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Milazzo & Romano - Avvocati Penalisti Avvocati penalisti, con studio a Napoli e a Palmi (RC)

Un’accusa grave richiede prove solide. È una garanzia per tutti: la sicurezza si tutela accertando le responsabilità.Un ...
09/10/2026

Un’accusa grave richiede prove solide. È una garanzia per tutti: la sicurezza si tutela accertando le responsabilità.

Un nostro assistito era accusato di avere acquistato e portato in luogo pubblico due Kalashnikov e un mitragliatore. L’accusa si fondava su alcune conversazioni telefoniche intercettate.

Durante un lungo dibattimento, i carabinieri che avevano svolto le indagini sono stati esaminati dal pubblico ministero e controesaminati dalla difesa. Il confronto in aula ha consentito di verificare la ricostruzione accusatoria e gli elementi a suo sostegno.

Il Tribunale collegiale di Napoli, presieduto dalla giudice Isabella Iaselli, ha assolto il nostro assistito.

Come difensori, abbiamo ravvisato il rischio che il giudizio sulla persona, anche alla luce del suo passato, condizionasse la lettura dei fatti. È il pericolo del pregiudizio: cercare conferme a una convinzione anziché metterla alla prova.

Siamo soddisfatti dell’assoluzione e del lavoro svolto. Perché la gravità di un’accusa impone rigore nell’accertamento, e ogni persona deve essere giudicata sulla base delle prove relative ai fatti contestati.

La difesa di un imputato è una cosa seria.

Una pausa al bar, un buon caffè e anche qui due parole sui prossimi obiettivi dello studio.Il nostro lavoro si svolge so...
05/10/2026

Una pausa al bar, un buon caffè e anche qui due parole sui prossimi obiettivi dello studio.

Il nostro lavoro si svolge soprattutto lì, in studio, dove le giornate seguono un’organizzazione precisa.

Riceviamo soltanto su appuntamento telefonico, per garantire a tutti la massima riservatezza e il tempo necessario per sentirsi ascoltati.

Concentriamo gli incontri in alcuni giorni della settimana, lasciando almeno mezz’ora tra un appuntamento e l’altro.

Dedichiamo il resto del tempo allo studio, alle ricerche e alla stesura degli atti difensivi, affiancati da validi colleghi e, quando serve, da consulenti tecnici che ci aiutano ad approfondire gli aspetti specialistici dei casi che ci vengono affidati.

Ma il confronto tra noi prosegue anche durante una pausa.

Come in questa foto: prendiamo un caffè e discutiamo delle idee e dei progetti per lo studio. Perché quando ti scegli una professione come la nostra, in realtà, non smetti mai di lavorare.

Sono pochi i momenti della nostra vita professionale, ma anche personale, che anteponiamo allo svolgimento dei processi ...
25/09/2026

Sono pochi i momenti della nostra vita professionale, ma anche personale, che anteponiamo allo svolgimento dei processi nei quali siamo difensori di fiducia. L’astensione è uno di questi.

Abbiamo aderito alla protesta dell’Unione delle Camere Penali Italiane dal 23 al 29 settembre perché il diritto di difesa, nel nostro ordinamento, è sacrosanto.

Tutto nasce da quanto accaduto nel carcere di Perugia “Capanne”, dove per circa sei mesi sono state ascoltate e registrate anche conversazioni riservate tra detenuti e almeno quindici avvocati.

Colloqui che non avrebbero dovuto essere ascoltati e nei quali si parlava anche di come impostare la difesa.

A mesi di distanza non è ancora stato chiarito fino in fondo come sia potuto accadere, chi abbia ascoltato quelle conversazioni e quali misure siano state prese perché non succeda di nuovo.

La protesta riguarda anche altre scelte che, secondo le Camere Penali, riducono le garanzie dei cittadini e l’emergenza ormai drammatica delle carceri.

Difendere le garanzie non significa difendere i reati. Significa difendere i diritti di tutti.

Questa settimana è arrivato un grande risultato: il magistrato di sorveglianza di Napoli ha dichiarato cessata la “peric...
18/09/2026

Questa settimana è arrivato un grande risultato: il magistrato di sorveglianza di Napoli ha dichiarato cessata la “pericolosità sociale” di un nostro assistito che, dopo aver espiato la pena per reati associativi, era stato sottoposto a due anni di libertà vigilata.

Avevamo già ottenuto la riduzione a un anno attraverso la nostra impugnazione. Una prima vittoria in una situazione che non si prospettava delle migliori. Ora abbiamo anche ottenuto la cessazione della misura, a seguito del riesame della pericolosità sociale.

Nel nostro ordinamento, oltre alle pene, esistono le misure di sicurezza, fondate anche su una valutazione della probabilità che una persona commetta nuovi reati. È questo il punto critico: dopo aver scontato la condanna, si può continuare a subire una limitazione della libertà sulla base di una previsione sul proprio comportamento futuro.

