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Un intervento edilizio su un edificio storico non è mai solo una questione di verniceprima di agire, verifica sempre se ...
22/06/2026

Un intervento edilizio su un edificio storico non è mai solo una questione di vernice
prima di agire, verifica sempre se esistono dei vincoli

REFERENDUMSi vota domenica 22 e lunedì 23 marzoIl 22 e 23 marzo saremo chiamati a votare per confermare o respingere la ...
18/03/2026

REFERENDUM
Si vota domenica 22 e lunedì 23 marzo

Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a votare per confermare o respingere la Riforma della Magistratura.
Ecco una guida rapida in 5 punti per capire la riforma.
Ricorda, è un referendum costituzionale: NON C’è QUORUM, vince chi riceve più voti indipendentemente dall'affluenza.
Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a votare per confermare o respingere la Riforma della Magistratura.
Ecco una guida rapida in 5 punti per capire la riforma.
Ricorda, è un referendum costituzionale: NON C’è QUORUM, vince chi riceve più voti indipendentemente dall'affluenza.
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE
Giudici e PM: due strade separate
La riforma vieterà il passaggio tra il ruolo di chi giudica (Giudice) e chi accusa (PM), rendendoli due percorsi distinti sin dall'inizio.
Oggi il passaggio è già raro (0,5%), ma con la riforma diventerebbe impossibile per legge, garantendo una netta distinzione di funzioni sin dal concorso per diventare magistrati.
LO SDOPPIAMENTO DEL CSM
Non uno, ma due organi di governo
Nascono due Consigli Superiori della Magistratura distinti: uno per i Giudici e uno per i Pubblici Ministeri.
Entrambi saranno presieduti dal Presidente della Repubblica, ma gestiranno separatamente nomine e carriere della propria categoria.
IL SORTEGGIO E L’ALTA CORTE
Addio al peso delle "correnti"
I membri del CSM saranno scelti tramite sorteggio per ridurre l'influenza politica e delle correnti interne alla magistratura.
Viene inoltre creata un’Alta Corte esterna ai CSM per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati, separando la gestione amministrativa da quella sanzionatoria.

ACCESSO ALLA CASSAZIONE
Rileveranno i meriti, non l’anzianità
I Magistrati non entreranno più in Cassazione per anzianità seguendo una progressione della carriera, ma solo per "meriti insigni" su nomina del CSM giudicante.
L'obiettivo dichiarato è garantire la massima imparzialità e una gestione delle carriere più trasparente ed equilibrata.
E TU COSA NE PENSI?
Ricorda: qualunque sia la tua opinione, oggi più che mai è fondamentale recarsi alle urne, perché “Se non ti occupi di politica, la politica si occuperà di te”
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Movida selvaggia: quando il Comune diventa responsabileCon la sentenza n. 9566/2025, il Tribunale di Milano interviene i...
19/12/2025

Movida selvaggia: quando il Comune diventa responsabile
Con la sentenza n. 9566/2025, il Tribunale di Milano interviene in modo netto sul tema dei danni da movida nel quartiere Lazzaretto–Melzo, condannando il Comune al risarcimento di circa 250.000 euro complessivi in favore dei residenti.
Per i Giudici il diritto al divertimento non può comprimere oltre misura il diritto alla salute, alla sicurezza e alla qualità della vita di chi abita un territorio.
Elemento centrale è il superamento sistematico dei limiti acustici previsti dal piano di classificazione comunale, fissati in 55 decibel nelle ore notturne, ampiamente oltrepassato. Ciò, viola le norme in materia di immissioni intollerabili previste dall’art. 844 c.c., con conseguente diritto al risarcimento del danno in capo ai residenti, stante la compromissione del diritto alla salute quale diritto costituzionalmente garantito e la responsabilità della pubblica amministrazione per omissione, quando l’inerzia si traduce in un danno ingiusto per i cittadini. Il Comune, pur non essendo l’autore materiale dei rumori, è infatti ritenuto responsabile per non aver adottato misure efficaci di prevenzione e controllo.

Se vivi situazioni analoghe, se il rumore, il degrado o l’assenza di risposte da parte delle Istituzioni incidono negativamente sulla tua quotidianità, informarsi è il primo passo per tutelarsi.

