Assistenza Anziani Servizi Parma

Assistenza Anziani Servizi Parma Forniamo supporto ed Assistenza qualificata alla Persona Anziana ed alla Famiglia. Offriamo Consulenze familiari mirate e selezioni professionali di personale.

LA TUA SERENITA' E' IL NOSTRO OBIETTIVO

Raccontateci le vostre piccole vittorie! 💙Per chi di noi convive con la demenza o assiste un familiare a casa, a volte s...
08/06/2026

Raccontateci le vostre piccole vittorie! 💙

Per chi di noi convive con la demenza o assiste un familiare a casa, a volte sono proprio i momenti più piccoli a significare di più.

Che si tratti di ridere insieme a chi amiamo, di prendersi un momento per se stessi o di riuscire a fare qualcosa che credevamo ormai impossibile.

Magari questa settimana siete riusciti a fare un salto a fare la spesa da soli?

Oppure avete tirato fuori quel vecchio album di foto che ha fatto nascere una lunga chiacchierata sui vecchi amici?

O forse i figli sono passati a trovare il vostro caro, lasciandovi un'ora libera per bere un caffè in santa pace?

Oggi noi vogliamo dare spazio ai piccoli successi che hanno illuminato la vostra giornata.

Lasciate un commento qui sotto con le vostre piccole vittorie. Aiutiamoci a vicenda a superare questa giornata, un piccolo passo alla volta



Alzheimer's Association Alzheimer's Society Alzheimer Nederland CGTNEurope BBC ABC News

🎥 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐜𝐚𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐝𝐚𝐧𝐭𝐢/𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢: 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 (𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚)Vedo molta confusione sull’uso delle t...
07/06/2026

🎥 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐜𝐚𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐝𝐚𝐧𝐭𝐢/𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢: 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 (𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚)

Vedo molta confusione sull’uso delle telecamere nelle abitazioni private quando è presente una badante o un assistente familiare, soprattutto nel contesto dell’assistenza a persone con Alzheimer o non autosufficienti.

Provo a riassumere in modo semplice cosa prevede la normativa italiana.

✅ 𝐄̀ 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐜𝐚𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐚?

𝐒𝐢̀.

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali chiarisce che l’installazione di telecamere nella propria abitazione per finalità di sicurezza personale o tutela di familiari fragili è consentita.

👉 In questo caso si applica la cosiddetta “esenzione domestica” dal GDPR, cioè la normativa privacy non si applica come in aziende o contesti pubblici.

📌 Fonte: Garante Privacy – videosorveglianza domestica

⚠️ 𝐌𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐞 𝐜’𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐝𝐚𝐧𝐭𝐞 (𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨)

Quando è presente una badante, baby sitter o colf, la casa diventa anche luogo di lavoro.

In questo caso valgono regole importanti:

* la badante deve essere informata della presenza delle telecamere

* le telecamere devono essere visibili (non nascoste)

* non si possono riprendere bagno, camera personale o spazi intimi

* le immagini devono essere usate solo per sicurezza e tutela dell’assistito

* non devono essere usate per controllo “continuo e punitivo” del lavoratore

📌 Riferimenti:

* Regolamento UE 2016/679 (GDPR)
* Art. 4 Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970)
* Provvedimenti e linee guida del Garante Privacy

❗ 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗳𝗿𝗮𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗼

Non è vero che “serve sempre autorizzazione preventiva” in casa privata.

✔ Non serve autorizzazione del Garante
✔ Non serve autorizzazione generale
❗ Ma serve rispetto di informazione, correttezza e limiti di ripresa

👉🏻💜 𝐈𝐧 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞

𝐏𝐞𝐫 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐢:

* informare sempre per iscritto la persona che lavora in casa

* installare telecamere solo in aree comuni (salotto, ingresso, cucina)

* evitare qualsiasi forma di videosorveglianza “occulta”

* chiarire tutto nel contratto o accordo iniziale



❤️ 𝐍𝐨𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 (𝐝𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐞𝐠𝐢𝐯𝐞𝐫 𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐞𝐠𝐢𝐯𝐞𝐫)

In questi contesti non si parla solo di legge, ma anche di fiducia e tutela reciproca. Le telecamere possono essere uno strumento di sicurezza, ma non devono mai sostituire rispetto e comunicazione.

