23/07/2026
La Protezione civile in Calabria ha denunciato il ritrovamento di gatti utilizzati come esche viventi a cui viene legato alla coda uno straccio imbevuto di liquido infiammabile per poi essere incendiati e lanciati nei campi.
Di fronte a questo orrore, un'associazione ha istituito una ricompensa di mille euro per chiunque, con la propria segnalazione alle forze dell'ordine, permetterà di individuare e far condannare in via definitiva i piromani responsabili.
Quando ero deputato, mi fu proposta una soluzione simile. Allora fui titubante. Da giurista la ritenevo una misura eccessiva, una sorta di abdicazione dello Stato a favore di una logica da far west.
Oggi, davanti a queste atrocità e constatando come la situazione degli incendi nella mia Sicilia sia drammaticamente peggiorata anno dopo anno, mi viene da pensare che quella soluzione forse non era così sbagliata.
Quella proposta non era un'aberrazione, ma il grido d'aiuto disperato di un territorio che si sentiva già abbandonato.
Se un'associazione si trova costretta a mettere una taglia su questi criminali, significa che il sistema pubblico ha fallito la sua missione principale: presidiare e prevenire.
Il vero dramma è l'assenza delle istituzioni prima che il fiammifero venga acceso. Mancano investimenti per il monitoraggio nei punti critici. Manca una reale intelligence del territorio. Manca un sistema di gestione delle aree pubbliche e di quelle private capace di prevenire in tempo il propagarsi degli incendi. Manca l’applicazione rigorosa del catasto delle aree bruciate.
Ammettere che una "taglia" oggi non sembri più un'idea f***e non significa invocare la giustizia sommaria, ma vuol dire denunciare che chi ci governa ha gettato la spugna.
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𝘐𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘵𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘮𝘪𝘵𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘢 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘰 𝘱𝘶𝘳𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘭𝘭𝘶𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘰