09/10/2026
Un’accusa grave richiede prove solide. È una garanzia per tutti: la sicurezza si tutela accertando le responsabilità.
Un nostro assistito era accusato di avere acquistato e portato in luogo pubblico due Kalashnikov e un mitragliatore. L’accusa si fondava su alcune conversazioni telefoniche intercettate.
Durante un lungo dibattimento, i carabinieri che avevano svolto le indagini sono stati esaminati dal pubblico ministero e controesaminati dalla difesa. Il confronto in aula ha consentito di verificare la ricostruzione accusatoria e gli elementi a suo sostegno.
Il Tribunale collegiale di Napoli, presieduto dalla giudice Isabella Iaselli, ha assolto il nostro assistito.
Come difensori, abbiamo ravvisato il rischio che il giudizio sulla persona, anche alla luce del suo passato, condizionasse la lettura dei fatti. È il pericolo del pregiudizio: cercare conferme a una convinzione anziché metterla alla prova.
Siamo soddisfatti dell’assoluzione e del lavoro svolto. Perché la gravità di un’accusa impone rigore nell’accertamento, e ogni persona deve essere giudicata sulla base delle prove relative ai fatti contestati.
La difesa di un imputato è una cosa seria.