“In suo hactenus facere licet, quatenus nihil in alienum immittat”

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RSA, STOP ALLE RETTE PER LE FAMIGLIE DEI MALATI DI ALZHEIMER E DEMENZA SENILECon una sentenza destinata a incidere profo...
28/07/2025

RSA, STOP ALLE RETTE PER LE FAMIGLIE DEI MALATI DI ALZHEIMER E DEMENZA SENILE

Con una sentenza destinata a incidere profondamente sulla vita di migliaia di famiglie, la Corte d’Appello di Milano (sent. n. 1644/2025) ha ribadito un principio ormai consolidato: quando una persona è affetta da Alzheimer o da demenza senile ed è ricoverata in una RSA, le spese devono essere sostenute dal Servizio Sanitario Nazionale, e non dalla famiglia.

Tutto è nato dal ricorso di una famiglia alla quale una RSA lombarda aveva richiesto oltre 26.000 euro per il ricovero dell’anziana madre, affetta da demenza e da altre gravi patologie.
In primo grado, il Tribunale di Milano aveva accolto la richiesta della struttura. La Corte d’Appello ha ribaltato la decisione: tali patologie rientrano nell’ambito della sanità pubblica, e il costo dell’assistenza non può gravare sui parenti del malato.

La decisione milanese si inserisce in un orientamento giurisprudenziale già espresso dalla Cassazione (ex multis, ord. 26943/2024).
Negli ultimi anni, infatti, sempre più famiglie hanno ottenuto dai giudici il riconoscimento del loro diritto a non pagare per cure che devono essere garantite dal sistema sanitario.
Eppure, l’accesso a questi diritti resta spesso un percorso ad ostacoli: molte strutture continuano a richiedere il pagamento, costringendo i familiari a intraprendere cause lunghe e costose.

"Nemo tenetur seipsum curare sine auxilio rei publicae"

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WHATSAPP E LAVORO: IL DATORE PUÒ LICENZIARE PER USO IMPROPRIO DELLA CHAT ?Per la Cassazione il licenziamento è illegitti...
04/04/2025

WHATSAPP E LAVORO: IL DATORE PUÒ LICENZIARE PER USO IMPROPRIO DELLA CHAT ?
Per la Cassazione il licenziamento è illegittimo se basato su chat private
IL FATTO: una dipendente di un’azienda di lusso è stata licenziata per aver condiviso in una chat WhatsApp aziendale un video che ritrae una cliente, deridendola e denigrandola con i colleghi. Il datore di lavoro ha disposto il licenziamento della dipendente, ritenendo il comportamento lesivo per l’immagine del marchio.
IL GIUDIZIO: con la sentenza n. 5334/2025, la Corte di Cassazione ha ribaltato la pronuncia d’Appello, dichiarando illegittimo il licenziamento. Il motivo? Le conversazioni nelle chat private tra colleghi sono tutelate dalla Costituzione all’art. 15, che garantisce libertà e segretezza della corrispondenza, e non possono essere usate per sanzioni disciplinari, a meno che non comportino violazioni dirette del rapporto di lavoro o configurino reati.
La sentenza rafforza il concetto di privacy e pone un freno all’uso indiscriminato delle comunicazioni digitali da parte delle aziende. I datori di lavoro, quindi, non possono monitorare o utilizzare conversazioni private come prova disciplinare, che possono riguardare chat o social network in generale.

“Epistula non erubescit”

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CHAT CONDOMINIALI: IMPLICAZIONI IN TEMA DI PRIVACY I gruppi WhatsApp tra condomini sembrano una soluzione comoda per dis...
29/03/2025

CHAT CONDOMINIALI: IMPLICAZIONI IN TEMA DI PRIVACY
I gruppi WhatsApp tra condomini sembrano una soluzione comoda per discutere problemi, segnalare guasti o organizzare riunioni, tuttavia devono essere utilizzati nel modo corretto per non rischiare problemi legali.
• Il valore delle chat: esse non sostituiscono comunicazioni ufficiali. l’amministratore di condominio, in base all’articolo 1129 Codice civile, è tenuto a gestire le comunicazioni condominiali secondo precise modalità formali
• Aggiungere un condomino senza il suo consenso è vietato dal GDPR. Ogni partecipante deve essere informato e dare il suo consenso all’inserimento nel gruppo Whatsapp, ai sensi dell’art. 13 GDPR.
• Parlare di morosità o problemi personali viola la legge sulla privacy. I dati sensibili non possono essere condivisi senza una finalità legittima.
• È illegittimo convocare un'assemblea in chat. La legge impone regole precise come previsto dall’art. 1129 c.c. e art. 66 disp. att. c.c.
• Usare parole offensive potrebbe essere diffamazione. La Cassazione con ordinanza 29203/2024 ha chiarito che certe accuse online possono diventare un vero problema legale.
Le chat possono essere utili, ma attenzione a come vengono usate! L’amministratore del Condominio è tenuto a rispettare le normative sulla privacy e ogni condomino deve essere consapevole dei propri diritti oltre che dei rischi sull’utilizzo dei gruppi WhatsApp, con situazioni che possono comportare il diritto al risarcimento del danno.
“Communio est mater rixarum”
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CASA CONIUGALE - IMMOBILE CONCESSO IN COMODATO - OPPONIBILITÀ AI TERZI🏠 Può spesso accadere che i genitori concedano al ...
19/03/2025