Cristina

"Perché mi fa sempre la stessa domanda?"La ripetizione continua di una frase o di un gesto può sfinire, ma non è una pro...
06/06/2026

"Perché mi fa sempre la stessa domanda?"

La ripetizione continua di una frase o di un gesto può sfinire, ma non è una provocazione. Spesso è l'unico modo che resta a chi ha l'Alzheimer per comunicare ansia, noia o un fastidio fisico.

Come associazione vi siamo vicini tra le mura di casa. Nella nostra grafica abbiamo racchiuso 5 consigli pratici per ritrovare la calma:

Trova il bisogno: La ripetizione può nascondere fame, freddo o paura.

Non correggere: Dire "Te l'ho già detto" aumenta la frustrazione. Rispondi sempre come se fosse la prima volta.

Sposta l'attenzione: Rompi il loop con un'attività piacevole, come un disegno, vecchie foto o della musica.

Osserva i dettagli: Nota se il comportamento si accende sempre alla stessa ora o se c'è troppa confusione.

Crea sicurezza: Una stanza silenziosa o una coperta sensoriale offrono un sollievo immediato.

Ogni percorso è unico e questi spunti non sostituiscono il parere dei medici e dei professionisti.

Nessuno deve affrontare questo cammino da solo. Un piccolo consiglio visivo può fare la differenza e portare un momento di serenità nella giornata di una famiglia.

Noi ci siamo, un passo alla volta.



CGTNEurope CBS News Alzheimer Nederland Alzheimer's Caregiver Support

ALZHEIMERE alla fine s’impara anche a scriverlo correttamente: alzheimer.S’impara che non è il medico tedesco delle barz...
05/06/2026

ALZHEIMER
E alla fine s’impara anche a scriverlo correttamente: alzheimer.
S’impara che non è il medico tedesco delle barzellette.
S’impara ad incassare quel pugno nello stomaco ad ogni battuta inconsapevole riferita ad una persona un po’ sbadata: “se vai avanti così ti viene l’alzheimer”
s’impara la rabbia, la disperazione, l’impotenza.
Non si impara ad accettarlo, forse s’impara a conviverci.
S’impara, inermi, a vedere andare in frantumi la Sua dignità.
S’impara a sentirsi chiamare mamma da chi nonna si faceva chiamare
s’impara a sentirsi dire: “scusi, ma lei chi è?”.
S’impara a sentirsi domandare, da chi cucinava per te, come si mettono i bicchieri sulla tavola.
S’impara ad indossare camicie stese per i polsini.
S’impara a spiarla di nascosto mentre va a buttare il pattume perché poi smarrisce la strada del ritorno.
S’impara, si deve imparare, a non arrabbiarsi quando dimentica le cose, fa pasticci e confonde gli oggetti.
S’impara a non contraddire
s’impara a rispondere all’aggressività con una carezza.
S’impara a sorridere anche quando piangi dentro.
S'impara a sciacquare dentiere
s'impara a lavare il Suo corpo.
S’impara la naturalezza di ogni gesto,
s’impara a mettere pannolini,
s’impara ad armeggiare con ossido di zinco e rossori.
S’impara ad imboccare ,s'impara il ritmo perfetto tra un cucchiaino di cibo e l’altro.
S’impara ad accettare che quel cibo ti toccherà frullarlo come un omogeneizzato.
S'impara a calibrare la giusta boccata d'acqua affinché non vada di traverso.
S'impara ad accettare che quell’acqua ti toccherà raddensarla come gelatina.
S'impara, si deve imparare, a non arrabbiarsi quando non mangia ,mangerà domani, quel domani che non ci sarà ,quando la capacità di deglutire sarà compromessa.
S’impara… Si cerca di imparare a capire se ha freddo, caldo, fame o sete.
S’impara a parlare di tutto e di niente
s’impara a non avere risposte.
S’impara a rassicurarla anche quando di rassicurante c’è ben poco,
s’impara ad accettare il silenzio della sua bocca e del suo sguardo,
s’impara a parlarle, nonostante tutto.
S’impara a dare abbracci e baci che non possono essere ricambiati,
s’impara a dirle ti voglio bene sempre e comunque.
S'impara a fare punture, s'impara a farne tante.
S’impara ad avere paura, paura di un colpo di tosse. paura che soffochi.
S’impara a dire che sarebbe giusto che chiudesse gli occhi ormai.
S’impara a sentirsi in colpa per averlo pensato.
S’impara a fare i conti con il vuoto.