Un meccanismo che riteniamo arcaico e che va contestato ogni volta che il giudizio sulla persona si riduce alla riproposizione dei suoi precedenti, senza riconoscere il percorso compiuto.

La libertà vigilata impone infatti una serie di prescrizioni che limitano gli spostamenti e condizionano la vita quotidiana. Se la pericolosità sociale viene ritenuta persistente, la misura può essere prorogata ripetutamente, con il rischio di prolungare le restrizioni senza un termine certo.

È il rischio che abbiamo evitato al nostro assistito, ottenendo “un giudizio prognostico favorevole in ordine alla fuoriuscita dai circuiti delinquenziali ed all’astensione dalla commissione di ulteriori reati”.

Non chiedevamo indulgenza. Chiedevamo che venisse valutata la persona di oggi, senza inchiodarla ai reati di ieri.

Perché uno Stato che pretende il reinserimento deve anche saperlo riconoscere.

Il professor Alberto Scerbo, docente di Filosofia del diritto all’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, n...
12/09/2026

Il professor Alberto Scerbo, docente di Filosofia del diritto all’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, nella prefazione a Gli infami del passato (Il Capoverso, 2025) scrive che “riflettere sulla politica del diritto costituisce il modo per recuperare la coscienza dello scopo delle istituzioni pubbliche”.

Un aspetto su cui ci soffermiamo spesso nelle nostre discussioni è la simbiosi concettuale tra carcere e periferia.

Le prigioni e le periferie si affermano nella modernità come strumenti attraverso i quali vengono ridefinite le pratiche del potere. Entrambe rispondono, in forme differenti, a una logica di separazione e controllo.

In altre parole, nelle periferie vengono concentrati i ceti subalterni e coloro che sono tacciati di improduttività vengono sbattuti in galera.

Oggi stiamo assistendo all’apoteosi di un fenomeno che affonda le proprie radici nel Cinquecento: il ricorso smodato allo strumento correttivo, e cioè repressivo.

Le istituzioni sono miopi e semisorde e, talvolta, a supplire sono l’associazionismo o le comunità cattoliche di zona.

Diciamo spesso che la gestione dell’ordine pubblico è un tema di natura sociologica e, in quanto tale, va affrontato innanzitutto sul piano politico. Non può essere ridotto a un problema esclusivamente giuridico-penale.

Il rischio è una singolare inversione di ruoli tra politica e magistratura.

I politici invocano pene esemplari, alimentando il populismo punitivo. I magistrati, spesso, finiscono invece col ragionare per categorie: il cosiddetto diritto penale dell’autore.

Nella foto, “la Marinella”, uno splendido rione del borgo marinaro di Bagnara Calabra.

“Ho una gran voglia di uscire e ricominciare da capo”: è stato questo il mantra che ha accompagnato i nostri giorni di v...
04/09/2026

“Ho una gran voglia di uscire e ricominciare da capo”: è stato questo il mantra che ha accompagnato i nostri giorni di vacanza.

Perché è quello che ci ha detto uno dei nostri assistiti nell’ultima telefonata prima della pausa estiva.

Capita non di rado che a darci la forza di perseverare nel nostro lavoro sia proprio la motivazione che alcuni di loro dimostrano nel rimettersi in discussione.

Qualcosa di quasi impossibile, viste le condizioni degli istituti di pena in Italia, dove ad oggi sono ristrette 64 mila persone a fronte di una capienza effettiva di 46 mila posti.

Il principio della rieducazione sembra troppo spesso restare sulla carta, anziché essere l’elemento caratterizzante del sistema-carcere.

Ricominciamo da qui, dalla frase di D. urlataci gioiosamente al telefono. È la giusta dose di positività con cui affrontare un nuovo anno di lavoro e provare a fare sempre meglio.

Buon anno a tutti. Noi ci siamo.

Ormai va di moda il processo in prima serata. Un reato diventa spettacolo prima ancora del vaglio della magistratura, o ...
25/07/2026

Ormai va di moda il processo in prima serata. Un reato diventa spettacolo prima ancora del vaglio della magistratura, o un secondo dopo la sentenza di primo grado. Ma la cronaca non è un'aula di tribunale.

Molti confondono un giudizio parziale con la verità assoluta. Una sentenza diventa un titolo definitivo solo quando non può più essere impugnata. Prima di quel momento, la partita giuridica resta aperta.

Le impugnazioni sono il cuore del nostro sistema di garanzie. Servono a smascherare errori procedurali, contestare motivazioni errate, proporre ricostruzioni alternative dei fatti e sollevare questioni di diritto sostanziale.

Questi giorni che precedono agosto, per i penalisti, non sono l'inizio delle vacanze. Sono giorni di scadenze serrate, appelli da blindare e argomenti da approfondire.

Il lavoro continua, anche davanti a un buon caffè, ma sempre e solo con cognizione di causa.