CASA CONIUGALE - IMMOBILE CONCESSO IN COMODATO - OPPONIBILITÀ AI TERZI

🏠 Può spesso accadere che i genitori concedano al proprio figlio di trasferirsi presso una seconda abitazione di proprietà, ivi trasferendovi la residenza. Successivamente il figlio potrebbe metter su famiglia, sposandosi e divenendo a propria volta padre, adibendo l’abitazione concessa gratuitamente dai propri genitori a casa familiare.
👨🏻‍⚖️ Rilevanti problemi si verificherebbero nel caso di successiva crisi coniugale della coppia, che potrebbe facilmente sfociare in una separazione personale con contestuale assegnazione della casa coniugale a favore della moglie e madre con figli minori.
🤝🏼 Nel corso degli anni si è assistito a situazioni in cui i suoceri, fraudolentemente e con il solo fine di chiedere alla nuora il rilascio, vendessero fittiziamente l’immobile a terzi. I terzi acquirenti, di conseguenza, avrebbero potuto domandare facilmente il rilascio dell’immobile, vista la precarietà e l’inopponibilità del comodato, ai sensi dell’art. 1809 c.c.
⚖️ Oggi, tuttavia, in virtù dell’art. 337 sexies c.c., è possibile trascrivere il provvedimento di assegnazione della casa coniugale nella Conservatoria dei Registri immobiliari, così da renderlo opponibile ai terzi acquirenti dell’immobile.
⚖️ Ad ogni modo, da un’interpretazione estensiva dell’art. 6, c. 6 della Legge sul divorzio, la Cassazione ritiene (oggi pacificamente) che anche qualora non trascritto, il provvedimento sia comunque opponibile ai terzi per almeno 9 anni, al pari dei contratti di locazione (Cass. S.U. 11096/2002).
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Nemo commodando rem facit eius, cui commodat

SPESE CONDOMINIALI - LA SOLIDARIETÀ TRA ACQUIRENTE E VENDITORE🏠 Nel caso di acquisto di una proprietà immobiliare facent...
19/03/2025

SPESE CONDOMINIALI - LA SOLIDARIETÀ TRA ACQUIRENTE E VENDITORE

🏠 Nel caso di acquisto di una proprietà immobiliare facente parte di un Condominio, l’acquirente è solidalmente responsabile assieme al venditore del pagamento delle spese condominiali relative alle due annualità precedenti al rogito ai sensi dell’art. 63 delle Disposizioni di attuazione del Codice Civile.
🔃 La norma indicata vuole garantire la continuità e la sostenibilità economica del Condominio, prevenendo situazioni di insolvenza che potrebbero gravare sui condomini in regola.
Il vincolo di solidarietà, infatti, implica che l’amministratore possa rivalersi – e quindi pretendere il pagamento delle spese condominiali ancora insolute - sia sull’acquirente che sul venditore (nel limite comunque di due annualità). Questa disposizione si applica sia alle spese ordinarie che a quelle straordinarie, rendendo l’acquirente responsabile di eventuali debiti accumulati dal precedente proprietario.

👨🏻‍⚖️ Peraltro, va ricordato che un eventuale accordo fra acquirente e venditore derogatorio a tale principio non potrà essere opposto al Condominio (Cassazione n. 13505/2019).
⚠️ L’acquisto di un appartamento in Condominio, quindi, non esime l’acquirente dal rispondere dei debiti accumulati dal venditore e devono essere sempre tenuti in considerazione nell’ambito della compravendita, avvalendosi di un professionista esperto in materia, che potrà prendere visione del bilancio condominiale e valutare ogni altra documentazione rilevante ai fini della miglior tutela dell’acquirente.
Se state valutando un acquisto e necessitate di una consulenza
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Singuli solidum debent, unum debent omnes

LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE IN MALATTIA - PRESUPPOSTI E LIMITIIl licenziamento di un lavoratore in stato di malattia è ...
19/03/2025

LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE IN MALATTIA - PRESUPPOSTI E LIMITI
Il licenziamento di un lavoratore in stato di malattia è un tema delicato e complesso, che solleva interrogativi sia di natura giuridica che etica. La Legge italiana tutela il lavoratore malato, ma esistono situazioni specifiche in cui un datore di lavoro può legittimamente procedere al licenziamento?
⚖️ La tutela del lavoratore è principalmente garantita dall’art. 2110 c.c., che stabilisce il divieto di licenziamento durante il periodo di malattia. Allo stesso modo, il D.Lgs. 151/2001 prevede specifiche misure di protezione per i lavoratori in situazione di incapacità temporanea.
Esistono però alcune circostanze in cui il datore di lavoro può licenziare un dipendente malato, come nei casi di:
🔴 Scadenza del Periodo di Comporto: La legge prevede un periodo di conservazione del posto di lavoro che varia a seconda della tipologia di contratto e della durata della malattia. Se il lavoratore è assente per un periodo prolungato (ad esempio, oltre i 180 giorni per le malattie di lunga durata), il datore di lavoro può considerare il licenziamento.
🔴 Giustificato motivo oggettivo: In alcuni casi, un licenziamento può avvenire per motivi economici o organizzativi, come la ristrutturazione aziendale. Tuttavia, è necessario dimostrare che la malattia del lavoratore ha inciso negativamente sull’andamento dell’azienda.
🔴 Inidoneità fisica al Lavoro: Se un medico competente attesta che un lavoratore non è più in grado di svolgere le mansioni richieste, il datore di lavoro può procedere al licenziamento.
🔴 Comportamento Scorretto o Fraudolento: Se il lavoratore si assenta per malattia ma contemporaneamente svolge attività lavorativa altrove, il datore di lavoro può procedere al licenziamento per giusta causa.
❗️Il licenziamento di un lavoratore in malattia deve seguire una procedura specifica per essere considerato legittimo. Deve, innanzi tutto essere notificato per iscritto e rispettare i termini di preavviso previsti dalla Legge. In alcuni casi, inoltre, è obbligatoria la consultazione con i rappresentanti sindacali prima di procedere al licenziamento.

RC AUTO: LESIONI AL PASSEGGERO E CONDUCENTE IN STATO DI EBBREZZA🚙 In caso di sinistro stradale il passeggero ha diritto ...
19/03/2025

RC AUTO: LESIONI AL PASSEGGERO E CONDUCENTE IN STATO DI EBBREZZA
🚙 In caso di sinistro stradale il passeggero ha diritto al risarcimento dei danni per le lesioni personali subiti e anche nel caso in cui il conducente fosse in stato di ubriachezza?
👨🏻‍⚖️ Il quesito trova spunto da una recente pronuncia della Cassazione Civile (sent. n. 24920/2024), che è tornata ad affrontare il tema, dovendo giudicare un caso concreto in cui i giudici di primo e secondo grado attribuirono al passeggero danneggiato un concorso di colpa del 50%, per avere accettato di lasciarsi trasportare da persona di cui era evidente lo stato di ebbrezza.
👉🏼 Il concorso di colpa ha pertanto ridotto drasticamente l’ammontare del risarcimento del danno spettante al passeggero trasportato.
⚖️ Il Tribunale e la Corte d’Appello, infatti, avevano ritenuto applicabile l’art. 1227 c.c., il quale prevede che il risarcimento è diminuito laddove uno dei co-partecipanti al fatto abbia concorso in qualche modo a cagionare il danno. I giudici di prime cure avevano cioè considerato la condotta del passeggero, cosciente dello stato di ubriachezza del guidatore, alla stregua di una cooperazione nel sinistro, per aver accettato l’eventualità dell’incidente alla luce dello stato fisico dell’amico.
👨🏻‍⚖️ La Cassazione, viceversa, da una lettura conforme alle interpretazioni della Corte di Giustizia dell’UE, ha precisato che l’art. 1227 c.c. non consente di ritenere che sia sempre e necessariamente in colpa la persona che ha accettato di essere trasportata a bordo di un veicolo da parte di un soggetto in stato di ebbrezza.
Spetterà dunque al Giudice valutare caso per caso, in quale misura la condotta della vittima possa dirsi concausa del sinistro.
🔴 In ogni caso, non sarà possibile escludere interamente il diritto al risarcimento spettante al trasportato nei confronti dell’Assicurazione del veicolo coinvolto.

Quod quis ex sua culpa damnum sentit, damnum sentire non videtur

Indirizzo

Strada Per Leno, 2
Manerbio
25025

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