Avvocato Gian Luca Dell'Amico

Avvocato Gian Luca Dell'Amico Appassionato di tecnologia, mi occupo principalmente di diritto penale.

Ho conseguito la Laurea presso l’Università di Pisa con la tesi: “La nuova figura del delinquente nei reati sessuali perpetrati con minori“. L'elaborato sperimentale affrontava il tema della violenza sessuale e della pedofilia applicata alle nuove tecniche derivanti dal mondo digitale, ed è pubblicato sul sito Academia.edu. Dal 2018 sono collaboratore esterno, in qualità di tutor, della Fondazione

Scuola Forense Alto Tirreno di Pisa (PI). Dall'anno scolastico 2019/2020 sono stato scelto dalla Camera Penale di Massa Carrara come docente in materia di Legalità e cybersecurity presso le scuole medie inferiori e superiori della Provincia di Massa Carrara nell’ambito del progetto M.I.U.R. – Unione Camere Penali Italiane. Sono direttore del Comitato scientifico della Camera Penale di Massa Carrara “Carlo Nino Pennucci”. La tecnologia mi appassiona molto e tendo a sfruttarla anche nella professione, mettendola al servizio del Cliente. Mi occupo principalmente di diritto penale, in particolare, di colpa medica, diritto penale societario e delitti contro la pubblica amministrazione, contro la famiglia, le persone ed il patrimonio.

I Trofeo AIGA Massa Carrara padel.Grazie a  per aver organizzato una giornata pazzesca!
23/11/2025

I Trofeo AIGA Massa Carrara padel.
Grazie a per aver organizzato una giornata pazzesca!

Essere AIGA significa credere nell’amicizia e nel futuro dell’avvocatura: supportare il talento, promuovere il merito, i...
17/11/2025

Essere AIGA significa credere nell’amicizia e nel futuro dell’avvocatura: supportare il talento, promuovere il merito, investire nella formazione e nell’impegno civico.

Complimenti e buon lavoro al nuovo Presidente e complimenti ad . Che viaggio meraviglioso é stato.

Ora guardiamo avanti con rinnovato entusiasmo consapevoli che, anche quando il voto non premia, il valore rimane e si trasforma in forza per il futuro.

Chiudiamo il cerchio con il Consiglio Direttivo Nazionale di Genova.L’  al centro del dibattito. Che grandi sfide ci att...
06/10/2025

Chiudiamo il cerchio con il Consiglio Direttivo Nazionale di Genova.
L’ al centro del dibattito. Che grandi sfide ci attendono!

Grazie per l’ospitalità

L’articolo che parla degli arresti di mercoledì. Domani gli ultimi interrogatori
20/11/2022

L’articolo che parla degli arresti di mercoledì. Domani gli ultimi interrogatori

Stroncato un grosso giro di spaccio: il 38enne aveva tre telefonini tempestati di chiamate dai clienti. I retroscena degli arresti

Di seguito l’articolo relativo al processo che si è concluso ieri, in primo grado, al Tribunale di Massa.
17/11/2022

Di seguito l’articolo relativo al processo che si è concluso ieri, in primo grado, al Tribunale di Massa.

Massa, la vicenda è quella della sposa bambina. Ermanno De Mattia è stato condannato a due anni e sei mesi. Il pm aveva chiesto tre anni e otto mesi

Di seguito l’articolo relativo al Giudizio Direttissimo di mercoledì 23 marzo 2022.
26/03/2022

Di seguito l’articolo relativo al Giudizio Direttissimo di mercoledì 23 marzo 2022.

Massa – Carrara. Semina il panico e sperona una pattuglia della Polizia di Stato in autostrada: arrestato e condannato per direttissima.

La Polizia di Stato di Massa ha arrestato un sessantanovenne che, alla guida di un'autovettura, dopo avere seminato il panico sulla A/15, ha speronato una pattuglia che cercava di bloccarlo. Era il primo pomeriggio di martedì scorso, quando la sala operativa della Polizia Stradale riceveva la segnalazione di un'autovettura che, in autostrada, sbandava pericolosamente. Veniva inviata una pattuglia della Polizia Stradale di Pontremoli, che nel giro di pochi minuti, intercettava la macchina segnalata, così da poterla fermare per interrompere il suo pericoloso zigzagare sulle corsie. L'uomo alla guida, però, invece di ottemperare all'invito di fermarsi in una zona sicura, non solo aumentava la velocità ma, per cercare di sfuggire ai poliziotti, prima invadeva un cantiere dove stavano lavorando degli operari e poi addirittura invertiva la marcia per percorrere, in contromano, un tratto dell'autostrada. Gli agenti a quel punto, vista l'estrema pericolosità della condotta di guida dell'uomo, hanno affiancato, in corsa, l'autovettura e, dopo aver resistito, rimanendone feriti, a uno speronamento, sono riusciti a bloccarla in corrispondenza della galleria di valico. E' lì che è finita la pericolosa avventura del sessantanovenne che, arrestato, è stato giudicato l'indomani dal Tribunale di Massa e condannato a dieci mesi di reclusione per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Per la condotta di guida, inoltre, gli sono state contestate contravvenzioni per quasi 8.000 euro, fermato per tre mesi il veicolo e revocata la patente di guida.

Lo studio è impegnato nella raccolta e autentica delle firme.Vieni a trovarci e chiedi come fare.Per essere tutti liberi...
14/08/2021

Lo studio è impegnato nella raccolta e autentica delle firme.
Vieni a trovarci e chiedi come fare.
Per essere tutti liberi fino alla fine.

