Studio Legale Silvestro

Studio Legale Silvestro CONSULENZE , GIUDIZIALI e STRAGIUDIZIALI , in MATERIA di DIRITTO di FAMIGLIA, LOCAZIONI , CONTRATTUALISTICA , DIRITTI REALI

Nulla la clausola del   che vieta il   dall’impianto centralizzato di riscaldamentoCorte di Cassazione, Sentenza 18 marz...
03/09/2026

Nulla la clausola del che vieta il dall’impianto centralizzato di riscaldamento

Corte di Cassazione, Sentenza 18 marzo 2026, n. 6490, Seconda Sezione Civile, Presidente Giudice Dott.ssa Falaschi, Relatore Giudice Dott. Tedesco

Massima: “Il regolamento di condominio, anche se contrattuale, non può privare i condòmini dai diritti che derivino dalla legge dagli atti di acquisto e dalle convenzioni. Ne consegue che la clausola del regolamento condominiale che vieti in radice al condomino di rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento e di distaccare le diramazioni della sua unità dall’impianto termico comune deve ritenersi nulla per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune, ove il distacco non cagioni un notevole squilibrio di funzionamento o un aggravio di spesa

  ex art. 1284, comma 4, c.c. per tutte le   pecuniarie: come cambiano le regole del gioco nella responsabilità sanitari...
02/09/2026

ex art. 1284, comma 4, c.c. per tutte le pecuniarie: come cambiano le regole del gioco nella responsabilità sanitaria

La Terza Sezione risolve – senza rimettere la questione alle Sezioni Unite – il contrasto sull'ambito applicativo dell'art. 1284, comma 4, c.c., affermando che il saggio maggiorato si applica a qualsiasi domanda di condanna pecuniaria, quale che sia la fonte dell'obbligazione. Con un saggio oggi superiore al 10% annuo, la pronuncia è destinata a incidere profondamente sulle strategie processuali del contenzioso risarcitorio e, in particolare, della responsabilità sanitaria: combinata con la retrodatazione degli effetti della domanda al deposito del ricorso ex art. 696-bis c.p.c. (Cass. n. 11804/2025) e con il nuovo regime di responsabilità erariale della legge Foti, essa ridisegna gli incentivi di danneggiati, strutture e comitati valutazione sinistri, e impone al difensore del creditore la formulazione espressa della relativa domanda, a pena di responsabilità professionale

  delle   di lite, dove si ferma il giudizio di legittimitàPer la Cassazione (24734/2026) la misura della compensazione ...
29/08/2026

delle di lite, dove si ferma il giudizio di legittimità

Per la Cassazione (24734/2026) la misura della compensazione spetta al giudice di merito, purché le spese non siano poste a carico della parte integralmente vittoriosa. Con riguardo all’indennità di accompagnamento, la Suprema corte (24738/2026) ha invece chiarito che il riconoscimento con decorrenza successiva a quella richiesta legittima la compensazione delle spese
In caso di reciproca, spetta al giudice di merito decidere se e in quale misura compensare le spese processuali, senza dover rispettare un’esatta proporzione rispetto alle domande accolte. Mentre il sindacato di legittimità è limitato al divieto di porre spese a carico della parte integralmente vittoriosa. Lo ha chiarito la Corte di cassazione con la sentenza n. 24734/2026.

Avvocati, si applicano i   forensi nel caso di   assistita negli   stradaliAll’avvocato bisogna liquidare in base ai par...
29/08/2026

Avvocati, si applicano i forensi nel caso di assistita negli stradali

All’avvocato bisogna liquidare in base ai parametri forensi l’attività prestata in favore del cliente nella negoziazione assistita. E ciò perché la controversia trae origine da un sinistro stradale e rientra pertanto tra le materie per le quali l’esperimento della procedura stragiudiziale costituisce una condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Pesa la circostanza secondo cui il dm Giustizia 08/03/2018, n. 37 ha introdotto una tabella ad hoc per la negoziazione assistita nei parametri forensi di cui al dm Giustizia 10/03/2014, n. 55. Così la Cassazione civile, sez. terza, nell’ordinanza n. 24285 del 31/07/2026.

