19/05/2026
Come si svolge concretamente la CTU medico-legale in ambito di Responsabilità sanitaria?
Dopo la nomina da parte del Giudice, il CTU fissa il primo incontro peritale, al quale partecipano normalmente le parti, i rispettivi avvocati e, se nominati, i consulenti tecnici di parte.
Durante il primo incontro si svolgono attività molto importanti:
1) viene identificato il paziente;
2) si ricostruisce la storia clinica attraverso l’anamnesi;
3) si discutono i principali passaggi della vicenda sanitaria;
4) viene effettuata, quando necessario, la visita medico-legale;
5) vengono acquisiti o richiamati i documenti clinici già prodotti;
6) i consulenti delle parti possono formulare osservazioni tecniche;
Il CTU può iniziare a verificare se vi siano margini per una possibile conciliazione.
Le parti, infatti, possono nominare propri consulenti tecnici di parte, detti CTP, che hanno il compito di seguire le operazioni peritali, dialogare tecnicamente con il CTU, evidenziare eventuali profili di responsabilità o criticità e tutelare la corretta rappresentazione del caso dal punto di vista medico-legale.
Il CTU esamina la documentazione sanitaria, valuta la condotta dei medici e della struttura, verifica se vi siano stati errori, omissioni, ritardi diagnostici o terapeutici, e accerta se esista un nesso causale tra l’assistenza prestata e il danno lamentato dal paziente.
In concreto esamina:
- cartelle cliniche;
- referti diagnostici;
- immagini radiologiche;
- certificati medici;
- relazioni specialistiche;
- fotografie;
- documentazione relativa alle cure successive;
- osservazioni tecniche dei consulenti di parte.
Alla fine di questo percorso, il CTU deposita una relazione conclusiva, nella quale risponde ai quesiti posti dal Giudice.
La relazione affronta normalmente tre aspetti centrali:
1] se vi sia stato un errore sanitario;
2] se quell’errore abbia causato un danno;
3] quale sia l’entità del danno biologico e delle eventuali conseguenze risarcibili.
Proprio per questo, la CTU rappresenta spesso il momento decisivo del procedimento: non è una semplice formalità, ma il passaggio in cui il caso viene analizzato tecnicamente e prende realmente forma.
Oggi, inoltre, nelle controversie di responsabilità sanitaria, la legge prevede normalmente la nomina di un collegio peritale composto da un medico-legale e da uno specialista della disciplina coinvolta nel caso concreto (ad esempio chirurgo, ortopedico, odontoiatra, ginecologo, cardiologo ecc.).
Questo perché la valutazione richiede sia competenze medico-legali sul danno e sul nesso causale, sia competenze specialistiche tecniche sulla correttezza delle cure e delle procedure eseguite.