Hate Speech. Come affrontarlo?Tempo di lettura: 1’ 40”Analizzando i commenti d’odio che si ritrovano in rete, possiamo a...
21/05/2021

Hate Speech. Come affrontarlo?

Tempo di lettura: 1’ 40”

Analizzando i commenti d’odio che si ritrovano in rete, possiamo affermare che la maggior parte di questi sono dettati da un generale malcontento dell’utente che si esprime commentando argomenti di vario genere.

L’odio online è intersezionale, in modo ancora più evidente lo è, quando si parla di diritti economici, sociali e culturali. La pandemia lo ha radicalizzato, soprattutto intorno ad alcuni temi già polarizzanti, come l’immigrazione.

Oggi tale odio si è concentrato anche sulla questione Covid-19, sia da un punto di vista politico (“cosa fa lo Stato? È capace solo di rinchiudermi in casa!”) sia da un punto di vista etnico/razziale (“ci hanno portato il virus cinese!”).

A parere di chi scrive, l’hate speech deriva da molti fattori eterogenei ma, fra questi, si può individuare una matrice comune a tutti ovvero, una mancanza culturale di base (ed in particolare della rete internet) che si riscontra nelle persone che riversano l’odio sulla rete.

Tutto è possibile, tutto è lecito su internet. I social fanno parte di un luogo-non luogo dove ciò che si scrive non danneggia nessuno ma soprattutto non può danneggiare l’odiatore seriale. Niente di più sbagliato.

La dimensione del fenomeno è oggi preoccupante e minaccia il godimento dei diritti umani. Di tutti.

Non si può che rimarcare come sia necessario l’investimento da parte delle Istituzioni in specifici programmi di educazione della cittadinanza alla relazione in rete, che mai come quest’anno è stata la nostra piazza, la nostra scuola, il nostro luogo di ritrovo.

Avv. Gian Luca Dell’Amico

Hate Speech. Chi è l’odiatore seriale?Tempo di lettura: 1’ 50”Così come nella diffamazione a mezzo Facebook, anche la vi...
21/05/2021

Hate Speech. Chi è l’odiatore seriale?

Tempo di lettura: 1’ 50”

Così come nella diffamazione a mezzo Facebook, anche la violenza verbale in generale che si rinviene sulla rete internet è spesso un problema generazionale.
Nella maggior parte dei casi ci si trova di fronte ad un soggetto adulto/a. Difficile trovarsi in Tribunale con accuse di diffamazione (online) lanciate da/ad un ventenne; sempre più spesso si ha a che fare con la generazione cresciuta con l’analogico.

Questo accade perché, in generale, la generazione Z, i c.d. millenials, non guardano la rete nello stesso modo della generazione X (i nati fra il 1965 ed il 1980). A differenza di questi ultimi, i giovani sono ben consapevoli dell’esistenza delle c.d. fake news e considerano ciò che viene scritto sulle piattaforme online per quello che è: notizie da verificare e, generalmente, passano oltre.

Chi invece è cresciuto con l’analogico, è portato a non prestare attenzione ad alcuni fattori che, la maggior parte dei giovani, dà per scontato, come ad esempio la fonte da cui proviene la notizia. Questo perché, le vecchie generazioni provengono da un’epoca dove per scrivere su un giornale si doveva avere una certa autorevolezza mentre oggi chiunque può aprire un blog e contribuire all’informazione. Loro malgrado, tendono a dare maggiore importanza a notizie che generano un particolare malessere, un senso di indignazione che poi riversano sui social.

Ecco che l’utente diventa un leone (da tastiera) e, filtrato dallo schermo che, a suo parere, potrebbe difenderlo da qualsiasi cosa, riversa l’odio sui social network forte dell’illusione che, sulla rete si può fare tutto e che comunque, anche qualora desse fastidio a qualcuno, rimarrebbe certamente impunito.

Avv. Gian Luca Dell’Amico

Hate speech. I commenti d’odio.Tempo di lettura 1’ 15”L’hate speech è una forma di violenza che viene perpetrata attrave...
21/05/2021

Hate speech. I commenti d’odio.

Tempo di lettura 1’ 15”

L’hate speech è una forma di violenza che viene perpetrata attraverso commenti d’odio, post che inneggiano alla brutalità e, troppo spesso, veri e propri articoli che contengono fake news. Queste ultime create ad hoc proprio per generare malumori che trovano nell’utente della rete una facile preda.

Ma come si è arrivati a questo decadimento online?
In parte l’informazione in generale ha giocato un ruolo determinante in questa ulteriore pandemia di veleno, focalizzando l’attenzione dell’utente su problematiche che generano malcontento (es. migranti, politica e casi giudiziari con reati particolarmente efferati).
Non sempre però si tratta di fake news, a volte è sufficiente un titolo altisonante e, come zanzare attirate dal calore, gli odiatori seriali saranno attirati a commentare - spesso senza nemmeno leggere l’articolo in questione, generando in questo modo un’ondata di violenza ed odio quasi inarrestabile poiché, sulla rete, più un articolo o un post è commentato (anche negativamente) più questo ha visibilità c.d. clickbait.

Da ciò che abbiamo potuto osservare insieme ad è che, oggi, si offende meno ma si odia di più.

Avv. Gian Luca Dell’Amico

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Castelfiorentino

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