Studio del Notaio Fabio Valenza

Studio del Notaio Fabio Valenza Studio Notarile
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Tribunale di Sassari, sentenza 6-7 maggio 2023, n. 452. Il diritto al risarcimento dei danni cagionati ad un bene non co...
27/11/2023

Tribunale di Sassari, sentenza 6-7 maggio 2023, n. 452. Il diritto al risarcimento dei danni cagionati ad un bene non costituisce un accessorio del diritto di proprietà, ma è un diritto di credito, distinto ed autonomo rispetto al diritto reale. L'autonomia di tale diritto comporta pertanto che il diritto al risarcimento del danno subito da un bene immobile, in caso di alienazione del bene, non si trasferisce insieme al diritto reale come accadrebbe se fosse un elemento accessorio, ma è suscettibile solo di specifico atto di cessione ai sensi dell'articolo 1260 cod. civ.; di conseguenza, quando accanto all'atto di trasferimento della proprietà non vi sia stato un atto di cessione del credito, il diritto al risarcimento dei danni compete esclusivamente a chi, essendo proprietario del bene al momento dell'evento dannoso, ha subito la relativa diminuzione patrimoniale.

13/11/2023
09/11/2023
Cass., ordinanza 21 giugno 2023, n. 17712. Il concetto di comoda divisibilità di un immobile a cui fa riferimento l'arti...
08/10/2023

Cass., ordinanza 21 giugno 2023, n. 17712. Il concetto di comoda divisibilità di un immobile a cui fa riferimento l'articolo 720 del codice civile postula, sotto l'aspetto strutturale, che il frazionamento del bene sia attuabile mediante determinazione di quote concrete suscettibili di autonomo e libero godimento che possano formarsi senza dover fronteggiare problemi tecnici eccessivamente costosi e, sotto l'aspetto economico - funzionale, che la divisione non incida sull'originaria destinazione del bene e non comporti un sensibile deprezzamento del valore delle singole quote rapportate proporzionalmente al valore dell'intero, tenuto conto della normale destinazione ed utilizzazione del bene stesso. D'altra parte, in materia di divisione giudiziale, la non comoda divisibilità di un immobile, integrando un'eccezione al diritto potestativo di ciascun partecipante alla comunione di conseguire i beni in natura, può ritenersi legittimamente praticabile soltanto quando risulti rigorosamente accertata la ricorrenza dei presupposti, costituiti dall'irrealizzabilità del frazionamento dell'immobile, o dalla sua realizzabilità a pena di notevole deprezzamento, o dall'impossibilità di formare in concreto porzioni suscettibili di autonomo e libero godimento, tenuto conto dell'usuale destinazione e della pregressa utilizzazione del bene stesso.

Cass., sentenza 15 maggio 2023, n. 13203. La sentenza che abbia dichiarato l’inesistenza del contratto, se in negativo e...
08/10/2023

Cass., sentenza 15 maggio 2023, n. 13203. La sentenza che abbia dichiarato l’inesistenza del contratto, se in negativo esclude che l’agente diritto possa nuovamente esercitare l’azione contrattuale, in positivo accerta la sussistenza del presupposto della sussidiarietà (cioè dell’indisponibilità di un rimedio alternativo a quello contrattuale), che deve ricorrere per l’esperibilità dell’azione di ingiustificato arricchimento: in tal caso, l’azione ex art. 2041 c.c. è proponibile proprio in quanto il danneggiato, non esistendo il contratto, ha a disposizione soltanto detta azione per far valere il suo diritto all’indennizzo per il pregiudizio subìto.

Cass., sentenza 26 aprile 2023, n. 10983. Quando i danni sono originati da un bene immobile condotto in locazione, sussi...
12/09/2023

Cass., sentenza 26 aprile 2023, n. 10983. Quando i danni sono originati da un bene immobile condotto in locazione, sussiste la responsabilità del proprietario ove detti danni siano derivati da vizio strutturale del bene, che investa le mura o gli impianti ivi conglobati, di cui conserva la custodia anche dopo la locazione; al contrario, il conduttore, il quale si presume essere stato immesso in queste condizioni nella disponibilità della res locata, risponde dei pregiudizi provocati a terzi dagli accessori e dalle altre parti dell'immobile, che sono acquisiti alla sua disponibilità.

Cass., sentenza 26 aprile 2023 n. 10978.In tema di responsabilità civile il nesso di causa è provato quando la tesi a fa...
08/09/2023

Cass., sentenza 26 aprile 2023 n. 10978.
In tema di responsabilità civile il nesso di causa è provato quando la tesi a favore (del fatto che un evento sia causa di un altro) è più probabile di quella contraria (che quell'evento non sia causa dell'altro): il che si esprime con la formula del più probabile che no. Nel caso si tratti di verificare se la cosa ha contribuito causalmente all'evento insieme ad altre concause, il ricordato principio di diritto è specificato nel modo seguente: qualora l'evento dannoso sia ipoteticamente riconducibile a una pluralità di cause, si devono applicare i criteri della probabilità prevalente e del più probabile che non. Pertanto, il giudice di merito è tenuto, dapprima, a eliminare, dal novero delle ipotesi valutabili, quelle meno probabili, poi ad analizzare le rimanenti ipotesi ritenute più probabili e, infine, a scegliere tra esse quella che abbia ricevuto, secondo un ragionamento di tipo inferenziale, il maggior grado di conferma dagli elementi di fatto aventi la consistenza di indizi, assumendo così la veste di probabilità prevalente. Con la conseguenza che il giudice di merito deve porre a base della decisione fatti che siano gravi, precisi e concordanti, e non meramente ipotetici o supposti come probabili, e da quei fatti deve indurre ipotesi ricostruttive del nesso di causa escludendo quelle meno probabili, e scegliendo, tra quelle rimaste, l'ipotesi che spiega il fatto con maggiore probabilità, sulla base degli indizi raccolti.

Cass., ordinanza 7 luglio 2023, n. 19327. In tema di azione revocatoria ordinaria di un contratto definitivo di comprave...
08/09/2023

Cass., ordinanza 7 luglio 2023, n. 19327. In tema di azione revocatoria ordinaria di un contratto definitivo di compravendita di un bene promesso in vendita, la sussistenza dell’eventus damni rispetto al creditore procedente va valutata con riferimento al momento della stipula del contratto definitivo, verificandosi soltanto in tale momento il compimento di un atto dispositivo del patrimonio del debitore; per contro, l’elemento soggettivo richiesto dall’art. 2901 cod. civ. in capo all’acquirente va valutato in relazione al momento della stipula del contratto preliminare, dovendosi contemperare, in ossequio alla ratio dell’azione revocatoria, la garanzia patrimoniale dei creditori con l’affidamento del terzo nello svolgimento della propria autonomia privata.

Tribunale di Cosenza, sentenza 22 giugno 2023, n. 1127. Il termine per l’adempimento può essere ritenuto essenziale ai s...
03/09/2023

Tribunale di Cosenza, sentenza 22 giugno 2023, n. 1127. Il termine per l’adempimento può essere ritenuto essenziale ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1457 del cod. civ., solo quando, all’esito dell’indagine istituzionalmente riservata al giudice di merito, da condursi alla stregua delle espressioni adoperate dai contraenti e, soprattutto, della natura e dell’oggetto del contratto, risulti inequivocabilmente la volontà delle parti di ritenere perduta l’utilità economica del contratto con l’inutile decorso del termine medesimo. Tale volontà non può desumersi solo dall’uso dell’espressione “entro e non oltre” quando non risulti dall’oggetto del negozio o da specifiche indicazioni delle parti che quest’ultime hanno inteso considerare perduta l’utilità prefissasi nel caso di conclusione del negozio stesso oltre la data considerata.

Cass., ordinanza 21 aprile 2023, n. 10808. In caso di appalto avente ad oggetto immobili da costruire o costruiti in mod...
31/08/2023

Cass., ordinanza 21 aprile 2023, n. 10808. In caso di appalto avente ad oggetto immobili da costruire o costruiti in modo difforme dalla concessione edilizia occorre distinguere a seconda che tale difformità sia totale o parziale. Nel primo caso l’opera è da equiparare a quella costruita in assenza di concessione edilizia, con la conseguenza che il relativo contratto di appalto è nullo per illiceità dell’oggetto e per violazione delle norme imperative in materia urbanistica. Nessuna nullità sussiste - invece - nel secondo caso, ove si configuri una difformità solo parziale. Il criterio distintivo tra le due ipotesi trova riscontro nell’articolo 31 del Dpr n. 380 del 2011, che riproducendo l’analoga formulazione dell’articolo 7 legge n. 47 del 1985, dispone che sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, plano-volumetrico o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso o l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso, con specifica rilevanza e autonomamente utilizzabile, intendendosi per specifica rilevanza un aumento consistente di volumi in relazione alla struttura realizzata ad una valutazione assoluta e oggettiva, e per autonoma utilizzabilità una struttura precisamente individuabile e suscettibile di un uso indipendente anche se l’accesso allo stesso avvenga attraverso lo stabile principale.

31/08/2023

Cass., ordinanza 7 giugno 2023, n. 16012. Nella domanda di risarcimento del danno per fatto illecito è implicitamente inclusa la richiesta di riconoscimento sia degli interessi compensativi sia del danno da svalutazione monetaria - quali componenti indispensabili del risarcimento, tra loro concorrenti attesa la diversità delle rispettive funzioni; pertanto il giudice di merito deve attribuire gli uni e l'altro anche se non espressamente richiesti, pure in grado di appello, senza per ciò solo incorrere in ultrapetizione.

Tribunale di Roma, V sezione civile, 31 maggio 2023, n. 8590. Deve ritenersi affetta da nullità la clausola inserita nei...
23/08/2023

Tribunale di Roma, V sezione civile, 31 maggio 2023, n. 8590. Deve ritenersi affetta da nullità la clausola inserita nei rogiti di compravendita con la quale il costruttore-venditore si sia riservato il diritto di nominare il primo amministratore di condominio, in quanto la relativa nomina è un diritto inderogabilmente riservato all’organo assembleare (già in tal senso Tribunale di Modena n. 493/2012; Cass. 13011/2013).