E con oggi sono 40…Lo stupore che mi suscita il tempo sta soprattutto nel cambiamento rispetto a me stesso: la tranquill...
18/07/2026

E con oggi sono 40…

Lo stupore che mi suscita il tempo sta soprattutto nel cambiamento rispetto a me stesso: la tranquillità al posto del chiasso, la prudenza al posto dell’altruismo a ogni costo, la selezione quasi maniacale degli interlocutori invece dell’intrattenimento estemporaneo.

Alla domanda “Ce lo prendiamo un caffè?”, mi piace rispondere: “Ci devo pensare”.

Un uomo è forte tanto quanto il tempo che trascorre a osservare sé stesso.

Il paradosso della vita, che tra l’altro la rende estremamente interessante, è che impari ad affrontarla con gli strumenti giusti quando sei già più che adulto.

Tante volte vorresti tornare indietro, ripetere alcune scene, cambiare i compagni di viaggio, eliminare qualche pezzo dal copione.

Ma non è possibile. E allora ne fai bagaglio, per vivere al meglio il tempo che hai davanti.

L’esperienza mi ha insegnato che la moneta più forte è essere persone “pulite”.

Puoi anche sfuggire al giudizio degli uomini, ma se hai commesso cattiverie non potrai mai sottrarti a quello della coscienza, o della giustizia divina.

Il karma, prima o poi, presenta il conto. E dormi tranquillo soltanto quando non hai debiti da pagare.

Grazie a tutti per gli auguri. Quattro decenni non sono pochi.

Eppure non mi auguro di vivere il più a lungo possibile. Mi auguro, piuttosto, di restare sempre me stesso.

Negli ultimi due mesi abbiamo ottenuto cinque scarcerazioni su cinque convalide di arresto, cinque assoluzioni e tre arc...
11/07/2026

Negli ultimi due mesi abbiamo ottenuto cinque scarcerazioni su cinque convalide di arresto, cinque assoluzioni e tre archiviazioni.

Sono numeri importanti, non soltanto per i risultati raggiunti, ma perché raccontano il metodo con cui affrontiamo ogni vicenda: studio delle carte, confronto, approfondimento e conoscenza della realtà nella quale maturano i fatti.

I nostri briefing servono proprio a questo. Ci permettono di fare il punto sul lavoro svolto, organizzare le discussioni e individuare gli argomenti più utili per costruire una difesa solida. In periodi intensi come questo, sono anche un modo per incoraggiarci e mantenere alta la concentrazione.

Preparare un processo, infatti, non significa occuparsi soltanto di diritto penale. Allo stesso modo, una gestione più corretta del carcere non può dipendere esclusivamente dalle norme dell’ordinamento penitenziario.

Per comprendere davvero le vicende che affrontiamo bisogna conoscere anche il contesto: il delicatissimo tema dell’occupazione lavorativa, la diffusione delle droghe, i mutamenti strutturali del crimine organizzato e le diverse forme che la violenza assume ormai nelle strade.

Approfondire questi aspetti ci consente di offrire ai nostri interlocutori chiavi di lettura più aderenti alla realtà e di contribuire a provvedimenti giudiziari più consapevoli e coerenti con i fatti.

Andremo avanti su questa strada, ancora per qualche settimana, prima di una doverosa pausa estiva. Chi la dura la vince.

IN BOCCA AL LUPO, RAGAZZI!Una distesa di braccia al cielo, con in mano i telefonini per immortalare una serata che non è...
19/06/2026

IN BOCCA AL LUPO, RAGAZZI!

Una distesa di braccia al cielo, con in mano i telefonini per immortalare una serata che non è una delle tante. Sono le ore che precedono una notte particolare, quella prima degli esami.

Alla vista dei video degli studenti che girano in rete nelle varie città d’Italia, non possiamo nasconderlo: ci siamo emozionati assai.

Siamo stati studenti anche noi, non molto tempo fa. E, tutto sommato, ci sentiamo di esserlo ancora un po’. Perché non si smette mai di imparare, e le prove d’esame sono uno dei primi veri banchi di prova.

Cari ragazzi, quello che vi possiamo suggerire è di darvi sempre da fare. Ve lo diciamo non con la presunzione di chi sta su uno scranno, ma come due amici che ancora oggi camminano, corrono, a volte cadono, poi si rialzano e ricominciano.

Non ci siamo mai fermati.

Per essere qui a vivere il nostro sogno di essere avvocati, abbiamo attraversato giornate lunghe, notti troppo brevi, rinunce, attese, paure, porte chiuse e ripartenze. Masticando carta e inchiostro, divorando manuali e respirando la polvere degli archivi nei sottoscala dei palazzi di giustizia.

Studiate e fatelo bene. Perché la conoscenza, prima ancora di aprirvi una strada, vi porterà a conoscere voi stessi.

Credeteci: non è retorica.

E quando saprete chi siete, potrete affrontare qualsiasi cosa con la stessa leggerezza di quei video. Con lo sguardo al cielo e il cuore sintonizzato sui vostri desideri.

Antonello Venditti è solo un sottofondo, la musica fatela voi.

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