23/03/2026
Il popolo è sovrano e oggi ha deciso: annullare la riforma della giustizia.
Mi domando però: il popolo ha davvero compreso questa riforma?
Me lo auguro, perché solo da una piena consapevolezza può ripartire un serio percorso di riforma della giustizia.
In questi mesi ho incontrato tanti cittadini, tra Fano e Pesaro, ogni sabato da inizio febbraio fino al 14 marzo, cercando di spiegare i contenuti della normativa.
Quello che ho percepito, purtroppo, è stato un dato chiaro: molti associavano il “NO” alla sinistra e il “SÌ” alla destra, senza conoscere nel merito la riforma. Questo è il mio unico vero rammarico.
Anche i convegni ai quali ho partecipato come relatore erano spesso organizzati da forze politiche. Forse sarebbe stato più utile promuovere tavoli tecnici tra avvocati e magistrati.
E invece, anche nei pochi confronti visti in TV, ho assistito a interventi non tecnici, spesso fondati su timori e suggestioni: si è parlato di ingerenze del Governo nella magistratura, si è arrivati persino ad etichettare chi votava “SÌ” come appartenente a logge o portatore di disegni “criminali”.
Come diceva mia nonna: la paura fa 90.
Ribadisco: il popolo è sovrano e la sua decisione va rispettata.
Mi auguro però che sia stata una scelta consapevole, basata sulla lettura e comprensione della riforma. La realtà che ho riscontrato sul territorio, purtroppo, è diversa: pochi erano davvero interessati ad approfondire il testo dal punto di vista tecnico.
Ad ogni modo, questa riforma oggi non ci sarà.
Ma io, come avvocato, continuerò a lavorare affinché una riforma della giustizia venga realizzata, con un unico obiettivo: una maggiore tutela dei cittadini!