03/09/2026
💰 Multare le Big Tech serve a qualcosa? (Spoiler: dei soldi non gliene importa nulla).
Con l'entrata in vigore del Digital Services Act (DSA) e del Digital Markets Act (DMA), l'Europa ha iniziato a fare sul serio: oltre 15 indagini aperte, Meta sotto accusa per l'autoplay e lo scrolling infinito (che creano dipendenza) e TikTok sul banco degli imputati per l'esposizione dei minorenni.
Le sanzioni previste sono colossali: parliamo di multe fino al 6% (con il DSA) e fino al 10% (con il DMA) del fatturato globale, con cifre che raddoppiano in caso di recidiva.
Eppure, c'è una verità giuridica e commerciale che sfugge a molti: alle grandi piattaforme la multa non terrorizza. Per colossi da trilioni di dollari, staccare un assegno all'Unione Europea è solo un fastidioso "costo di gestione".
Il loro vero, assoluto incubo è un altro: l'Europa non ti chiede solo i soldi, ti impone di cambiare il prodotto.
Ti ordina di smontare il design, di disinnescare i meccanismi psicologici, di spegnere le leve da slot machine. E siccome l'algoritmo e il tempo di permanenza sono l'esatto centro del loro modello di business, toccare il design significa prosciugare i profitti alla fonte. La partita vera non si gioca mai sui bonifici, ma sul controllo totale del codice.
👇 Secondo voi l'Europa riuscirà davvero a piegare gli algoritmi di Meta e TikTok, o le piattaforme troveranno l'ennesima scappatoia? Dite la vostra nei commenti.
⚖️ Seguimi per comprendere i tuoi diritti e capire come funziona la macchina. E pretendi sempre, come sempre, una difesa d'autore.