13/08/2023

Corte europea per i diritti dell'Uomo - Sezione I - Sentenza 6 luglio 2023 - Ricorso n. 46412/21. Gli Stati sono tenuti ad assicurare che nell'adozione di misure di sostegno ad adulti vulnerabili sia considerata la volontà del soggetto interessato. La nomina di un amministratore di sostegno e la collocazione in una residenza sanitaria assistita, senza possibilità di contatti con familiari e amici se non autorizzati dall'amministratore di sostegno, costituisce una violazione del diritto al rispetto della vita privata.

13/08/2023

L’Italia ratifica le due convenzioni Oil su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Con la legge n. 84 dell’otto giugno 2023, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del n. 153 del 3 luglio, recante «Ratifica ed esecuzione delle seguenti Convenzioni: a) Convenzione sulla salute e la sicurezza dei lavori, n. 155, fatta a Ginevra il 22 giugno 1981, e relativo Protocollo , fatto a Ginevra il 20 giugno 2002; b) Convenzione sul quadro promozionale per la salute e la sicurezza sul lavoro, n. 187, fatta a Ginevra il 15 giugno 2006 » l’Italia ha ratificato le due convenzioni dall’Organizzazione internazionale del lavoro sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro di cui sopra , che stabiliscono principi fondamentali e misure di tutela minimali in favore dei lavoratori.

13/08/2023

Cass., ordinanza 4 luglio 2023, n. 18823. In tema di divisione ereditaria, l'istituto della collazione, che, in presenza di donazioni (dirette e indirette) fatte in vita dal de cuius e salva apposita dispensa di quest'ultimo, impone il conferimento del bene che ne è oggetto in natura o per imputazione, ha la finalità di assicurare l'equilibrio e la parità di trattamento tra i vari condividenti nella formazione della massa ereditaria, così da non alterare il rapporto di valore tra le varie quote determinate attraverso la sommatoria del relictum e del donatum al momento dell'apertura della successione, sicché il relativo obbligo sorge automaticamente in seguito ad essa, senza necessità di proporre espressa domanda da parte del condividente, essendo a tal fine sufficiente che sia chiesta la divisione del patrimonio relitto e che sia menzionata, in esso, l'esistenza di determinati beni quali oggetto di pregressa donazione. Tuttavia, in caso di donazione indiretta, è pregiudiziale all'obbligo di collazione la proposizione della domanda di accertamento dell'esistenza della stessa.

13/08/2023

Cass., ordinanza 4 luglio 2022, n. 18134. Le somme elargite nel tempo dalla madre in vita nei confronti della figlia convivente non possono essere considerate delle vere e proprie donazioni, ma devono essere valorizzate come dei conferimenti vicendevoli, con la conseguenza che l’elemento della convivenza escluda la configurabilità della donazione.

04/07/2023
28/03/2023

La giornalista Sara Giannotti ha intervistato Fabio Valenza, giurista, notaio, docente di mediazione civile e commerciale, studioso di diritto italiano e straniero, autore del libro Key editore “Il Contratto nel Diritto Comparato. Libertà e Giustizia contrattuale a confronto”. Nel corso dell’...

Appena arrivato!
23/01/2023

Appena arrivato!

16/01/2023

L’opera, evidenziando, tanto la funzione scientifica, quanto il ruolo formativo della comparazione giuridica, si rivolge a tutti gli studiosi del diritto contrattuale – studenti, accademici, professionisti –, accompagnandoli nella rivisitazione critica, sul piano comparato, di tutti gli istitu...

15/07/2022

vivere è raccontareun programma di Augusto Zucchi e Gioacchino OnoratiConduce:Chiara BUCCINIProtagonista:Fabio VALENZATitolo completo del libro:First demand ...

12/06/2022

CORTE DI CASSAZIONE; sezione II civile; sentenza 5 aprile 2022, n. 11040; Pres. DI VIRGILIO, Est. VARRONE, P.M. CENNICCOLA (concl. diff.); Cassa App. Torino 6 ottobre 2016. La regola dettata in tema di trasformazione di società di persone in società di capitali, per cui si presume che il creditore che non abbia espressamente negato il consenso alla trasformazione entro sessanta giorni dalla ricevuta comunicazione della trasformazione abbia liberato i soci a responsabilità illimitata dalla responsabilità per le obbligazioni sociali sorte prima della pubblicità della deliberazione di trasformazione, non si applica anche all'ipotesi di trasformazione di società in nome collettivo in società in accomandita semplice. In caso di negozio concluso dal falsus procurator di una società, la sua ratifica può desumersi da fatti concludenti purché compiuti dall'organo istituzionalmente competente a provvedere su di essa.

22/04/2022

Fabio Valenza, Business, Human Rights, Bangladesh, Rana Plaza, violazioni di diritti umani, diritto internazionale privato, key editore

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