrà depositata in tribunale a M***A domani, lunedì 13 aprile, alle 8 in punto.

•NOTIFICA AI "PIAGNISTI PARTENOPEI": Mentre a Napoli state ancora analizzando i frame del 2018 e compilando ricorsi per ogni secondo perso nei rinvii dal fondo, segnaliamo che la vostra strategia di indirizzamento del campionato sta fallendo miseramente. Abbiamo preso atto del furto aggravato consumatosi in Parma-Napoli in data odierna, dove un rigore sacrosanto ai ducali è sparito nel nulla come un portafoglio in Via Toledo. Mentre L'INTERNAZIONALE si invola a vincere lo scudetto, voi state ancora cercando di capire se il VAR della "PULCINELLA LEAGUE" sia effettivamente attivo o sta avendo un malfunzionamento causato da un attacco di COLERA.

•INCAPACITÀ DI INTENDERE E DI SEGNARE: Nonostante il regalo diretto (Parma) e quello indiretto (Como), la vostra squadra perde punti alla stessa velocità con cui il napoletano perde la dignità non appena apre bocca. Avete beneficiato di una frode strutturale e siete riusciti comunque a perdere punti. Questa è Incapacità Professionale Aggravata.

•ORDINANZA DI SILENZIO AMMINISTRATIVO: Invitiamo i tifosi napoletani a riporre i manuali di diritto sportivo ad uso e consumo del vittimismo. La vostra ossessione per la "MAROTTA LEAGUE" è stata ufficialmente archiviata come "Delirio da carenza di titoli sportivi e titoli di studio". State senza retropenzieri, buonanotte fiorellini.

ℹ️ DISPOSITIVO:
Inter batte Como 4-3. Noi vinciamo anche quando ci prendono a calci nelle p***e, voi non vincete nonostante le prove evidenti dei maldestri tentativi da parte della Lega Serie A di regalarvi un altro scudetto. E a tal proposito invitiamo gli amici ai vertici della Federazione a fare sonni tranquilli, riuscirete comunque a vendere i 50€ di diritti televisivi ai tifosi cambogiani, poiché la lotta per la zona Gembionz ora che vi si inserisce anche il Napoli sarà più viva che mai.

⚠️ SERVIZIO DI ASSISTENZA PER NAPOLETANI:
Avete finito i fazzoletti dopo il pareggio col Parma? Sentite un bruciore persistente guardando la Beneamata che vola nonostante le mutilazioni arbitrali? Scrivi "PRESCRIZIONE" nei commenti. Invieremo al tuo domicilio un flacone di Maalox Plus formato famiglia e un DVD con la compilation aggiornata dei nostri favori arbitrali, da guardare rigorosamente in silenzio mentre mangiate la vostra m***a.

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"𝘕𝘖𝘐 𝘕𝘖𝘕 𝘚𝘐𝘈𝘔𝘖 𝘕𝘈𝘗𝘖𝘓𝘌𝘛𝘈𝘕𝘐"

DECRETO DI ESPULSIONE IMMEDIATA PER "SCHIAMAZZO INFANTILE NON AUTORIZZATO" 🏛️Lo Studio Legale Gulì & Associati, in rappr...
04/03/2026

DECRETO DI ESPULSIONE IMMEDIATA PER "SCHIAMAZZO INFANTILE NON AUTORIZZATO" 🏛️

Lo Studio Legale Gulì & Associati, in rappresentanza del Sacro Ordine dello Spritz Cynar, emette formale ordinanza di allontanamento nei confronti di soggetti di altezza inferiore ai 110 cm e dei loro rispettivi "creatori".


IL REATO: TURBATIVA DI APERITIVO AGGRAVATA.
È stato rilevato che, con l'allungarsi delle giornate, orde di individui in passeggino hanno invaso i dehors cittadini, trasformando zone di culto del relax in succursali di un parco giochi post-apocalittico.


IL NOSTRO ESPOSTO PREVEDE:

• L’ISTITUZIONE DELLA "QUOTA DECIBEL": Ogni urlo acuto emesso dal minore che superi i 90 dB (frequenza "trapano del dentista") comporterà l'immediato sequestro del ciuccio e una multa forfettaria di €50 a strillo da corrispondere ai tavoli adiacenti sotto forma di drink.

• REATO DI "GENITORIALITÀ DISTRATTA": Il genitore che pronuncia la frase "È solo un bambino, si sta esprimendo" mentre la prole usa il nostro pantalone di lino come tovagliolo per le mani sporche di catarro, sarà condannato alla gogna pubblica e all'ascolto forzato della "Baby Shark" per 12 ore consecutive in isolamento nel nostro sgabuzzino.

• DIVIETO DI "OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO CON MEZZI CORAZZATI": I passeggini trio, larghi quanto una Jeep Wrangler, che ostruiscono il passaggio o che peggio ancora trasportano tre mocciosi frignoni, verranno rimossi con il carro attrezzi e demoliti per farne lattine di birra.


✓ PROVVEDIMENTO D'URGENZA:
Abbiamo richiesto l'attivazione di zone Kid-Free recintate con filo spinato e la distribuzione di tappi per le orecchie omaggiati dal nostro Studio a chiunque dichiari di avere un "odio civile" verso l'animazione spontanea.


✓ NOTIFICA AI SENZA FIGLI:
Ti sei visto rovinare l'ennesimo tramonto da un "piccolo angelo" che urla come un ossesso?
Scrivi "TSO INFANTILE" nei commenti. Invieremo una diffida ufficiale ai genitori del pargolo e un buono sconto per una vasectomia preventiva.


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"𝘓𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 è 𝘶𝘯 𝘥𝘰𝘯𝘰, 𝘮𝘢 𝘪𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘨𝘦 𝘥𝘶𝘳𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘕𝘦𝘨𝘳𝘰𝘯𝘪 è 𝘶𝘯 𝘥𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘣𝘪𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘢𝘵𝘳𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘢𝘭𝘦."

COMUNICATO UFFICIALE: DEPOSITATO RICORSO D’URGENZA AL TAR DELLA LIGURIA 🚨​Lo Studio Legale Gulì & Associati comunica di ...
01/03/2026

COMUNICATO UFFICIALE: DEPOSITATO RICORSO D’URGENZA AL TAR DELLA LIGURIA 🚨

​Lo Studio Legale Gulì & Associati comunica di aver formalmente depositato in data odierna un ricorso ex art. 700 c.p.c. (provvedimento d'urgenza) presso il Tribunale Amministrativo Regionale, richiedendo la sospensione cautelare e l'annullamento immediato della classifica finale del 76° Festival di Sanremo.

​Riteniamo inaccettabile e giuridicamente nulla l'assegnazione del Leone di Sanremo all'artista partenopeo, in virtù di palesi e reiterate violazioni del Regolamento della kermesse.

​I nostri periti hanno rilevato le seguenti criticità, ora al vaglio della magistratura:

• ​Doping Gastronomico (Art. 4, Comma 2 bis): Ci sono prove circostanziate di una massiccia distribuzione di sfogliatelle calde e tranci di margherita nella Sala Stampa Lucio Dalla durante le ore antecedenti al voto. Un chiaro tentativo di circonvenzione di giornalista affamato.

• ​Aggiottaggio del Televoto: I nostri analisti hanno riscontrato un'anomalia statistica nella regione Campania, dove risultano pervenuti circa 14.000 voti per ogni singolo cittadino residente, inclusi i neonati, i fuorisede e chi in quel momento stava guardando una replica di Mare Fuori.

• ​Vilipendio della Vocale Finale: Il testo del brano vincitore viola palesemente il Testo Unico sulla Lingua Italiana, omettendo sistematicamente la pronuncia dell'ultima vocale di ogni parola. Un danno incalcolabile per l'Accademia della Crusca e per l'apparato uditivo del Paese.

• ​Abuso di Cassa Dritta e Mandolino: Segnaliamo l'uso non autorizzato di strumenti della tradizione fusi con beat da club, che ha generato uno stordimento ipnotico sull'orchestra, impedendole di valutare lucidamente l'intonazione.

​Abbiamo già richiesto il sequestro preventivo del premio, che attualmente si trova scortato sul Frecciarossa direzione Napoli Centrale.

​⚖️ CLASS ACTION IN CORSO ⚖️
Se anche tu hai subito danni morali, scompensi cardiaci o un improvviso desiderio di farti saltare le dita durante l'annuncio del vincitore, hai diritto a un risarcimento.