Erika Corgh

04/06/2026
Con l'aumento delle temperature e gli avvisi meteo è utile ricordare che il caldo può incidere significativamente sul be...
03/06/2026

Con l'aumento delle temperature e gli avvisi meteo è utile ricordare che il caldo può incidere significativamente sul benessere di chi vive con una demenza. La termoregolazione e la percezione della sete possono essere compromesse, rendendo necessarie alcune accortezze pratiche.
Ecco 6 azioni concrete per supportare le persone fragili in questi giorni:
👕 Abbigliamento: Privilegiare capi leggeri, in fibre naturali e colori chiari.
🏠 Gestione degli ambienti: Tenere tende e persiane chiuse durante il giorno, specialmente nelle stanze esposte a sud. Arieggiare solo la sera quando la temperatura esterna scende.
☀️ Esposizione solare: Evitare le uscite nelle ore più calde (11:00-15:00). Se si esce, cercare sempre zone d'ombra e proteggere la pelle.
🚿 Raffreddamento corporeo: Favorire docche tiepide o l'uso di panni umidi su viso e collo per abbassare la temperatura corporea in modo graduale.
💧 Idratazione e alimentazione: Non aspettare lo stimolo della sete. Offrire acqua regolarmente e proporre alimenti ricchi di liquidi (anguria, frutta di stagione, gelati, centrifughe).
🤝 Rete di prossimità: Se si assiste una persona a distanza, coordinarsi con un vicino o un amico per un controllo periodico. Una visita breve può essere un importante monitoraggio di sicurezza.
La gestione del rischio non richiede eroismo, ma attenzione costante e metodo.
👇 Quali strategie adottate voi per gestire il caldo con i vostri familiari? Confrontiamoci nei commenti con consigli pratici.



Alzheimer Nederland CGTNEurope Alzheimer's Caregiver Support ANSA.it Alzheimer's Association CBS News

💩Stasera, parlando privatamente con una persona di questo gruppo, siamo arrivati a una riflessione che credo riguardi mo...
02/06/2026

💩Stasera, parlando privatamente con una persona di questo gruppo, siamo arrivati a una riflessione che credo riguardi moltissime famiglie.

In Italia si stima che oltre 1 milione di persone convivano con una forma di demenza e che circa 600.000 siano affette da Alzheimer. Dietro questi numeri ci sono milioni di familiari che assistono ogni giorno un genitore, un coniuge, un fratello o una sorella.

🟪 Ora facciamo un esempio concreto.

🟣 Una persona lavora onestamente per 40 o 45 anni. Versa contributi, paga tasse, costruisce una casa, mette da parte qualche risparmio rinunciando spesso a viaggi, vacanze e tanti piccoli piaceri della vita. Lo fa perché crede che un giorno quei sacrifici gli garantiranno una vecchiaia dignitosa.

Poi arriva l’Alzheimer.

Da quel momento inizia una battaglia che non è soltanto sanitaria, ma anche economica, psicologica e sociale.

Visite neurologiche, geriatriche, esami, fisioterapia, assistenza continua, farmaci, integratori spesso non rimborsati, badanti, giornate di lavoro p***e dai familiari, notti insonni e uno stress che chi non vive questa esperienza difficilmente può comprendere.

Quando infine si arriva al punto in cui l’assistenza domiciliare non è più sufficiente e si rende necessario l’ingresso in una RSA, molte famiglie scoprono una realtà durissima.

𝐋𝐞 𝐫𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞. 𝐄𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐥’𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐨-𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚: 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐡𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐮𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐨𝐧𝐞𝐬𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.