29/08/2026

Cassata la decisioen del merito che aveva gravato la parte richiedente il risarcimento di un (non esigibile) onere di «dettagliata e specifica allegazione dell’an e del quantum del danno lamentato»...

Contratti di locazione a   concordato: le conseguenze della pattuizioni di un canone  che supera quello massimo definito...
28/08/2026

Contratti di locazione a concordato: le conseguenze della pattuizioni di un canone che supera quello massimo definito dagli accordi territoriali locali



Nei contratti di locazione a canone concordato, se il canone pattuito supera quello massimo definito dagli accordi territoriali locali, la pattuizione è considerata ai sensi dell'articolo 13 della Legge 9 dicembre 1998, n. 431. In tali casi, il conduttore ha il diritto di richiedere la restituzione delle somme versate in eccedenza rispetto al canone massimo stabilito dagli accordi locali. La nullità della clausola che prevede un canone superiore non invalida l'intero contratto, ma comporta la sostituzione del canone pattuito con quello massimo consentito dagli accordi territoriali. Il conduttore può proporre un'azione per la restituzione delle somme indebitamente versate entro sei mesi dalla riconsegna dell'immobile. Inoltre, la giurisprudenza ha confermato che, in caso di superamento del limite massimo del canone, il conduttore può ottenere la restituzione delle somme pagate in eccesso, e il canone deve essere ricondotto ai limiti previsti dagli accordi territoriali

  dell'esecuzione di sfratto per motivi sanitari del conduttore – L'opposizione 617 cpc non è strumento idoneo, prevale ...
28/08/2026

dell'esecuzione di sfratto per motivi sanitari del conduttore – L'opposizione 617 cpc non è strumento idoneo, prevale la tutela della proprietà

L'ordinanza del Tribunale di Roma, resa nell'ambito di un'opposizione agli esecutivi proposta contro una procedura di rilascio, offre un chiarimento netto sui limiti di operatività della tutela cautelare nel processo esecutivo.
Il caso trae origine dall'esecuzione di uno sfratto per morosità già convalidato, rispetto al quale l'occupante aveva chiesto la sospensione dell'esecuzione facendo leva su età avanzata, condizioni di salute, ridotta autosufficienza, modeste risorse economiche e difficoltà nel reperire un diverso alloggio.

n un primo momento il Giudice aveva disposto la sospensione inaudita altera parte, ma, all'esito del contraddittorio, ha revocato tale misura e rigettato l'opposizione.
La motivazione centrale della mancata sospensione risiede, anzitutto, nella natura dell'opposizione ex art. 617 cpc, che serve a denunciare vizi formali degli atti esecutivi o irregolarità del procedimento.
Secondo il Tribunale, l'opponente non aveva indicato alcun vizio del titolo esecutivo, del precetto, del verbale di accesso o di altri atti della procedura, ma aveva fondato il ricorso soltanto sulle proprie condizioni personali e sociali.
Questo profilo è decisivo: il disagio abitativo e la fragilità sanitaria, pur seriamente documentati, non possono essere trasformati in una causa di paralisi dell'esecuzione quando manca una censura processuale tipica sugli atti

Tribunale di Roma rge 80153/2026 – Giudice Cecchini, III sezione

DIRITTI AUTODETERMINATI e IUS NOVORUM  in APPELLO In tema di limiti alla proposizione di domande nuove in  , non viola i...
25/08/2026

DIRITTI AUTODETERMINATI e IUS NOVORUM in APPELLO

In tema di limiti alla proposizione di domande nuove in , non viola il divieto di ius novorum la deduzione, da parte del convenuto dell’acquisto per usucapione, ordinaria o abbreviata, della proprietà dell’area rivendicata da controparte qualora già in primo grado egli abbia eccepito ad altro titolo la proprietà dell’area medesima, in quanto la proprietà e gli altri diritti reali di godimento appartengono alla categoria dei cosiddetti autodeterminati, che si identificano in base alla sola indicazione del loro contenuto e non per il titolo che ne costituisce la fonte, la cui eventuale deduzione non assolve ad una funzione di specificazione della domanda o dell’eccezione, ma è necessaria ai soli fini della prova.

Corte di cassazione, Sezione 2 Civile, sentenza del 18 agosto 2026, n. 24684

25/08/2026

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