​Scrivi "RICORSO" nei commenti per unirti alla nostra Class Action. La legge è uguale per tutti (tranne che al televoto).

​Firmato,
L'Avvocato Marcello Gulì

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CLIENTE DELLA SETTIMANALUCIA "CANDY LURIDA" YACHIUna t***a che entra nel nostro studio alle 11:42 di mattina coi tacchi ...
18/01/2026

CLIENTE DELLA SETTIMANA
LUCIA "CANDY LURIDA" YACHI

Una t***a che entra nel nostro studio alle 11:42 di mattina coi tacchi a spillo e gli occhiali da sole anche se fuori piove da martedì. Già basterebbe questo per farci pi****re dal ridere perfino più di un oɹƃǝu in sedia a rotelle. Ma la cosa che ci fa ancora più ridere è che sta bottana non l'abbiamo chiamata noi qui.

Lucia arriva con una cartellina che non dovrebbe esistere. Dentro non ci sono sogni, ma contratti a tempo determinato, la cronistoria dei suoi nomi focosi, release firmate alle 3 di notte su tavoli appiccicosi di sbrugna, coordinate IBAN di società bulgare, e clausole che parlano del corpo femminile come se fosse il noleggio di attrezzatura agricola.

Nel curriculum non ufficiale che ci racconta — a voce, mai per iscritto — c’è un passato da attrice per produzioni notturne, materassi sporchi, luci violente, trucco sbavato rifatto dieci volte, registi che promettono “arte” e che finiscono per coinvolgerti nel crack Parmalat per uno spot sullo Zymil della TV brasiliana.

Ruoli sempre uguali: stanza, letto, una finestra che non si apre mai. Odore di Parmalat cagliato e cachaça dal frigobar. Contratti mai letti fino in fondo. Retribuzioni pagate a tranche, spesso in ritardo, a volte in silenzio.

Lucia specifica subito, con tono burocratico:
“Io sono un'attrice le***an, non provate a toccarmi oppure vi taglio le p***e.” Lo dice come si dice il codice fiscale: scandito bene per evitare errori più avanti.
Dritta al punto. Prendiamo nota.

Prosegue dicendo che nel suo passato ci sono precedenti amministrativi legati a bamba, crack ed altre sostanze che circolano in quei locali "dove la notte vola". Roba vecchia, dice lei. “Archiviata, credo. O comunque finita.”

Il problema vero è arrivato ora.
Una situazione legale bizzarra, come la chiama Lucia, che in realtà è un groviglio di:
– immagini riutilizzate online senza consenso
– nickname che riappaiono su piattaforme dove lei non entra da anni
– contenuti che girano ancora mentre lei cerca lavori “normali”
– un chiaro mandato di perquisizione nella sua roulotte legato alla sua "roba vecchia e archiviata"

Ci mostra screenshot salvati, selfie mossi, tutti accomunati dagli orari notturni e da quegli occhi sempre lacrimanti. Perfino adesso si mette a piangere sta bottana.

Ci mostra messaggi di ex-produttori che rispondono dopo mesi con un “non dipende da noi”.

Ci mostra un contratto stampato storto e con poco inchiostro, firmato da sballata e affamata (non mangiava da 2 giorni) e con nessuno che le spiegasse le clausole.

Ha paura, ma non lo dice.

Vuole sparire da certi circuiti.
Vuole riprendere il controllo del suo nome.
Vuole donare un futuro dignitoso alle sue due figlie bastarde.
Vuole smettere di essere una categoria invece che una persona.
Essere una Donna.

Noi prendiamo il caso.
Non per moralismo.
Non per riabilitazioni pubbliche.
C***o, è una t***a, mica Heydrich.

Perché qualcuno deve pur mettere ordine nei posti dove nessuno ha mai pulito niente, solo spostato la polvere e i preservativi bucati sotto i divanetti.
E poi perché ci fa ridere vedere una t***a che pur di farsi 4 soldi per la white bussa alla nostra porta piangendo.

Qui non giudichiamo i set, i letti o le scelte fatte.
Qui guardiamo chi ha firmato cosa, chi continua a guadagnarci, chi usa un’immagine quando il consenso è finito da anni.

Lucia firma il nostro mandato lentamente.
Poi chiede se può fumare.
Le diciamo di no.
Sorride come se fosse la prima regola rispettata da tempo.

STUDIO LEGALE GULÌ & ASSOCIATI
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Non spegniamo le luci rosse.
Le stacchiamo dalla corrente quando non c’è più diritto di tenerle accese.

31/08/2025

Se stasera l'Inter perde contro sti ВAВВUINI chiudiamo lo studio
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CASO RRANA: LA GUERRA DEL SUD-EST (SI PROCEDE)Dopo il post su Mario Rrana — idroscimmia di quartiere, mani-pinne, polpo ...
31/08/2025

CASO RRANA: LA GUERRA DEL SUD-EST (SI PROCEDE)

Dopo il post su Mario Rrana — idroscimmia di quartiere, mani-pinne, polpo nei pantaloni — il followato cittadino esplode. Due alti profili locali si scannano: si presentano, si punzecchiano sul parco, poi scivolano in minacce, offese personali e perfino malattie buttate nella mischia. Taggano noi a caso. Arrivano messaggi notturni in segreteria: screenshot, timestamp, “chiamo Gulì”. Morale: il parco del Sud-Est non è per bambini; è per adulti che si rovinano da soli davanti alle famiglie e alla città intera. E Mario, nel frattempo, guarda e beve da sotto la sua panchina.

Stanotte ci sono giunti in segreteria tre screenshot, due audio col fiato corto e un breve messaggio “vi.faccio.vedere.io”.
Sotto il nostro "Cliente della settimana: Mario Rrana", qualcuno ha commentato “IL PARCO GIOCHI HAHAHAHAH”. Da lì, il resto: presentazioni educate della durata di cinque secondi, poi coltelli verbali. Si passa dal “piacere” al “ti aspetto” senza nemmeno una virgola. Entrano madri, nonne, diagnosi, promesse di cause. Taggano lo studio come si tagga un amico il venerdì sera al Sottocoperta: “ora chiamo Gulì & Associati”. Eccoci.

Abbiamo acquisito il thread, salvato timestamp, ID dei commenti, link delle reazioni, copie cache.
Abbiamo ricevuto mandato da Mario Rrana in persona per la tutela del suo nome e stiamo predisponendo querela per diffamazione aggravata via social e segnalazione per minaccia dove la grammatica smette di essere maleducazione e diventa codice penale.
Contestualmente, stiamo valutando le frasi di Jump, che ci ha fornito la segnalazione: se ha oltrepassato il limite, lo diremo a lui prima che lo dica una giuria. Qui non si vende santità: si pulisce lo sterco e si lucidano gli stivali.

Domattina inviamo messa in mora ai profili più zelanti, richiesta formale agli admin della nostra pagina per la conservazione dei log (niente “cancella e scappa”), e istanza di rettifica nello stesso thread: non “se ti sei offeso”, non “era ironia”, ma parole chiare.
Chi ha scritto con il Caps Lock scoprirà che il Caps Lock non è un avvocato.
Chi ha usato la salute come barzelletta scoprirà che il giudice non sorride dal 9 luglio 2006, quando durante i festeggiamenti gli hanno sfondato la Peugeot 207.

Noi non ci dissociamo dai fatti: prendiamo il caso.
Lo prenderemmo anche con i guanti, ma non bastano: servono prove, orari, parole.
Se uno dei due litiganti vuole ve**re in studio, venga con documento, telefono, memoria e vergogna. Non rappresentiamo due teste (di c***o) della stessa rissa: chi arriva per primo e firma, entra. L’altro avrà tutto il diritto di trovarsi un legale migliore di noi e di farsi forte coi fatti, non con gli “ahahah”.

Chi vuole uscirne vivo fa questo, in ordine: cancella, rettifica lì sotto, chiede scusa senza “se”.
Chi vuole la guerra, la avrà: domani alle 9:30 si protocolla.

Studio Legale Gulì & Associati — 📞 800 560486
Il Sud-Est non è un tribunale. Ma fa presto a diventarlo.