𝐄 𝐪𝐮𝐢 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚.

𝑬̀ 𝒈𝒊𝒖𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒎𝒂𝒍𝒂𝒕𝒕𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒗𝒂𝒔𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆, 𝒊𝒓𝒓𝒆𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒂 𝒅𝒂 𝒏𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒃𝒃𝒂 𝒗𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒖𝒎𝒂𝒕𝒊 𝒊 𝒔𝒂𝒄𝒓𝒊𝒇𝒊𝒄𝒊 𝒅𝒊 𝒖𝒏’𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒂?

𝑬̀ 𝒈𝒊𝒖𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒃𝒃𝒂 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒗𝒆𝒓𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒈𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒖𝒓𝒆 𝒅𝒊𝒈𝒏𝒊𝒕𝒐𝒔𝒆 𝒂 𝒖𝒏 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒐 𝒄𝒂𝒓𝒐?

𝑬̀ 𝒈𝒊𝒖𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒉𝒊 𝒉𝒂 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒂𝒓𝒎𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒗𝒆𝒏𝒈𝒂 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒊𝒔𝒐𝒓𝒔𝒂 𝒅𝒂 𝒄𝒖𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒏𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒂𝒍𝒍’𝒖𝒍𝒕𝒊𝒎𝒐 𝒆𝒖𝒓𝒐 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒂𝒊𝒖𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒓𝒆𝒕𝒐?

𝑬 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒕𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐:

𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒊𝒍 𝒕𝒆𝒎𝒂 𝑨𝒍𝒛𝒉𝒆𝒊𝒎𝒆𝒓 𝒔𝒆𝒎𝒃𝒓𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒎𝒂𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒂 𝒆𝒎𝒆𝒓𝒈𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆?

𝑷𝒂𝒓𝒍𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒊 𝒐𝒍𝒕𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒎𝒂𝒍𝒂𝒕𝒊 𝒆 𝒅𝒊 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒊 𝒄𝒐𝒊𝒏𝒗𝒐𝒍𝒕𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆.

🟣 Parliamo di una patologia che non distrugge soltanto la memoria di una persona, ma mette in ginocchio intere famiglie.

🟪 La ricerca è fondamentale.
Le malattie rare meritano attenzione.
La solidarietà è un valore assoluto.

Ma mi chiedo: chi rappresenta davvero le famiglie dell’Alzheimer?

Chi porta nelle sedi istituzionali la voce di chi assiste un malato 24 ore su 24?

Chi parla di chi è costretto a lasciare il lavoro?

Chi parla dei caregiver che si ammalano di stress, depressione e isolamento?

Chi parla di chi vede svanire i risparmi di una vita per pagare una retta?

Perché la sensazione, molte volte, è quella di essere invisibili.

𝑬 𝒂𝒍𝒍𝒐𝒓𝒂 𝒍𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒊𝒗𝒐𝒍𝒈𝒐 𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒗𝒐𝒊 𝒆̀ 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒆:

𝑪𝒐𝒔𝒂 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂𝒕𝒊?

𝑪𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒂𝒓𝒆 𝒂 𝒔𝒄𝒓𝒊𝒗𝒆𝒓𝒆?

𝑹𝒂𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒇𝒊𝒓𝒎𝒆?

𝑪𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒐𝒓𝒅𝒊𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒆?

𝑴𝒂𝒏𝒊𝒇𝒆𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒅𝒂𝒗𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊?

🟣 Perché in altri Paesi, quando milioni di cittadini ritengono che una questione sia importante, riescono a trasformarla in una priorità politica. In Italia, invece, troppo spesso ci limitiamo a sopportare in silenzio.
Un esempio: la Francia.

💔Io non ho la soluzione.

So soltanto che oggi l’Alzheimer può colpire chiunque.

E quando arriva, non distrugge soltanto la memoria di una persona.

Può distruggere la serenità, la salute e la stabilità economica di un’intera famiglia.

𝐕𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐭𝐞? 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐦𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐀𝐥𝐳𝐡𝐞𝐢𝐦𝐞𝐫 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐞 𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨?