MERCOLEDÌ 20 AGOSTOORE 10:52 E TUTTO È GIÀ PERDUTOEntra in studio un uomo in ciabatte, occhiaie e giubbotto imbottito no...
20/08/2025

MERCOLEDÌ 20 AGOSTO
ORE 10:52 E TUTTO È GIÀ PERDUTO

Entra in studio un uomo in ciabatte, occhiaie e giubbotto imbottito nonostante i 33 gradi.
Chiede: “Si può citare in giudizio un’amministratrice di condominio per linguaggio passivo-aggressivo?”

Nel corridoio, una signora rovescia un raccoglitore pieno di fotocopie del suo ex marito n**o.
Dice che vuole “usarle in aula per dimostrare la sua inadeguatezza esistenziale”.

In sala d’attesa c’è un tizio che si è portato via la maniglia della porta “per principio”.

Una bambina ci porge una lettera scritta con la grafia della madre: “Mia figlia è stata umiliata davanti a tutti perché il bidello l’ha chiamata per nome e non per identità fluida.” In allegato, un codice fiscale sbianchettato e riscritto a matita.

Nel bagno, qualcuno ha scritto a penna sul muro:
“La legge è opinione organizzata.”
E sotto:
“Studio Gulì è l’ultima barriera tra la società civile e la rieducazione forzata a colpi di frustino BDSM.”

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Se tutto è perduto, almeno perdiamolo con stile legale.

CLIENTE DELLA SETTIMANAMARIO RRANA "L'IDROSCIMMIA"Ha bussato col gomito.Dice che non tocca più le maniglie “perché non s...
15/08/2025

CLIENTE DELLA SETTIMANA
MARIO RRANA "L'IDROSCIMMIA"

Ha bussato col gomito.
Dice che non tocca più le maniglie “perché non sa da chi potrebbero essere mai state toccate… e poi le mani anfibie sono allergiche all'ottone”.
Aveva un sacchetto di plastica legato alla cintura. Dentro? Una Tassoni mezza piena e una fotocopia di lui da giovane, quando ancora aveva i “capelli alla Milosevic”.

Lo osservavamo in silenzio.
Con quella peluria umida che sbucava dalla polo sbiadita, il fiatone da corsa in ciabatte sulla ciclabile e le dita unte di stoccafisso.
In studio, fra noi, lo chiamiamo “l’idroscimmia”.
O, nei giorni più poetici, “l’uomo della palude”.

Si è seduto senza salutare e ha detto:
“Avvocati… io non voglio giustizia. Voglio almeno pareggiare i conti con sti magreb. E se possibile anche il mio conto PayPal.”

Il fatto (a suo dire):
Mario sostiene di essere stato umiliato dal sistema.
Che da giovane voleva fare il doganiere al porto di Savona.
Ma poi è finito a fare il “regolatore del commercio di pigne tra i bimbi extracomunitari nel parco giochi del Sud-Est”.
In pratica: si siede, osserva, borbotta. E nessun bambino gli ha mai chiesto di farlo.

Un pomeriggio, secondo la sua versione, ha visto un quattordicenne e una tredicenne scambiarsi un bacio e una Red Bull.
Ha chiamato i carabinieri.
È finito lui in caserma.

Ora vuole denunciarli tutti.

I genitori.

I ragazzi.

Il Comune.

Red Bull.

Dice che da quel giorno “è diventato il meme del gruppo Whatsapp dei padri separati” e che un rider bengalese lo ha riconosciuto dicendo “oh, quello con la maschera da maiale del Sud-Est che puzza di vin brulé”.

Come se non bastasse ha un precedente.
Vecchia storia che abbiamo già avuto il piacere o il dispiacere di rappresentare. Pescheria del mercato di piazza Eroi. Lui, a torso n**o con un polpo intero infilato nei pantaloni.
“Mi avevano fatto credere fosse offerta libera. Volevo solo portarlo a casa. Mi ci ero affezionato.”

Adesso vuole essere difeso “non per assolversi, ma per rendere conto di tutto quello che ha visto negli ultimi 30 anni”. (A sua detta: “orrore, invasione, birre calde, e troppe poche bestemmie”).

Durante l'incontro ha tirato fuori:

• un vecchio badge di Expo 2015 “per dimostrare che aveva un sogno che era Roma ✋🏻”.

• una busta contenente solo molliche per sfamare le bavose.

• una lista di persone “che gli devono qualcosa su PayPal”.

Ci ha chiesto se può presentare in aula un monologo scritto a mano con penna verde:
“Si intitola la guerriglia balcana nei caruggi come forma di patriottismo comunale e di pulizia etnica.”

Abbiamo preso il caso.
Per pietà.
Ma anche per studio antropologico.

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Per noi anche i mammiferi acquatici hanno diritto a essere ascoltati.

CLIENTE DELLA SETTIMANA"SANTITÀ" ALFREDO ZAZZAÈ arrivato in studio con il crocifisso di finto oro in mezzo alla peluria ...
05/08/2025

CLIENTE DELLA SETTIMANA
"SANTITÀ" ALFREDO ZAZZA

È arrivato in studio con il crocifisso di finto oro in mezzo alla peluria unta di crema solare, e una bottiglia d’acqua che a guardarla bene non era acqua.
“È per la redenzione” ha detto. Odorava di messa e di grappa lombarda.

Ha esordito così:

“Fratelli miei Avvocati, il Signore vede tutto, ma io voglio che lo veda anche il giudice.”

Ci racconta il fattaccio.
Festa patronale di San Vittore.
Alfredo, autoproclamatosi coordinatore liturgico, decide di prendere in mano la lotteria parrocchiale.
Vende biglietti a chiunque (turisti, bambini, un cane) e tiene “in custodia” l’incasso nella tasca interna della giacca, quella unta di salame.

A metà serata, per dare spettacolo, inizia a raccontare dal palco "miracoli mai approvati dal Vaticano", tra cui quello “della Madonna che ha moltiplicato le vincite alle slot”.
Il parroco lo interrompe.
Alfredo si offende, scende dal palco e, davanti a tutti, dice: “A me la Chiesa non comanda: io comando la tombola e il mio fegato.”

Viene allontanato dal comitato organizzatore, ma non prima di aver preso tre Best Bräu “per offerta”.
Ora Alfredo vuole:

• Querelare il parroco

• Chiedere i danni morali al comitato per averlo “scomunicato senza effigie papale”

• Riavere il ruolo di “custode delle chiavi del campanile”, perso dopo che ci ha dormito dentro una notte ubriaco "per fare la veglia".

Durante la consulenza ha tirato fuori:

• un rosario di plastica,

• un santino di Papa Wojtyła con su scritto “non ti dimentico, broski”,

• due biglietti vincenti della lotteria… entrambi intestati a Wojtyła.

Abbiamo preso il caso.
Non per fede.
Perché ci ha promesso una damigiana di bianco sfuso e un posto riservato alla grigliata dell’8 dicembre “tra la porchetta e Sua Eccellenza il vescovo Antonio”.

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difendiamo anche chi vede la luce… e la pippa.

CLIENTE DELLA SETTIMANASEVERO CIOCIO "IL DEMOCRISTIANO"È arrivato in studio con una 24 ore in similpelle, un’ascella pez...
29/07/2025

CLIENTE DELLA SETTIMANA
SEVERO CIOCIO "IL DEMOCRISTIANO"

È arrivato in studio con una 24 ore in similpelle, un’ascella pezzata e un pacchetto di Tuc sbriciolati in tasca.

Dentro aveva:

• una ricevuta dell'ANAS del 2002.

• un sacchetto del pane con scritte a penna blu.

• una copia stampata della home page di una pagina di polemiche locali (sei di Sanremo se mugugni) sottolineata ovunque.

Non si è seduto subito.
Ha cominciato a girare in cerchio nella sala d’attesa, parlando da solo a voce alta.
Diceva:

“Non è più un bar, è una tana… una tana di decadenza… vendono il caffè col bicchiere di carta e il Wi-Fi. È terrorismo urbano. E morale.”

Quando l’abbiamo fatto entrare ha detto:

“Scusate la foga, ma mi hanno rovinato la colazione. E forse anche la reputazione.”

I fatti:

Borgo Baragallo.
Ore 7:42 del mattino.
Severo entra nel suo bar di riferimento da 33 anni.
Ordina il solito: caffè ristretto + bicchier d’acqua frizzante non di frigo a parte.
Ma il nuovo barista, un ragazzo con tatuaggi e braccialetti, gli serve l’acqua in lattina.