Secondo voi, quanto è importante che una città diventi una "Comunità Dementia Friendly"? 💙Spesso, quando si parla di dem...
31/05/2026

Secondo voi, quanto è importante che una città diventi una "Comunità Dementia Friendly"? 💙

Spesso, quando si parla di demenza, ci si concentra giustamente sulle terapie, sulla gestione medica e sulla quotidianità tra le mura di casa. Ma c'è un pezzo fondamentale che non può essere lasciato indietro: la società in cui viviamo. Che impatto ha il mondo esterno sulla vita di una famiglia?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) lo ha messo nero su bianco nelle sue linee guida globali: la creazione di comunità inclusive, accoglienti e formate non è un optional, ma una necessità di salute pubblica urgente per garantire dignità ai pazienti e un reale sollievo alle loro famiglie. ( Fonte: WHO, Global action plan on the public health response to dementia).

Noi come associazione crediamo in questa visione

Crediamo che una famiglia non debba mai isolarsi per paura del giudizio o per il timore che il proprio caro si trovi in difficoltà in un negozio, in banca o su una panchina. Sappiamo perfettamente che ogni situazione è unica, complessa e richiede risposte personalizzate, e che l'affetto della comunità non sostituisce il supporto dei professionisti sanitari. Ma una rete sociale preparata e formata – un commerciante che sa come tendere la mano, un cittadino che sa ascoltare – fa tutta la differenza del mondo: alleggerisce il carico emotivo di chi assiste e restituisce piccoli spazi di libertà.

Tornando alla domanda iniziale, ci piacerebbe moltissimo ascoltare il vostro parere: secondo la vostra esperienza, quanto conta poter contare su una comunità preparata? Quale piccolo gesto o attenzione, da parte di un negoziante o di un vicino di casa, farebbe davvero la differenza nella vostra quotidianità?



Federazione Alzheimer Italia Alzheimer's Association Alzheimer Nederland Alzheimer's Caregiver Support Alzheimer's Society CGTNEurope BBC World Health Organization (WHO)

Sicurezza operativa: corso di autodifesa. Questo evento è promosso dall’Opi (Ordine delle Professioni Infermieristiche) ...
29/05/2026

Sicurezza operativa: corso di autodifesa. Questo evento è promosso dall’Opi (Ordine delle Professioni Infermieristiche) di Terni, che ne condivide la locandina sulla propria pagina Facebook. “Siamo orgogliosi di aver organizzato questa iniziativa formativa – afferma il comunicato – progettata per affrontare il problema delle aggressioni nei confronti del personale sanitario”. Si tratta della prima edizione del corso, con una seconda già prevista per settembre. A giugno si svolgeranno tre incontri, ciascuno focalizzato su livelli formativi diversi: base, avanzato e specialistico. Le lezioni saranno condotte da istruttori della Fijlkam Umbria (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali). “I partecipanti all’evento – si legge ancora – comprenderanno trenta infermieri e infermieri pediatrici iscritti all’Opi, oltre a venti medici iscritti all’Omceo di Terni.

La sicurezza è oggi un diritto fondamentale per ogni professionista. Le attuali condizioni sociali hanno messo in luce nuove esigenze di sicurezza personale e autoprotezione. Le cronache segnalano un aumento sia nella frequenza che nella gravità delle aggressioni verbali e fisiche contro il personale sanitario e sociosanitario, rendendo questo problema impossibile da ignorare”. È significativo notare che nel 2025 in Umbria si sono registrati 211 incidenti di aggressione, coinvolgendo 281 operatori.

Questi dati rimangono stabili rispetto al 2024, ma mostrano un incremento del 40% rispetto al 2023. “È particolarmente preoccupante – ha affermato la governatrice Stefania Proietti durante il convegno “Curare senza paura“ della Fnomceo a marzo scorso – l’aumento delle aggressioni fisiche, oltre a quelle verbali: da 43 a 57. Il 66% delle vittime sono donne. Gli infermieri costituiscono il 64%, mentre medici e chirurghi rappresentano il 20%”.

Indirizzo

Via Pellegri 14 Langhirano
Langhirano
43013

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 20:10
Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 20:00
Sabato 10:00 - 20:00
Domenica 10:00 - 20:00

Telefono

+393703136258

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