“Mi sono sentito colonizzato.”

Inizia a sbraitare.
Urla che “l’alluminio è l’inizio della fine” e che “questo è un attentato alla mia routine digestiva.”

Il barista cerca di stemperare gli animi.
Ma lo chiama signore anziché capo.
Uno studente del liceo scienze umane filma.
Il video finisce su Instagram con il titolo:
“Vecio impazzisce per l’acqua sbagliata”

Ora Severo vuole:

• denunciare il bar per danno d’immagine.

• obbligare il Comune a installare “panchine per indignati”.

• farsi intervistare da una testata nazionale “per spiegare il degrado nei liquidi.”

Alla fine ha lasciato il suo biglietto da visita:
"Severo Ciocio – Ufficio Privato di Sorveglianza del Buonsenso (volontario, armato solo di righello, memoria lunga e tanto rancore)."

Ci ha mostrato una cartolina autografata da Cossiga “per far capire da dove vengo io”.

Abbiamo accettato il caso.
Solo per sapere fin dove può arrivare.
E perché ci ha promesso una cassetta di peperoni sott’olio e un buono Amazon da 3,50.

CLIENTE DELLA SETTIMANAIL SINDACO È arrivato in studio ancora in fascia tricolore, con la maglietta della proloco sotto ...
15/07/2025

CLIENTE DELLA SETTIMANA
IL SINDACO

È arrivato in studio ancora in fascia tricolore, con la maglietta della proloco sotto la giacca e un residuo di senape sulla cravatta.
Si è seduto, ci ha guardati e ha detto:

“Avvocato, volevo solo fare una riflessione storica, fatta col cuore, tipo Alberto Angela ma più avtarchico”.

Abbiamo chiesto chiarimenti.
Ci ha raccontato tutto.

Sagra de la lugànega, palco montato nel cortile parrocchiale.
Prende il microfono, saluta le autorità (“vere o presunte”), e se ne esce con:

“C'erano tempi in cui l’ordine si faceva con la mano alta e la bocca chiusa. Era un altro Paese. Più compatto. Più pettinato. Nessuno metteva i piedi sul sedile del treno. Nessuno vendeva le rose. Dai su figa…”

Silenzio.
Poi il caos.
La banda locale ha smesso di suonare.
Un assessor* del PD si è accasciat* a terra in preda a convulsioni.

Un bambino ha chiesto:
“Papà, chi è il pelato nella cornice?”
E il padre ha risposto:
“Te lo spiego quando sei grande. E disoccupato.”
(Sotto la foto vi era la scritta “visionario dell'ordine”).

Pare che sotto la tenda della protezione civile tenesse pure un busto di Sua Eccellenza. Si giustifica dicendo di essere un “appassionato di estetica autoritaria in chiave decorativa” e che quello fosse lì per motivi scenografici.

Poi, sempre secondo il verbale, avrebbe chiuso la serata con un discorso sulla bellezza delle divise d’epoca e urlato: “Quando c'era lvi l’asfalto si faceva a mano, ma almeno si faceva cazo!”.

Ci ha guardati e ha detto:
“Non ho mai inneggiato a nessuno, ho solo detto che certi momenti storici andrebbero guardati con meno pregiudizio e più NOSTALGIA COSTRUTTIVA.”
Sottolineiamo: ha fatto quel gesto. Davanti alle suore carmelitane e ai bambini del catechismo. Durante la sagra della salsiccia.

Alla fine ci ha chiesto se si può spostare il processo.
“Preferirei a Verona. Mi sento più compreso.”
E se poteva portare amici "della Vecchia Guardia".

Poi ci ha lasciato un volantino della sua lista civica.
Slogan: “ℝ𝔸𝔻𝔻ℝ𝕀ℤℤ𝕀𝔸𝕄𝕆 ℚ𝕍𝔼𝕊𝕋𝕆 ℙ𝔸𝔼𝕊𝔼.”
Tutto in maiuscolo. Con font sospetto.

Lo difenderemo?
Lo rappresentiamo, sì.
Ma con discrezione.
E audio disattivato durante le udienze.

Indirizzo

Via Monte Grappa
Preganziol
31022

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